Incagliati
tra criteri illogici
dove inoculate prevenzioni
volteggiano sirene
prive di nesso
e parole ricercate predispongono
semplicemente tasse
respiriamo solo
disarmoniche tensioni
e perdiamo
il senso dell’orientamento.
Cantiamo vittoria
e contiamo su errati credo
volgendo in anticipo
le spalle al prossimo
casuale incontro
con traguardo imposto
dal signor destino
fratello d’eterna
compagna di viaggio
che regala il sorriso, fintanto
non eroda tarlo la corda
che ci trattiene uniti
al posto nostro.
Gocce di sole,
Stormi nel sole,
Farfalle roteanti,
Fiori ricamati,
Frutti succulenti,
Voli Pindarici,
Afferrali!
Immergiti
nel Giardino dei Sentimenti;
Vãiu ti spazzola i Crini,
Non restare sola
nella stanza,
Fuori si danza!
Sono attimi fuggenti!
Accoglili! Ditribuiscili!
Tutti allegri
Al Girotondo della Vita,
Cerchio Peripleo,
Tutti Insieme Uniti!
Una Favola di Emozioni,
Con Amori sollevati,
Solleone dell’Estate!
Dolci Caramelle,
Zucchero filato,
Emozioni colorate,
Infiniti abbracci,
Attenzioni, leggerezza!
Prendi, Elargisci!
Dove volano i sentimenti
Tappeto azzurro,
Farfalle dipinte,
Nuvole di uccelli,
Fiori di velluto,
Donzelle vezzose,
Smorfiosi sorridenti!
Accanto a Ganesha,
Nel fiore della Giovinezza,
Insieme!
Fanciulli birichini,
Nel gioco della vita!
Vivi intensamente ogni istante
Prima che il Periplo si chiuda,
Il fluttuare si concluda,
Tramonto, riposo eterno!
Chiosa soavemente
I Momenti salienti
della tua Esistenza!
Talvolta ti vedo
adagiato tra iridi del tempo.
Mi regalasti amore
forte, paziente e giusto.
Compagno, marito e amante
scoprii preziosità
dei giorni condivisi.
Ti ritrovo nel dolore,
nell'incolmabile vuoto
della tua assenza
nello scorrere dei giorni e degli anni
come un fiume in piena
trascino ricordi,
mi specchio nella visione d'un sorriso,
attingo forza cercando pace.
Al pensiero di te
il mio cuore stanco sussulta
tradito dalla sorte
che ti portò via.
So che ti ritroverò
i nostri cuori si appartengono,
un freddo marmo non impedirà
a un grande amore di ritrovarsi.
È tutto così bello, quando il tuo corpo s'avvicina al mio.
Come da una fioritura tardiva
Respiro l'autunno nel tuo sommesso sospiro
E sento, e sfioro, l'essenza del tuo vivere.
Ed è tutto così bello, ora che mi inebrio della tua anima, e mi rendo saturo di te.
Guadagnerò riflessi di luna
e proverò l’onnipotenza.
Andando ancora più su
mi fermerò sull’ultima cometa.
Con essa volerò tra mille astri
e ne misurerò colori e forme.
Toccando finalmente l’infinito,
darò la caccia a smanie mai sopite,
a tanti sogni fatti da bambino.
Poi troverò qualcosa da portarti,
la pioggia d’oro e neve rossa e blu.
Se toccherò il sole,
gli strapperò un orlo
e, mal che vada, mi vedrai planare
con una stella in mano.
ascoltandone i respiri,
sentendone i progetti,
udendone i sogni,
non vieta ai miei turbamenti
di affliggermi.
Confondermi tra la gente
immaginandone i battiti,
ipotizzandone i pensieri,
presupponendone le fantasie,
non impedisce alle mie lacerazioni
di macerarmi.
Amalgamarmi tra i viandanti
percependone le emozioni,
riconoscendone i sentimenti,
identificandone le passioni,
non nega alle mie pene
di lacerarmi.
Turbamenti, lacerazioni, pene
mi accompagneranno
tra dieci, cento, mille esseri
sempre e dovunque.
È inutile scappare, nascondersi.
È meglio fermarsi e arrendersi.
È importante tornare a vivere
respirando sogni, progetti
respirare emozioni e passioni.
Son mie le lacrime
goccia a goccia
la tristezza piove
nel rinvenir parvenza,
subdole figure all'ali nere,
Lucifero dannato.
Lacrime di cristallo
a lacerar la carne
grondano pena in ogni dove,
è il mondo.
Intense
come scroscio all'orlo,
d’un traboccar d'acque,
le grondaie.
Diluvia a inondare
l'umanità di redenzione
e nessuno troverà riparo,
fuorché nell'umile puro cuore.
Mi strazio
nel seguitare a scorgere
la pochezza d'amore
a ciò che è verità assoluta,
la morte dopo la vita.
non cediamo al tempo stravolto
dall'uomo corrotto e dallo scompiglio.
Innanzi alla fame e al dolore
siamo tutti dello stesso colore.
Ciechi, sordi e muti poteri
sembran tutti gabellieri
qualcuno ritrovi la ragione
osservi laddove
popoli cedono stremati
stringendo al petto figli denutriti e malati
fagotti scarni persi tra polvere
mero cibo per insetti
non perdiamo tempo a fare dispetti
troviamo qualcuno che la vita rispetti.
Potreste cambiare il loro destino
in un batter di ciglio
Mi sconforta di questo tempo esser figlio.
Non riesco a osservare
senza dovermi rammaricare,
tanti si lamentano
altri hanno più bisogno
vorrei fosse solo un brutto sogno.
Tragica verità
chissà se mai qualcuno la cambierà
forse è più importante il petrolio
altro grande imbroglio per l'umanità.
Cammino indietro sui miei passi
con il corpo saccheggiato
dalle intemperie della vita
niente chiedo in cambio
se non la vista del tuo sorriso
nell'ombra dei miei sospiri
Affondata in Pallida Stanchezza!
Nascondevi la tua Malattia
con Malinconica Dolcezza.
Ogni Giorno ti Presentavi
con un Sorriso di Carezza,
Intendevi Addolcire al Mondo
la tua Magrezza.
Come un Fiore Reciso
anche il tuo Bel Viso
si Spegneva, Liso all’Improvviso,
per Entrare in Paradiso, come Fiordaliso!
I tuoi Colori, la Tua Voglia di Vivere
si Affievoliva, si Spegneva come Candela.
Volevi Sembrare Forte...
fino a che la Donna col Cavallo Bianco,
non ha Decretato il Trapasso.
All’improvviso Ti ha Colto quell’Abbraccio Fatale,
in uno Sconfinato Mare Vuoto,
Un Abbraccio Freddo, Glaciale
con un Indomito Velo di Pianto Invernale.
Ci Lasci al Tuo Capezzale...
Abbandoni questo Mondo per l’Eterno,
Dove i Viali di Luce non Tramontano Mai.
Solo Gioie Vedrai, non ci Saranno più Guai!
Accanto al Padre Buono,
non Più Ombre e Tinte Fosche,
solo Canti Angelici!
In un Variegato Coro Armonico,
continuerai a Prenderti Cura dei Tuoi Angeli
Li Guiderai, come hai Sempre Fatto,
Prendendoli per Mano,
Hai Lasciato Loro il tuo Cuore.
Tu col Tuo Amore fai Rinascere la Vita!
il mio cuore
con un nuovo
incessante battito.
Hai permesso
alla mia anima
di riprendere
a volare
ancor più in alto
con ali più forti.
Hai donato
ai miei occhi
uno sguardo più profondo.
Nonostante fossi avvolta
da un impenetrabile buio,
mi hai amata
con una nuova luce…
una luce più aurea…
più intensa.
Con essa hai scatenato
una più impetuosa fiamma
tramutando i miei gelidi brividi
in ardenti fremiti.
Mi hai fatto scoprire
che l’amore da me
costantemente creduto
un sogno confidato
era invece da sempre esistito
e finalmente
mi aveva trovato.
Ieri era pera
… una pena.
Errati supermercati
per spesa che leggera
non si poteva certo dire
e il passo breve
verso il buco nero
da l‘iniziale assaggio
in una strada persa
senza nessuno
che sapesse o potesse
dare generose indicazioni
per la vera meta.
Oggi
è cambiato solo il frutto
look rifatto
divenuto chic
quasi un‘arancia
a sintetica frequenza.
Tale e quale
… l’albero
- come il campo -
che il contadino
si guarda bene
dal voler abbattere.








