Terzine di endecasillabi canonici (accento tonico secondario in 4ª e/o 6ª sillaba) con rime incatenate ad anello ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HIH IJI JKJ KAK.
Se mai potessi scegliere la forma
per trasmutare questo corpo stanco,
del mare credo forse nella torma
dell’onde che s’inseguon come branco
allegre, bianche in cima spumeggiante,
vorrei tra quelle che sono al tuo fianco
per te mostrarmi quella più importante
che t’accarezza, ti sostiene e culla,
t’accoglie e ti sostiene in ogni istante,
sirena mia, bellissima fanciulla
che ancora induci a battere il mio cuore
che, stanco, fuor di te non vede nulla,
restando tuo fedele adoratore;
un’onda che furtiva a volte s’alza
ma dolcemente, senz’alcun fragore
e sulle labbra un bacio lieve incalza,
teneramente sfiora le tue guance
col petto che di battiti sobbalza
e senza perdersi in inutil ciance
portarti in ogni dove tu abbia voglia
sfidando il vento senza voler mance;
fatica non saria ragion di doglia:
portarti tra le braccia senza sosta
mi peseresti meno d’una foglia;
poi ritornando piano sotto costa
sfiorandoti così come può l’onda
sognando che tu me ne dia risposta
insieme resterem sotto gioconda
e bianca luna in due lasciando un’orma
che di passione e amore vero gronda.
13/09/2024
Come petali nel vento
hai scordato il tuo nome
sulla mia bocca
ed ho cenato col tuo addio
senza la casa dei tuoi sguardi,
ho sperperato la tua nostalgia
in bozzoli di cielo capovolti
ma la punteggiatura della notte
disegnava assaggi di luna
inchiodati al tuo petto:
ripenso a te,
fra queste virgole d’inverno.
ma le profondità sono sfuggenti
nelle tante indulgenti narrazioni,
sicché il nostro recondito remoto
esser può sol reciproca carezza
finché non ci soccorre il desiderio
che cancella le nostre ritrosie,
finché non silenziamo le parole
per affidarci ad altri conversari.
Così mi avvolgo nelle tue fattezze
accolto nella tua corporeità
pur conscio che dell’anima tua schiva
tanto ancora vorrei poter svelare,
e tanto ancor mi fingo possedere
almeno per il tempo di un amplesso.
E tu mi accogli pur e in me ti avvolgi
sapendo che di me tanto non sai
e tu forse non vuoi neppur sapere
né io comunicare ti vorrei
se non coi soli cinque sensi ignudi
e coi loro linguaggi reticenti.
Così le alterità nostre sovrane
divengono reciproche custodi
di questa fantasmatica passione,
contemplazione in tremula penombra
di tutto ciò che in cuore immaginiamo,
mentre ciò ch’è più autentico di noi
sfuggir deve alle luci della mente.
Venti settenari sdruccioli monorima.
Preso da un dubbio amletico
provo con gesto atletico
a farmi anche il solletico
ma da vecchio bisbetico
mi trattengo e farnetico
che non mi par sia etico
rider con ritmo tetico
d'un mondo metatetico
che con un far frenetico
ha perso già il pöètico
e di fasci¹ è poietico
con fascino magnetico
che in ordine alfabetico
l'umano rende eretico.
Un razzo segnaletico
sull'orbe gëodetico
induca a un energetico
rimedio esegetico
tipo qualche antiemetico,
non solo l'anestetico.
¹: fascisti.
11/09/2024
Mano nella mano
ti cucio ad un raggio di luna
come apostrofo di un bacio
che parla di te soltanto.
E sei in tutte le cose,
negli sguardi del mio cuore,
nei segreti dei miei battiti,
perché sei partitura d’eterno
che scivola sul mio petto,
come diagonale di una stella
sul letto dei nostri sbagli.
Mano nella mano
ti stringo ai miei domani
e ci sfioriamo l’anima
come timidi bambini
a parlar di sé sull’uscio dell’estate,
come un gioco a non ferirsi,
a rincasar dagli spazi vuoti di noi stessi,
mano nella mano,
col diario dei nostri sentimenti.
spiegazione: la poesia tratta del rapporto che l'autore ha con un suo amico, il quale è tanto intelligente quanto spericolato. Descrive la preoccupazione dell'autore verso l'amico.
I bambini vestiti tutti uguali,
Le divise dai colori sgargianti,
Solo i portieri hanno i guanti.
Prima di iniziare un po' di riscaldamento,
Corrono tutti con lo stesso andamento,
L' allenatore che raccomanda di non dir parolacce,
Un dirigente porta il kit delle borracce.
Ecco le squadre andare a metà campo,
Per i genitori ogni figlio è il loro vanto,
C' è il biondo il bruno ognuno di varia statura,
Poi ce n'è uno che pare me in miniatura.
Inizia la partita e corre a destra e manca,
Di rincorrere il pallone non si stanca,
Ad un certo punto gonfia la rete,
E del mio orgoglio sazia finalmente la sete.
Seguito "storico" del testo precedente, entrambi elaborati su appunti di giovinezza
Qual terra sei, ché fertil tu m’impregni
come dopo un inverno il rifiorire,
che immagini e parole mi consegni,
che vorrei nel mio cuore custodire
senza che si smarriscano d’attorno
le malïe di questo nostro amplesso
che conclude, nel volger di un sol giorno
tante stagioni mie di solo sesso,
d’amorazzi dispersi tra i ricordi,
poi cinici abbandoni dolorosi
dopo giorni d’erotici bagordi
nell’illusion che fossero amorosi.
Ma nulla riesco a dir, finito un viaggio
che in troppo navigar mi ha reso stanco
e sento pure naufrago il linguaggio
mentre infine m’accuccio qui al tuo fianco.
E intendo, nel silenzio del momento,
corsaro con fantasmi sempre in guerra,
significar profondo appagamento
d’inchinarmi a baciare la tua terra.
Una strampalata specie di tanka con i versi allungati (settenari al posto dei quinari ed endecasillabi al posto dei settenari) e con qualche rima (schema aBa CC, gli endecasillabi sono a maiore).
Ora che le cassette¹
e le videocassette son sparite
a favor di chiavette
non possiam più riavvolgere quel nastro
ch'è la vita cercando un altro incastro.
¹: audiocassette;
07/09/2024
nella pipa
stava le ore
sotto il grande olmo
all’ombra fisso
fumando pensieri
d’un tempo il vecchio
oltre lo steccato
maledetta sera
che non sono venuto
in bici come sempre
a salutarti
mentre già volavi
sereno sui campi
solo il vento
un’ultima volta
composta tra le rughe
la carezza di terra
in silenzio
raccontano ancora
i pioppi
lungo il fiume
di lacrime amare
tra le onde
finite le attese
sulle sponde
per una parola
insieme
bastava un pomeriggio
con te per stare bene
ci debbono togliere tutto
per tirare a campare
l’eco delle tue parole
stasera che fa male






