Coglievo i tuoi attimi
Seppur molto acerbi
Baci di sfuggita
Tra il mare e le canoe
Chiusa nel tuo mondo

Frettolosa di crescere
Fuggisti via
Rischiando di spegnerti
Tra i salti nel vuoto
Ed il bianco di coca
Una madre disgraziata
Prodotto di un padre mancato
Sola al mondo non volendoci stare
Ti aggrappavi
Al desiderio del proibito

Un incontro inaspettato
Al sapor di passato
Trovandomi poi a nettare
I tuoi petali di sangue
Ne coglievo i resti

Saluti all'ombra dei treni
Affidandoti alla disgraziata
Partoristi una figlia
Chiamandola chissà perché
Vittoria

spiegazione: la poesia tratta di una ragazza con il disturbo di personalità borderline genetico. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre non sa prendersi cura di lei. La ragazza prende molte scelte sbagliate: rapporti con delinquenti, droga, autolesionismo e tentato suicidio.
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Profilo Autore: Michael S.  

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Come sempre quotidiano

il tre di ottobre

… ci accogliamo.


Ah già … la legge!


Quando non sa la destra

cosa fa la mano sinistra

le case si aprono

come un tempo

quelle chiuse


di memoria avvolta

nella liquidità capace

di manto alle menti

per coprire vizi


e poter giocare

con le virtù.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Ottave composte da 3 settenari più 3 endecasillabi chiuse da 2 quinari, rimate abcABCdd, da leggersi con gli accenti tonici in 1ª, 4ª, 6ª e 10ª.


Eccoti qui, Settembre.
Tu lungamente fosti
mia rappresentazione;
ora più affine sento sia Dicembre
con le speranze e i sogni già scomposti
dentro una lunga eterna ibernazione,
senza risveglio
per viver meglio.

Mentre solenne accedi,
più corte le giornate
che neanche più rincorro.
Crepitan foglie secche sotto i piedi:
tre mesi ancor, saran polverizzate,
sgombro sarà sentiero che percorro
verso il mio nulla
tra terra brulla.

Parte da qui la fine
d’un altro inutil anno,
gli occhi ch’ancor aperti
restan e vedon solo nuove spine
lungo la strada fatta in pieno affanno
nell’illusione vana di vederti…
ma sei miraggio
perso già a maggio.

Inutilmente scrivo,
inutilmente rimo,
inutilmente raspo¹
mentre in silenzio guardo ma non vivo
e l’esistenza al solito mia stimo:
vale all’incirca quanto un vuoto raspo²
d’acini vuoto…
riprendo il moto.

Scivola invano il tempo
senza nessun controllo,
fugge da me, va via
mentre sbiadendo il cerebro m’attempo;
futili idee tra cui vago barcollo,
sogni, presenti ancora, di lei mia
come mai fu
né sarà più.


¹: nel senso di levigare la lunghezza dei versi;

²: raspo/raspo: è “rima equivoca”, tra due parole omofone, la prima è un verbo mentre la seconda è un sostantivo. 


01/09/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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A ora di pranzo in mezzo alla strada indaffarato,
il tuo stomaco da una certa fame attanagliato,
ti fermi per un attimo e ragioni da scaltro,
se non mangi potresti svenir da un momento all'altro.

Ti trovi a batter però una zona a te ignota,
in una parte della città molto remota,
tavola calda recita una luminosa insegna,
in tutta la via la sua solinga luce regna.

Su tripadvisor di questa attività nessuna traccia,
ma un panino al salame che mal vuoi che faccia,
entri sicuro della tua sofferta decisione,
fino a quando non arrivi al cospetto del bancone.

Lo spettacolo ai tuoi occhi è alquanto aberrante,
affettati qui e lì di ogni forma d' igien sprezzante,
cosa chiederai ora al suo poco aitante gestore:
' Scusi per favore mi sa dire le ore?'

Esci dal locale con la fame addosso,
di una bistecca non lasceresti neanche l'osso,
ma una certezza in più accompagna quel momento,
che sei anche in ritardo al tuo appuntamento!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Ad ogni battito di ciglia
i suoi occhi indigo
sprigiona in me ardente ardore.
Ha dimenticato il mio sole caldo
nel suo vascello come astro d'amore
in quei fluttui delle sue tribolazioni.
Ero al suo fianco
come ancora di salvezza
per non farla annegare,
conficcata nella sabbia
della sua velata indifferenza.
Ignara sei tu, segreta rosa
della mia imperitura passione.
Nel tramonto, il rogo imponente
di ogni stagione del cuore
in queste mie rughe,
parla di lei e del suo profumo.
Segnato io, dalle ali spezzate,
mi trascino sul tappeto del tormento
come una condanna senza respiro
tra aculei sanguinanti
che per te m'infliggo
ogniqualvolta scelgo d'amarti.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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I nonni

stringono fra le mani

gli aquiloni del tempo,

le chiavi del passato,

il silenzio delle stelle,

le parole del cielo.

I nonni

lacrimano sulla Terra

come angeli feriti

quando il loro tenero cuore

è umiliato dal dolore,

da scampoli di nostalgia,

dal respiro amaro

del triste gioco della solitudine.

I nonni

scartano il regalo

della loro ultima stagione

accoccolati nel vuoto

di una tremula panchina.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1075 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Girava
Guardando
Con occhi meravigliati
I pochi passanti
La mente
Invece
Sembrava rivolta 
Alle emozioni 
Circostanti
Era bella?
Sì 
Per me
Lo era
Una donna 
Che non appariva
Non trasgrediva 
Felice
Con quelle poche
E semplici cose
Addosso 
Una gonna
Un giubbotto 
Il suo colore era il nero
Proprio come i suoi ricci
Mi misi a contarli
In fondo
Non potevo far altro
La voce non mi usciva
E il coraggio 
Si era rifugiato
In qualche buio anfratto 
Per il cielo e le stelle
Avrei voluto
Offrirle da bere
Poi una voce mi disse
Ma per piacere...
Lei però 
Se ne accorse
E rimase lì a fissare
La mia innata titubanza
Con attenzione 
E tanta pazienza 
Forse le piacevo
Così 
In quel frangente 
Non sentii più le gambe
Probabilmente lei
Capì il mio disagio 
E mi regalò un bacio
Sussurrato nel silenzio 
Con la dolcezza
Di un nuovo sentimento
Non riuscivo
A divincolarmi dalla 
Potente stretta 
Della mia corazza
Al diavolo la circostanza 
La desideravo
Supplicai la solitudine 
Di lasciarmi andare
Almeno questa volta
Con lei sarei fuggito
Per quattro o cinque isolati
E poi chissà 
Magari in giro per il mondo…
Le luci si spensero
Un altro uomo si fece avanti
E io continuai a fare
Il lupo solitario 
Con la gente di passaggio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ricordo i miei occhi
Pien di letizia

Specchiandomi nei tuoi occhiali
Mi fissavi
Un sorriso sapor di lacrime
Il calore di carne madida
Seppur con braccia serrate
Respiravo

Ed anche se ora riesco ad essere
Ricordo i miei occhi

spiegazione: la poesia tratta di un momento preciso che l'autore ricorda circa un importante amore passato, ormai finito. 
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Profilo Autore: Michael S.  

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Alternanza di quinari ed ottonari senza rime.


Primo settembre:
mese dolce che introduce
l'idea di morte…
Un'assenza tra altre assenze.

Fossi credente
saluterei mio fratello…
ma nella bara
da tant'anni tumulata…

sordo cadavere
che possiamo solo piangere.


ioffa, 01/09/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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Le rose stanno perdendo petali,
  emanando un odore antico,
e il verde lascia spazio
sotto il sole bruciante dell'estate.
 Serate dove canti
e cielo fanno tetto,
io mi ritrovo qui, ad aspettare.
Persone che non torneranno,
parole che non ascolterò,
presenze che sono solo mancanze,
sotto questa notte serena,
che fa parlare le stelle, io resto
muta ad osservare la vita, che mi
scorre addosso e non riesco a fermare.
Vento fra le dita, passa, ma le
lascia vuote.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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I nonni

disegnano alla finestra

vecchie nenie lontane,

ritagliano la luna

in favole d’argento,

si commuovono per l’estate

di un fragile fiore,

il loro cuore

è scrigno fecondo

di saggi consigli

e dolci memorie.

I nonni

stringono piccole mani

come pennellate di cielo

una risacca di farfalle

ed ogni loro sorriso

è un piccolo bacio

posato sulle spalle indifese

da un tenero angelo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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“S’è il precipitare nel nulla
e il cessar d’ogni sensazione
quasi come un sonno nel quale
nulla, manco un sogno si vede
gran guadagno allora è la morte”. (1)

Tanti i filosofi, pochi i poeti,
e quei pochi sfiorarono appena
ciò ch’è “nox perpetua una dormienda”, (2)
ma poeta fu il regista di scena
di quel bel tenebroso personaggio
già testimone e forse già presago
di morte sopraggiunta per amore,
inquietante vicenda che ancor oggi
affascina chi ha vissuto quegli anni
di trasgressione e di disillusione,
chi ha conosciuto affini smarrimenti
nell’acre sapor di un nulla moderno
che si colma d’improvvisa passione
e si affolla di demoni e fantasmi
d’un mistero amoroso tormentoso. (3)

Vano esorcismo lusingar la morte,
non ci sarà prima notte né quiete,
ma soltanto un nulla senza coscienza
che subentra alla coscienza del nulla,
svelamento da un velo inesistente
che possano gli occhi avere mai visto
che la mente possa avere compreso
neppure per un attimo soltanto.

(1) Platone, Apologia di Socrate
(2) Catullo, Carme 5 (Vivamus, mea Lesbia, atque amemus…)
(3) "La prima notte di quiete" (film del 1972), regia di Valerio Zurlini (1926-1982), protagonista Alain Delon (1935-2024)
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Nelle viscere dell'oscurità notturna
taciturna e impenetrabile,
un alito di affetto inesauribile
si insinua con tenerezza tra noi.
La lealtà in amore,
quale astro rifulgente
illumina il cammino con fulgore incandescente e colmo di brama.
Tortuosi sono i sentieri dell'animo,
ove la lealtà sboccia
con fervore inestinguibile.
Quale ombra fedele
che segue senza mai svanire
il nostro legame d'amore,
incapace di saper mentire
guardando dritto
negli occhi dell'altro.
Il tempo, avversario inesorabile,
ci induce nelle reti delle sue prove
con ghigni beffardi,
ma il nostro patto è indissolubile,
non può frantumare ciò
che è stato saldamente plasmato!
La lealtà è il vincolo
che ci mantiene congiunti,
nel fragore della bufera
e nei frangenti di smarrimento.
Mi affido alla purezza
del tuo sguardo profondo,
cristallino e sincero,
ove la lealtà volteggia
quale pensiero d'amore.
In questo profumato giardino
celato all'occhio profano,
il nostro affetto prospera,
esultante e sovrano,
sotto le chiome innamorate
dei nostri sguardi!
La nostra lealtà nella relazione,
simile a un talismano potente
ci avvolge e ci orienta
con una guida amorosa,
verso oltre l'infinito!
E noi, due spiriti puri
in un ballo celestiale,
con l'impegno perpetuo
in un vero sentimento
che non conosce tramonto,
ci fondiamo l'uno a l'altra
per non perderci mai più
nei flussi dei tempi,
che trascrivono stele d'oro
piantate sul fertile terreno
del nostro indissolubile amore.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Era una notte liquida

schizzi di fango e addii

tu che gridavi resta

quand’ero andato via.

. 

Domani sono tanti

i nostri anniversari

io ho i capelli bianchi

tu sei una geografia.

.

Domani sono mille

le nostre conversioni,

sei sempre in prima fila

e non applaudi mai.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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E poi mi guardo allo specchio
E non so più chi sono
Nei miei pensieri fuggo
Dal mondo artefatto 
Dalle reazioni ineffabili 
Dei miei conflitti
Che non vogliono ascoltare
La voce debole dell'amore 
E non so dove andare
E non mi posso fermare 
Né piangere 
Né sorridere
Come un condannato a morte
Fino alla fine
Devo tirare avanti sospirando 
Inutili promesse
Sorridendo ai fantasmi
Che albergano nella mia esistenza.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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