Cosa fare (e cosa no) quando c'è la Luna piena - Grazia


Se vedessi Madre è grande la luna stasera.

Splende lassù dove sei tu.

Vedessi come brillano le stelle

ad accender brillanti nell'immenso cielo.

Stasera le stelle son tue Madre e

tu, la più bella stella del firmamento.

Madre, stasera il vento

torna a sparpagliar ricordi

anche se il tempo l'ha sbiaditi.

Partisti da guerriera ed or

silenziosa nel pensier ritorni,

da quella bambina or matura.

Fragor di musica ad irrompere nell'aria e

prepotente a smorzar ogni suono

è carneval estivo, quattordici agosto,

ventiquattro anni, da chè partisti nella

direzione di Nostro Signore.

La musica nel cuor addentra con furore,

ed un pensier guizza come un

pesce nel mare.

Amor perduto e perso e quel

pensier son lacrime salate

a formar un corollario di perle lacrimose,

vorrei donartela madre.

Madre stasera la luna ci sorride!

14 Agosto 2019

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Io da ragazzo
pensavo avrei vissuto
fino alla morte;

ancora non son morto…
però non sto vivendo!

28/07/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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In vecchie foto ridi, vero?
Oh, cos'è che provi, nel vetro
Vedendo la tua faccia nella notte
Nel mezzo di oscuri sogni
Che ti fissa accanto ad altre, in frotte
Accanto a occhi un tempo noti
Ma ora incogniti?
In un istante immobilizzato
Eternamente come scultura
In un mare salato

Chi era un tempo vivo
È ora morto nella memoria
Anche se in vita
Perso da qualche parte 
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Profilo Autore: Ealain  

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Questa ferita¹
aperta in piena estate
portò l’inverno!

¹: Decisamente ermetica nella brevità, necessita spiegazione: la ferita è quella chirurgica, un taglio verticale che campeggia al centro del petto; l’estate era la vita che stava offrendo promettenti soddisfazioni a iosa, in ambito lavorativo, economico e sentimentale; l’inverno… è l’opposto dell’estate, in ambito lavorativo, economico e sentimentale, conseguente alla ferita.

28/07/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Una sera d'inverno alla finestra
vento freddo e cielo terso
cristallino che la vista
ai lontani orizzonti
leggera osserva
dentro di sé
la variegata forma
e la luna in cielo
che più dentro
lascia impressa
la sua orma.

Oh glicini
sambuco e passeri
che ivi state
non migrate lontano
amici, che è estate della vita
venite! Altri amici, ancora.
Non è un inverno bensì
un meriggio:
come di pascoli erbosi
'ove - ora è ancor tarda sera -
nel mio giaciglio
la penna riposa.
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Profilo Autore: Fone  

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Verso il perfetto

- o, almeno, ci prova

e voce del verbo -

strofa armonia,

d’ogni repertorio

raccoglie il meglio

e s’invola, via …

verso il gol.

 

L’entrata a sgambetto

è sorpassata

come il calcio tra i limoni

o i colpi a martello.

 

Contrasta con poesia

e voli

più alto che puoi.

 

E le corna

resteranno ai buoi:

eviteranno

di bucare la voglia

 

che immacolata

continuerà a giocare.




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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Sono lontani quei giorni
in cui ammiravo con ingordigia
il dondolio del tuo incedere
lungo la discesa di casa mia
e ti accompagnava il mio sguardo
fino a quando raggiungevi la macchina
era giorno, era sera
e ti salutavo baciandoti con gli occhi
fino a che, le ombre del sole o della notte
ti inghiottivano in un abbraccio supremo.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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Nuvole nere
rendevano il futuro
nefasto e osceno.

Amata mia ti giuro
che ora torna il sereno!

28/07/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Sono partiti in tanti

e la solitudine attanaglia il mio cuore

Siete partiti in troppi e intorno ho solo il vuoto

Nessuno qui a trattenermi ancora 

Nessuno qui a legarmi al mondo

Affido i miei giorni ai ricordi

Affido il mio tempo agli attimi

vivo di vita effimera 

e resto in attesa .

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Un canto leggero
il fischio dei pettirossi
mentre il fiume
scorre piano piano

Una fanciulla
che saluta un bel mattino
la nebbia che si dirada
fronde di gelsomino...

Ed ei che con la pialla
adagio adagio
il bel legno intaglia
ed il commerciante
la serranda alzata

un abbraccio
di una coppia inamorata
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Profilo Autore: Fone  

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Tre volte buono
vuol dire proprio fesso,
tutti lo sanno;

però ve lo confesso:
io son più di tre volte!


26/07/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Luglio finisce,
il sole m’arrostisce;
nulla lenisce!


24/07/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Cara amica, mi dici che ho "l’animo del poeta, quella sensibilità così rara che consente di tradurre in parole i sentimenti e le emozioni"
Spero che questa mia, dicendoti di me (come tu desideri), possa confermare le tue convinzioni e non deludere le tue aspettative.           
Per puro caso, alcuni minuti fa, rovistando tra libri, oggetti vecchi e quant'altro, mi è capitato  tra le mani un Compact Disc (I semafori rossi non sono Dio) di Gino Paoli, fra tutte  in esso contenute, vi è una canzone (Il Manichino, meravigliosa poesia in musica) che ho vissuto profondamente… riascoltarla è stato come rivivere quei momenti che credevo avere dimenticato.                                                                                                                                                             Il brano ci racconta gli effetti di una solitudine senza fine, che giustifica i contorni della pazzia: quando l'amore e gli affetti vengono a mancare, quando il destino prende inesorabilmente a schiaffi le nostre speranze ed i nostri sogni, può rivelarsi sensibilmente sottile il confine che ci separa dalla follia.                                                                                          Avevo 19 anni, lavoravo e studiavo, il mio domicilio era "la casa dello studente" via Emilia Est a Modena. Per assurdo, mettendo il dito nella piaga, mi capitava di ascoltare spesso questa canzone ... non me la passavo bene in quel periodo: vivevo la solitudine in gran parte delle sue sfaccettature,  un dolore indescrivibile... tormento allo stato puro, che mi prendeva e si insinuava nei cunicoli dell'anima. E nessuna via d'uscita, nessun pensiero positivo, nessuno disposto a salvarmi. Mi identificavo nel personaggio descritto nel brano di Paoli, amplificando così la mia sofferenza.                            E' passato tanto tempo da allora, nulla è rimasto, a parte qualche piccola cicatrice. Caparbiamente, ostinatamente, ho vinto (quasi) tutte le mie sfighe e le mie battaglie, mi sono curato di me stesso. Oggi, però, riascoltando questa canzone, mi ha invaso una grande tristezza… è ridicolo, lo so, un po' mi imbarazza questa lacrima che solca il mio viso.                              Sapessi che pena, ricordare quel ragazzo che ero, i suoi affanni, le sue inquietudini, le sue paure, la certezza di non essere fatto per questo mondo. Ti giuro, ora vorrei abbracciarlo quel ragazzo, e dirgli: -non avere paura, io ti proteggerò, io ti insegnerò a volare... -                                                                                                                                             Un forte abbraccio                                                                                                                                                     Alec

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Profilo Autore: alec18marzo  

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Piovono rose sui banchi di scuola,
accompagnate da lettere d'amore 
scritte con mano tremante,
con animo esitante.


I giovani audaci le hanno recapitate
anonime e altrettanto profumate,
si nascondono dietro un fiore,
dietro poche parole scritte col cuore.


Le ragazze ridono tra loro, galvanizzate,
rese felici da quel dono semplice
eppur complesso,
in fondo non capita così spesso.


Le tengono strette al loro petto
e fra una lezione su Dante
e un'altra su Nietzsche,
restano in ascolto
su ciò che l'intuito gli dice. 


I ragazzi distratti 
cercano di capire
se a conti fatti
sarà un sì 
o forse un nì. 


Il pessimista già dispera,
mentre la prof recita 
"Alla sera",
l'ottimista crede di aver fatto centro,
che la inviterà per un caffè dopo il rientro.


Qualcuna l'ha gettato nel cestino
quel fiore così purpureo,
che grida vendetta 
al cielo ceruleo.


Altre ancora non hanno capito
chi quell'omaggio ha ordito,
pertanto, tornano a casa senza sapere
chi é che le ama, chi é il cavaliere.


Qualcuna ha inteso di chi si tratta,
all'uscita cercherà il Romeo,
che con finta aria distratta
l'osserva da lontano,
e forse si prenderanno per mano.


Qualcuno non vedrà venirsi incontro nessuna,
perché in fin fine l'amore é spesso una fregatura,
una dolce tortura. 
Perché qualcuna ha sì capito
ma non ha gradito...
forse il presente,
forse il mittente. 


E ancora quella rosa
grida vendetta,
per esser stata gettata
così in fretta. 
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Profilo Autore: Antonio  

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Cascate di pensieri
nell'oblio della coscienza ,
fanali silenziosi
su nebbie tracotanti di innocenza.
Orde di barbari, bardi tersi,
onde in processione come fluidi,
verso l'ignoto nei campi sparsi,
intonano assordanti suoni languidi.
Menestrelli, racconti, paure,
untori d'ansie, sepolture,
immagini arse senza incastri,
un pianoforte senza tasti.
Anacronia di emozioni e la fine dell'inizio,
monocromia di relazioni tra la fame e il precipizio,
vivere di lune dai crateri senza fondo,
quando affondo nel bicchiere,
e giro a vuoto nel mio mondo... 








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Profilo Autore: Fabrizio  

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