Cercami nel tuo pensiero,
in quelle giornate
dove la malinconia ti prende,
cercami nelle parole d'amore
che sapevi ascoltare in silenzio
e ti scaldavano il cuore
lasciandoti senza respiro!
Se puoi cercami ancora
per assaporare quei baci
che scivolavano sulla pelle
insieme a quella carezza
che ti abbracciava
nelle tue notti insonni
quando il pensiero di quella donna
si perdeva nel tuo!
E allora cercami
se desideri ti invadono
per quell'amore
che scalda il cuor tuo
quando il gelo è dentro te!
Cercami ancora!
Una colombaia come alloggio
di luce crema intarsiata:
è così che allora ti vidi
appoggiata a una poesia.
Ma fu un attimo
prima di sera.
Ti hanno forse riportata al chiuso,
al sicuro dalle nubi sfiorite
per non arrossire
alle mie parole.
(2011)
Piccoli petali ad alveare.
La pioggia ristagna sulle panchine.
Fiori esplosi fuori dalla serra.
Il giardiniere ha i guanti azzurri.
Con le mani tien ferma la terra,
con la fantasia astrazioni,
nei suoi pensieri
fogliame di luna.
(2011)
fischiettando
aggiungerò la musica
non potrai sentire
la mia melodia
ormai sono oltre i tuoi passi
al di sopra vedo li sbagli
cantano insonorizzati
da te che non guardi
non senti
la dolcezza
dell'essenzialità
la paura dell'errore
è mia madre
mi accarezza
mi culla
con calma
con calma
ora posso vedere
il domani.
Sboccia un fiore
malgrado fuori piova
la speranza la trovi anche nel deserto.
Dopo infinite sofferenze scende la pioggia
per cancellare il male.
E' forse un Dio che piange
le sue lacrime colpiscono tutta la terra
e le zone più deboli del nostro animo.
Siamo solo di passaggio
ne capisco il messaggio
fuori c'è un'intralcio di gente e di passioni
come quando fuori piove.
“Il fiume Во́лга è agitato questa notte,
lo posso vedere muovere fra i tuoi capelli-
e come l’iridescenza di un aurora boreale,
così il tuo sguardo rapisce la mia mente
e rallenta il fluire del tempo.
Bolli l’acqua amore mio,
che sarà un inverno lungo.
Ci riscalderemo con spasimi di libertà,
con il tè verde e con il vino.
Con il tepore dei nostri corpi.
Ti amerò, ti accarezzerò, ti vezzeggerò,
mi specchierò nelle acque del fiume,
e toccandoti ti farò vibrare.
Il fiume Во́лга vigila sul nostro amore,
danza elegantemente fra sogno e realtà-
e come l’armonia di una primavera antica
così il tuo sospiro si impossesserà di me
insegnandomi il valore del tempo.
Bolli l’acqua amore mio,
che sarà un inverno lungo.
Ci riscalderemo con morsi di felicità,
con le zuppe e con il caffè.
con l’energia dei nostri baci.
Ti amerò, ti accarezzerò, ti vezzeggerò,
mi specchierò nelle acque del fiume,
e guardandoti mi abbandonerò alla gravità.
Sentirò il tuo polso, ed imparerò a scrivere canzoni
sul ritmo del tuo cuore.
E l’eco del nostro respiro si diffonderà
per tutta la madre terra, la tua Russia,
la nostra voce comune.
Mi guardo intorno, e sto sempre seguendo il fiume.
Anche se in fondo sono convinto di una cosa.
È lui che segue me-
Carlo
Lacrime
in simile tempo tetro
figura di pioggia
battente sul vetro
entità tangibile di paura
dai ascolto
alla voce sicura
che ti avvolge
con un mantello di mani
e sarai più sereno domani
svegliandoti con al mio collo
le tue piccole braccia
farò in modo
che pure il silenzio taccia
Nostalgia, in queste strade del mio quartiere.
Nostalgia, nel non poter più vedere te.
Nostalgia , per quello che ero io
per l’infanzia mia che non tornerà più.
Nostalgia per quel povero ragazzo che ero
io, quando mi ammalai
Nostalgia, per quella mia
dolce ragazza innamorata
per il tuo dolce sguardo
per me
Nostalgia per i ragazzi ancora soli, privi
di un amore
ma con tanta dignità
Dignità
Gente che passa
vicino alla pelle, ti sfiora
percepisci la svolta in brividi
che salgono, confondendoti
l'alchimia, non conosce distanze
non chiede connotati o il colore dei capelli
si attanaglia al cuore
blocca il respiro e la ragione
ti fà sognare in mari, spazzati da anime
che il girotondo della terra
ha fatto incontrare
il fato
il caso
la chimica
nessuno spezzerà questo legame
nemmeno la terra, ricoprendoci
a potere su questa unione
solo noi
uccidendo la realtà
cerchiamo riparo
nella riflessione
nella pausa
messere
il tuo addio
non è il mio
bacialo vento
io non esisto.
Quanto è il vuoto
il letto senza te.
E quanto non so che farne
del freddo
senza avere il tuo lato da scaldare.
Al pari del volubile fumo
delle tue Philip Morris
in assenza di te mi dirado
e non sempre consola
leggere e rileggere,
come fosse scritto in braille
scorrendo con il dito
il tuo cuscino
“…che in uno o in due noi siamo solo una cosa…”
Amara.
Come il sapore alterato
della albicocca col verme.
Come le ciliegie
a San Silvestro.
Come la liquirizia pura.
“In notti comete,
nel caldo silenzio
del quinto sbadiglio,
sentirò le tue unghie
carezzar le mie braccia,
sentirò il vuoto strozzarmi la gola
e la lama insinuarsi nel polso,
dolcemente,
disperdendo nel mondo
l’amaro della vita,
in tutte le sue tonalità
e graduazioni”.
Dolce.
Come la fragranza botanica
del tuo collo di donna.
Come una coppa gelato
alla gianduia.
Come il muschio bianco,
“In pomeriggi sbarazzini,
nel soffuso vociare
della marina già alticcia,
sentirò le tue labbra
sfiorarmi una guancia,
sentirò il sorriso invadermi il viso
e la mia mano intrecciare la tua,
dolcemente,
diluendo nel vino
il dolce della vita,
in tutte le sue sembianze
forme e posizioni”.
La donna immobile
La donna immobile
sul letto stava
ed il piacere la penetrava.
L'intero suo corpo
dominava,
con le sue dita languide
la carezzava.
La perversione
la esaltava.
Il desiderio i suoi papaveri
incendiava,
rendendola
calda come il fuoco,
nuda come la terra,
libera come il vento,
tempestosa come l'acqua,
potente
come lo spirito creatore.
A lei dedico
questa romantica e perversa
canzone d'amore
La notte e il vento
mi portano malinconia
di te ho un ricordo dolcissimo
che tenerezza che emani
e anche se non ti conosco
riconosco che sei speciale.
La notte e il vento
mi portano tristezza nell’animo
ma sulla spiaggia
il sole asciuga ogni tristezza
e nostalgia.
La notte e il vento mi portano
nostalgia
Ma discese nello zolfo di Floristella
Come Aclà si scende all'inferno
Incroci danteschi
Alle fermate di bus e metrò attendono bombe innescate
Bestemie e invettive dalle auto prigioniere di ingorghi
Lavavetri all'attacco su parabrezza già puliti più volte
Pedoni iracondi attraversano senza cautela
sfidando chi guida con occhi agguerriti
Poveri diavoli rovistano in cassonetti in cerca di sporchi tesori
Clochards cercano un posto per una notte sopra cartoni
Per compagnia vino in cartone
Sogneranno stanotte diavoli di cartone
Finito lo stress delle ferie
la città si perde nel troppo e nel nulla schiava di un sempre
Le scuole riaperte la gente al lavoro
Ancora fa caldo ma il mare è lontano
Non è Floristella
niente zolfo
ma smog nei polmoni
La condanna di Aclà




