Un bozzolo di luce
si confessa ai miei sguardi
su un sentiero d’autunno
mentre la luna inciampa
nel battito del mio pensiero
speso a rincorrere il cielo.
Ottobre è un anagramma
di tramonti perduti
in fondo ai cassetti dell’anima,
marea di frivoli ricordi,
graffio di mille solitudini,
frammento di nostalgia
che dedico a te soltanto.
ma che tifi ancora
per la squadra che retrocede
Vorrei un prete
che anche se il re non è nudo
si veste male
Che dica parolacce all'oratorio
e bestemmie a carnevale
Vorrei un prete mezzo andato
e con le idee folli di un cubano
e con l'embargo in vigore e dimenticato
di un paese ormai lontano
Un prete che non sia un prete
Ma che non predichi le pentole
e lasci sfiatare le sue valvole
e cucisca il filo spinato di una rete
Vorrei un prete proprio quando
non servirebbe un prete
Uno di quelli accusati d'eresia
perché dice che la Terra è un'ellise
Scarso a poker pur essendo una spia
Un prete morigerato
il cui corpo ce l'ha buttato in mezzo Pasolini
Un corpo sfiancato
nell'ultimo digiuno affogato in bicchierini
Vorrei un prete che stuprasse
le dimenticanze degli adulti
infastiditi dal rozio di quel che scambiano per masse
e morti di straordinari, epigrafati d'insulti
Vorrei un prete che credesse nel così com'è:
che inseguisse la realtà
senza credere neanche in me
Sette terzine di ottonari a rime incatenate con schema ad anello ABA BCB CDC DED EFE FGF GAG.
Dal fondo nero del pozzo
si sente urlare qualcuno
con un linguaggio un po' rozzo
e di crëanza digiuno
che la poesia è qui, morta:
non la declami nessuno
perché la rima è contorta,
metrica appare uno schiaffo
e strofa più non supporta.
Mi servirebbe uno sbaffo¹…
ripenso ai miei scarabocchi
col loro strano paraffo²
inumidendomi gli occhi:
non mi sopravviveranno
‘sti versi brutti e farlocchi
perché se pur non lo sanno
lor come me son già morti
e chissà poi da qual anno!
non ce n'eravamo accorti
ma lì dal fondo del pozzo
ci han redarguiti: siam morti³!
¹: stacco musicale per sottolineare un cambio di argomento;
²: firma;
³: la "rima identica" a sottolineare il concetto urlato dal pozzo nero; cosa sia il pozzo nero, lo lascio alla fantasia del lettore.
05/09/2024
come un poema silenzioso,
un vasto palcoscenico
di enigmi e meraviglie,
ove gli astri,
simili a saggi narratori,
narrano leggende dimenticate
nel fluire inesorabile del tempo.
La luna, imponente e benevola,
si erge a custode dei sogni
celati nell'intimo dell'animo,
irradiando con il suo etereo
splendore argentato
le aspirazioni più recondite
e le speranze sopite.
E mentre le stelle
si esibiscono in una danza
nel tenebroso abbraccio della notte,
il vento sussurra
i segreti dell'universo,
rammentandoci che ogni cuore,
come un astro errante,
segue il suo cammino
nella vastità dell'infinito.
Così, nel silenzio
di questa notte,
ci abbandoniamo,
sospesi tra la terra e il firmamento,
pronti a redigere,
in versi luminosi,
la nostra narrazione tra le stelle.
Poiché ogni sogno
è un viaggiatore,
e ogni notte rappresenta
il suo palcoscenico eterno.
L’autunno
è un quaderno di malinconie
che giacciono sul cuore,
una lanterna accesa
accoccolata ad una finestra,
zucche ad imperlar le zolle,
capriole di ricci e castagne,
rubini di grappoli fra le viti.
D’autunno
è il bacio d’ottobre
che sale per le vie del cuore,
seduta su una panchina di foglie,
sola,
coi capoversi del mio dolore.
Hai creato
per me, questo Spirito
ed io ti ringrazio
perché sono nei tuoi pensieri
perché vibro delle tue energie
e penso, e scrivo, e gioco
In questi luoghi
il dolore è un lontano ricordo
Cammino a piedi nudi
su strade sterrate
Non ho paura di farmi male
Percorro la mia vita
la mia vera Vita
nell’abbraccio dell’UniVerso
- non devi piangere per me
- io esisto -
spiegazione: il continuo de "Petali di sangue".
Sulle corde d'un violino pizzicato
tra profumi di resine e vernici,
l’abete risuona tra le mani
note dal suono delicato
sul bancone l’armonica tavola,
talvolta vola la nota sul ponticello,
un incrocio di corde in armonia,
viola l’aria l’eco di una viola
laboratorio di timbri, suoni, emozioni,
profumi di essenze di legno pregiato
tra le fasce fascino e seduzione
fragranza e passione tra le mura.
Il giallo era giallo
Con il bianco invece
Intravedevo soltanto
L'apparenza
Della mia voglia
Ma quando lei
Indossava il nero
Il mondo cambiava
L'amore si spandeva
Tra le falde
Di un luogo senza tempo
Finché non giungeva
L’ineluttabile desiderio
Il mistero che induce
Un'anima fragile
A cedere
A ogni millesimo
Di assurdo piacere
Così
Mi frantumavo
Perdendo l’equilibrio
Un bacio
Un abbraccio
Un amplesso
Mentre nei suoi occhi
Scorreva il cielo eterno
La vita ansimava
Tra mani instancabili
E chiudendo gli occhi
Il nero
Ancora
Ottenebrava
Malevoli ricordi.
Questo roseto d’onde
accoltella anche la luna
nell’inferno nero della notte
mentre la tua ombra scompare
con la tua valigia di speranze
sul fondo insanguinato dell’oblio.
Il bacio del dolore
graffierà d’orrore le coscienze,
chi eri, indifeso straniero,
che hai venduto la tua disperata vita
al romanzo atroce della morte?
Resta di te soltanto
un vecchio scampolo di dignità
sepolto col tuo nobile cuore
in un sacrosanto desiderio
d’uguaglianza e rispetto.
Per la giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza
Raccatto le tessere,
è la cosa giusta.
Ma la tempesta,
la sua mano dai fili d'argento
le sottrae ancora
al mio sordo volere.
Mi trascino lungo la riva
orme esitanti vorticano inquiete
alla ricerca d' un ardire primordiale.
C'è più angoscia in un lento morire
o nel sapere la vera essenza?
Di là il rosso ammalia
ma non dice del suo vergere,
m' inchino cercando un' altra prospettiva,
poi chiudo gli occhi.
è solo un sentire
solo un sentire
sento i tuoi sensi arresi al mio possesso
che accolgo consonante nell’amplesso,
tra fantasmi dall’anima riemersi
che allontanar vorrei del tuo vissuto,
ch’esorcizzo con goffi tentativi
di sottrarre i miei lemuri lascivi
alla passion di te in cui son caduto,
quell’eros combustibile segreto
ch’arder mi fa e mi tiene prigioniero
che m’avvolge in un’aura di mistero
l’amar o il non amar d’un cotto Amleto,
qual demone maldestro in cupa ebbrezza
che ti vorrebbe l’anima afferrare
ma annaspando la può solo sfiorare
con una vaga timida carezza.








