Venti aguzzi trafiggono la cula1.
Cauti colpi turbano il sonno eterno.
È la guerra che m’attende timida
Alla finestra. L’orizzonte pullula
Di tiranni che del mondo moderno
I nervi vogliono reggere, e livida
La vita sfugge, annodata alla lenza2
Che essi gettano con brutalità.
Così, affogando a ragion escludere,
Sento aria di basilar sofferenza,
Che a protezione della libertà
Sono pronto a respirar e poi estrudere.
1: sta per cuna, ovvero culla.
2: filo da pesca.
ascolta,fra le chiacchiere stanche
si procede lentamente ,tra il dire
e il fare non c'è il mare ma solo
gesti che stancano il cuore ❤️ ,
azioni che rigano di lacrime il viso
immagini che pugnalano all'improvviso.
Fra i rumori della folla c'è confusione
un 'altenarsi di incredibile follia
senza più gioia nella via.
Girovagano incredibili pensieri
che non hanno amore né abbracci
nel cuore.Un mondo dove non
c'è più dignità ,un mondo di chi
non ha più pietà.
Tra i rumori della folla un incredibile
follia tutti ascoltano e agiscono
con grande ipocrisia.
Limerick schema AAbbA.
È il primo luglio, lo sommo il secondo?
Ché mi par d'essere indietro sul mondo!
Cogliamo l'occasione
per dir che son coglione:
non è per quel secondo che ora affondo!
01/07/2023
prima compari e,
all'improvviso, te ne vai.
Mi chiedo perché prima mi illudi,
poi mi deludi.
Mi rapisci il cuore e non so che te ne fai,
soffro per te e forse non lo sai.
Ti allontani da me come l'acqua di un fiume tra le dita,
diventi un miraggio in cima a una ripidissima salita.
Forse non ti accorgi che ho dei sentimenti anch'io,
che ora mi sento preso in giro,
e ti chiedo di sparire nell'oblio,
della mia memoria,
che ancora ti pensa e ti sfiora.
Senti il fremito del mio cuore,
che mal cela il suo dolore
per la tua mancanza,
per questa vita che senza sapore avanza.
Ora so chi sei, ti ho conosciuta davvero,
volevo donarti rose rosse
ma non me lo concedesti nemmeno.
Volevo vederti ma ti tirasti indietro,
volevo amarti ma mi feristi come vetro.
Ogni tanto avverto ancora la tua presenza,
anche se vorrei tenerti lontana
per non soffrire più la tua assenza,
quando ti penso mi lambisce ancora un'emozione,
come quando ascoltavamo insieme una canzone
d'amore.
Sento i problemi che non ti dan pace,
pensieri che ti tengon sulla brace…
vorrei darti una mano
ma ne resto lontano
perché son solo un povero incapace.
28/06/2023
sogni di materia informe
modellata dalla luna
un incresparsi di onde
di fiumi e ciotoli:
mentre tu Sabrina
al sol invernale
buona e felice
delle tue trecce
che piano riposi
e tu o luna:
- silenziosa e pellegrina -
mentre la terra è stata
da te condotta
sull'orbita del sole
che immobile
per ore per ore
immobile nel cielo muove
la giornata ed è sera
mentre le stelle
una ad una
appaiono su quel manto
del cielo in officino
di pensiero
che ratto al rigoglio
s'adagia mentre
la raganella insieme
al martin pescatore
al riposo della notte va.
E tu tiepida notte
gennaio non si fa ricordare
che passano vigilie
e nevi sull'ore
del nostro felice
conversare.
Viva l’Italia
l’Italia dei telepass
e dei “te sì ca te po passà”.
Delle aree C e ZTL
dei varchi aperti e chiuse menti
delle strisce blu e le stelle
dei suoi sceriffi.
L’Italia coi suoi modelli
e auto blu, celebri
come le celeri “men tass”:
l’Italia del - te sì che puoi
e se vuoi pagare subito
“men te paghét”, se fatichi invece
ti distanzio il fine mese e
di troppe spese, meglio se - “barbun” -
“ti va a pé a laurà”.
L’Italia delle forzate tasse
e relativo strabismo:
un occhio al cruscotto
l’altro alla strada. L’Italia
che vuole attenzione e strade
in cassette di sicurezza.
L’Italia coi suoi però
e dei suoi vabbè.
Viva l’Italia, questa Italia
con le sue strade, per nulla sicure
sia alla luce del sole
… che per la sua luna.
“Scusa, ma tu che lavoro è che fai?”
“Ho fatto insegnante e programmatore,
pagine e gestionali progettai,
di computers son stato assemblatore,
ma andando al passato universitario
ho fatto anche facchino e muratore,
lavorato in settore assistenziario,
consumato scarpe in volantinaggio,
d’assistenti sociali ausiliario…”
“Ma adesso tra l’un e l’altro dosaggio
quando non sei celato in ospedale
come provvedi a pigione e foraggio?”
“Non posso fare una vita normale
né tanto meno andare a lavorare,
l’assegno invalidi è da pianger male…
da papà e mamma dovetti tornare
dopo che ogni mia sostanza ho perduto
e sono loro a darmi da mangiare.”
“quindi in sostanza tu sei mantenuto!”
Un freddo pugnale scavicchia il cuore:
ritorno nel mio silenzio assoluto
di stanco e inutile approfittatore.
25/06/2023
quando la noia cattura le mie sere,
intravedo le guglie già da lontano,
lento pede vi ci giungo piano.
Appena via Torino è terminata,
sulla destra appare la sua facciata,
è il Duomo con la sua maestosità,
che inebria il mio animo di beltà.
Tornar qui è sempre una forte emozione,
mi ricorda quando venni qui 'uaglione',
jeans strappati e occhiali da sole,
non conoscevo neanche il temine 'prole'.
Da allora nel frattempo tanto è cambiato,
non c'è più quel ragazzo spensierato,
che agitato si faceva una fotografia,
immortalandosi tra Duomo e Galleria.
poche cose, tutte assieme
solo una, vita perduta
nei sogni, degli altri
mi resta il dolore, nudo
partirò, senza disturbare
per l'amore, che ho
lasciato, con gli occhi
stillanti, di lucide gocce
salate, nella valigia vuota.







