scopro per caso che sei stata male
e che ti trovi ancora in ospedale
ché sulla schiena le pene sbologni…
credi non senta tra i tuoi fabbisogni
qualcosa più grave di cervicale,
ben più profondo, nell’anima il male
che tieni dentro, che quasi t’infogni
quasi nessuno potesse aiutarti
quasi nessuno ci fosse presente
con cui poter quanto meno sfogarti
pronto a tenerti per mano paziente
cercando almeno un pochino aiutarti…
non son capace, ma meglio che niente…
21/08/2023
fin nella mia dimora ti ho trasportata,
sulla mia tavola ti sei accomodata,
in silenzio e con pacatezza l'hai onorata.
Pian piano ti sei lentamente svuotata,
per noi commensali ti sei sacrificata,
il tuo contenuto nei nostri bicchieri,
in nessuna ricompensa tu speri.
Nel frigo t'ho fatto prender aria fresca,
in compagnia di un succo alla pesca,
vicino a te un mezzo limone,
lasciato lì nella sua perdizione.
Pochi centilitri ormai ti son contenuti,
siamo quasi al momento dei saluti,
per fredda mano verrai accartocciata,
e deforme finirai nella differenziata.
Pöésia nell'ardesia.
500 g Nutella¹
500 g Mascarpone
310 g Savoiardi²
250 g Caffè
130 g Zucchero
65 g Tuorli
40 g Acqua
Granella di nocciole q.b.³
Cacao amaro in polvere q.b.³
¹: sin dall’incipit si percepisce quanto questa pöésia sia destinata a far bene al cuore; cuore in senso sentimentalpoetico, che in senso anatomicomedico probabilmente è meno rinfrancante.
²: da notare l’andamento calante dei versi: 500, 310, 250, 130…
³: la rima baciata in “cubbì” degli ultimi due versi, tradisce la vetustà di codesto poema solo apparentemente contemporaneo come ingannevolmente suggerito dalla metrica così sofisticata e dalla spontaneità dell’assenza di rime nei primi sette versi.
08/08/2023
Prescinde dai capolavori
cui si vogliono tributare allori
l’altra poesia.
L’altra poesia è quotidiana
magia che si sveglia ogni giorno
di primo mattino e ricama il sereno.
Assorbe calore per reagire
al dolore imprime la svolta. Asporta
sassolini e calli, in una
ricerca di pace e di chi tace
quando parlare non serve.
Senza evidenti pressioni opprime
gli oppressori, non vuole
sacrificare nessuno - perché
al regno d'amore … duole -
Per l’altra poesia è solo un dare
- come l’amore - lustro alla vita.
Scava nelle viscere
per riportare a galla
i nostri galloni perduti.
E scala le vette
per abbuffarsi di panorama, non
per una bandiera piantata.
L’altra poesia
armonizza i contrasti
e sfuma i contorni, vuol contenere
moti peggiori, contando su tutti
… per riempire il mare.
Dormi, che la notte ormai s'affaccia
Dormi, d'un sonno ch'è soffio leggero,
di sogni , ricordi e
refoli di vita da un vento di zefiro portati.
Dormi, cullata da mani leggere,
tra dita di un cielo notturno
ti avvolge una coltre di stelle.
Sogna il tuo sogno più bello,
finché la notte dura,
fin quando la polvere d'oro accarezza i tuoi occhi chiusi.
Stringi forte tra le mani il sogno
che il sogno se tu vuoi
lo sai si avvera.
Infine l'alba, sottile luce,
raggio dorato che ti riporta
il mondo.
Suoni,colori e voci tutt'intorno.
Sorridono i tuoi occhi
e la vita aspetta i tuoi passi
nel nuovo giorno.
I volti a volte avvolti
da nebbia persistente,
che non trapela niente
d'eventuali risvolti
in cui siano coinvolti
per cuore o per la mente,
in attesa silente
che il quadro si rivolti
e dubbi sian dissolti
rendendo più lucente
esistenza avvilente…
son morti non sepolti.
07/08/2023
Piango.
Da fuori non si vede, sono lacrime che non escono dagli occhi, almeno non in pubblico, come attrici ormai disoccupate.
Piango.
Sono gocce, ognuna formata da tristezza e gioia, liquide, mischiate, è possibile?
Qualcuno potrebbe riconoscerle come malinconia.
Lacrime come un cubetto di ghiaccio che si scioglie piano, gocciolando lentamente in qualche luogo sconosciuto del petto.
Gocce che scandiscono il loro tempo colpendo lo stomaco, come una musica, e si sa la goccia scava, è solo questione di tempo.
Capita ovunque
capita quando incontro un sorriso sconosciuto
quando vedo il preciso momento in cui, una foglia, si stacca da un albero e scende con movimenti di tango, adagiandosi, con un rumore assordante –per chi riesce a sentirlo- al suolo
Sorrido.
Quando piango dentro, fuori, sorrido.
Succede perché mi meraviglio
perché vedo le cose scontate come uniche
le cose scontate che i miei occhi comprano vedendo il loro reale prezzo
prima dello sconto.
Cose importanti
la maniglia di una porta, un cartello stradale, una mano con le dita che si muovono.
Oppure cose più banali
come quei giorni
nei quali
risolvo il confuso problema di essere la persona che sono e che ho paura di essere.
Il peso passa e chiude
non resta nulla a dire;
per quanto vi delude
andrà presto a finire;
ignorerà le crude
parole d’inveïre
che riempion la palude
nel mentre che le spire
mi stritolan le nude
mie carni e non reagire
patir di men m’illude.
Aspetto di marcire
in cassa che racchiude
fesso che va a sbasire.
02/08/2023
Ero in un momento di umore infimo, al di sotto del fondo dell'abisso più profondo, con le lamentele che mi risuonavano nella testa nonostante tentassi di difendermene tenendo chiusa la porta; avevo voglia di spegnere tutto, definitivamente, proprio tutto, non certo solo il PC… però volevo lasciare un saluto ai compagni del sito di scrittura… poi man mano che scrivevo e mi distraevo nel cercar le rime, la vista si spannava ed il battito si normalizzava… quindi vi toccherà di leggere altre castronerie anche dopo questa!
Finisci in una cupa e calda stanza,
Sulle pareti numeri dispari e pari,
Di assistenza paion molto avari.
Lettini con ruote un po' dappertutto,
Qualcun par pronto a subire un lutto,
C'è chi cammina senza una meta,
Sguardo basso e tenuta discreta.
Qui e li' qualche infermiere che ride,
Questo di fatto con l'ambiente stride,
Davanti a cotanta e simil sofferenza,
Dovrebber mantener una certa apparenza.
L'ultima volta che mi ritrovai tra questa mura,
Il ricordo di quel che accadde fa ancor paura,
Or colui che era con me si trova al cimitero,
In compagnia ahime' di un pallido cero.
Provengo dalla Libia orientale.
Passando per la campagna,
assisto a un macabro corteo;
obbligato da un soldato romano
a portare una pesante croce di legno.
Non vanto alcun merito e virtù.
Cristo mi ha scelto
suo esecutore di misericordia.
La gioia di assistere gli infermi;
consolare i moribondi;
aiutare i poveri.
Impegni gravosi
che non fiaccano il corpo,
ma elevano l'anima.
Designato a percorrere una nuova era.
La scoperta di una nuova terra
e di un nuovo cielo.
da quando ti ho incontrato
in quel buio vicolo cielo,
perché ho toccato con mano
il paradiso nei tuoi occhi
nelle tenebre della solitudine,
che come ombra mi seguiva
col silenzio della sua lama,
e fu subito palpito d'albore all'infinito!






