Buongiorno!
Buongiorno all’alba, al sole di mezzogiorno
Curiosando lo sguardo corre all’intorno
Cercando dettagli,
rinascita da oscurità
L’occhio rivolto oggigiorno,
cercando tenerezza e dolcezza all’esterno,
come finestra del seno materno.
Luce del sole affievolita,
da nuvole è adorno.
Attorno è una festa, contorno di stormo
Come stelle, ormai è tutto orno
Sogno e faccio terno, col capricorno.
AL calar del giorno
non hai nessuno intorno,
osservi il pallore del cielo
palpita il pensiero.
Lo accompagni al riposo
risorge corposo,
posi il capo nel cuscino
attendi il canto del mattino
e il pensiero risorge,
come il sole che sorge
oscurando la luce,
non sai dove conduce
il pensiero costante
d’un dolore straziante.
Se potessimo colpirti
se potessero investirti
se potesse su di te sfogare
se di veleni e ancor veleni
tu di scudi ne hai infiniti
paura ha fatto rima
con amore,
per giorni tesi
su lettino bianco,
interventi
ed esami..
Paura di perderti,
di non trovare più
la tua essenza
nel labirinto della
sofferenza.
Ora sei cambiato
un po', non hai più
lo sprint di allora
ma il tuo amore,
più pacato,
ha sfumature
nascoste,
come un lago
vibrante al sole,
tra riflessi di
fronde...
Non rifarò alcun tuffo all’indietro
per farmi bello di ricordi eccelsi,
patinati, con cura custoditi
nel salotto dell’anima diletta.
Nel tempo degli affanni vado fiero
incontro all’ignoto dei miei giorni
e sono esploratore d’emozioni
in cerca di pretesti e stratagemmi.
Avrò bisogno di canti d’usignolo
e petali orgogliosi di rugiada.
Andrò nel bosco dell’amica fata
e Delia saprà come soddisfarmi.
Avrò bisogno di limpidi versi
per raccontarmi il nuovo mio fluire.
Andrò alla miniera di parole
al confine tra la mente e il cuore.
*
L’alba della tua vita promettente di luce radiosa
Si rivelò di fronte alla natura,
Incoronata da gemme di rugiada del tuo genio
Come le corone dei tuoi monti, cattedrali con guglie maestose.
Aurora di porpora imperlata dai tuoi fili
Aspettavi paziente il germogliare dei tuoi fiori
Mentre ti passava il tempo sulla terra.
Fanciulla di feconde promesse,
Di sublimi speranze
Grovigli di fili, di corde di telaio,
Ti legano alla tua montagna.
Libri cuciti col valore del silenzio
Accanto a tradizioni e miti della tua amata Terra.
Hai cucito e ricucito sul diritto e sul rovescio
Come la vita, l’alveare del poeta.
Hai catturato le ali del vento
Per ricucire il Mondo, il filo per l’infinito.
Tenendo per mano il Sole
Hai seguito il suo ritmo
Come alba rosata al mattino
Rughe scure la notte senza sole, senza stelle
Musa operosa come ape
Ti sei dedicata alla tua arte con passione, con determinazione
Pagine di tessuto hai perforato con fili,
Trama densa, inestricabile
Come seta è diventata.
Grosso filo, filo lieve sgusciato dal nulla,
Ti ha condotto sin dalla culla.
I tuoi giochi hanno incantato l’umanità,
Con occhi miopi che non hanno visto sveglia,
ho conosciuto in te la meraviglia.
Per te canteranno in eterno le muse, insieme alle sirene nell’azzurro mare, sventagliate dolcemente per accarezzare.
Per la tua anima generosa e grande come la tua gloria,
Canteranno il merito della tua passione,
Sempre vivente come astro del cielo splendente,
Canteranno per cullarti anche nell’eterna dimora, come ti cullava tua madre, "anninnia pipia" rovesciandoti torrenti d’infinito amore, con tanti petali di poesia e soavi profumi di speranza,
Quando ignorava ancora l’aureola immortale della tua gloria futura
che mi fermo.
Ti guardo, m’incanto
e t’amo…
t’amo di un amore profondo
che fa vibrare l’anima
t’amo di un amore
che t’abbraccia il cuore.
Le nostre voci a stuzzicar istinti
i nostri sguardi a inibir pensieri
i nostri tocchi a provocare corpi
e d’improvviso si smette di giocare
per arrivare a baciare ogni senso
a formare collana di stelle
che la pelle fa brillare.
Come sole che sorge
in cima ad un monte
è l’amore…
poesia di un infinito sensore
che s’accende e commuove.
rretu te mie
mentre ‘nu cristianu
vesse te la farmacia.
‘Na mascherina subbra la faccia
a manu ‘nu sacchetto.
La chiazza ete vota,
mancu ‘n’anima.
Serra intantu la sira
l’uecchi allu giurnu.
Sonanu passi,
sfioranu petre consumate.
«Nu zinzulu te russu
pare ancora ridere
mmucciatu intra le nuvole»
E scende il sole
E scende il sole
dietro di me
mentre un uomo
esce dalla farmacia.
Una mascherina in faccia,
un sacchetto in mano.
La piazza è vuota
nemmeno un’anima.
Intanto chiude la sera
gli occhi al giorno.
Suonano passi,
sfiorano pietre consumate.
«Un pezzetto di rosso
sembra ancor ridere
nascosto tra le nuvole»
Col cuore in mano ti parlai del futuro
che sognavo per me e per noi,
innanzi al falò sulla spiaggia
con la luna testimone
e il mare che sussurrava
mentre mi perdevo tra le tue braccia.
Non c'erano confini ai sentimenti
di due anime che si erano trovate
e unite nella brezza della notte
tra umori e salsedine
in scintillante passione.
Cercai i tuoi occhi nell'oblio dei sensi
e vidi riflessi i miei sogni in equilibrio
col tempo che avremmo vissuto insieme.
Nient'altro contava,
la nostra totale e univoca appartenenza
da cui non avremmo mai sconfinato,
con l'accordo dell'armoniosa notte che tutto
faceva vibrare in stille d'amore.
sui bagnanti fa da vedetta,
un bambino lo trascina piano,
tenendolo incatenato alla sua mano.
L'aquilone rappresenta la sua felicità,
che fugace vola e se ne va,
il vento soffia prepotente,
tra gli spiaggianti non si ode niente.
Il bambino guarda fiero il cielo,
e' lui che mescola con il blu quel cartaceo telo,
avanza lento tra gli ombrelloni,
senza pero' avere alcune gratificazioni.
Capisce che è ora di tornare indietro,
le persone ai suoi occhi son fatte di vetro,
voleva solo condividere la sua spensieratezza,
ma rimane solo con dell' acre amarezza.
Un altro tassello aggiunge alla sua vita,
che rendera' la sua anima più condita,
non sa ancora che se fosse caduto in mare,
quell' aquilone la gente avrebbe fatto risvegliare.
giunta dal nulla
m’aveva fatto
innamorare
come nessun altro.
Una voce,
la tua,
che ora da allora
dona splendore
ad anima e cuore.
Sorrisi vivi
sul mio volto
a mandar via
ogni malinconia.
Lacrime amare
hanno ora
sapore di
passione e dolcezza.
Occhi lucenti
non più spenti
da tetri pensieri.
che una speranza non esiste
e tu ti eri illuso di pensare
che potessi capire, ma cosa se nessuno poteva
darti una risposta, quella che volevi
per te ed i tuoi cari
Chi vivrà come te
via di scampo non avrà
e la gente intorno morirà
giorno per giorno
come è successo a noi
Forse avresti vissuto in modo diverso
lei però non ha voluto
Forse hai provato senza sapere
a scacciarla con tutta la tua forza
Possibile non è stato
Ci ha costretti a vivere nell'incertezza
e farci domande dubitando
Non eravamo adatti per proteggerci bene
da questa nemica, che ha invaso il nostro cammino
sin dall'inizio in giovanissima età
Molti perchè scivolati nell'abisso
della terra discussa, che si è sentita sola ed impotente









