Anninnia, anninnia
Su pipiu de Casteddu,
Bellu frorisceddu,
Sesi un’angiuleddu
Fillu meu pitticcheddu!
Ti portu in su coru,
Ti cantu una canzonedda,
Po di Dromiri.
Tui iasti abolli
Andai a passillai,
A biri is froriscedusu,
Amighisceddus tusu,
Ma funti in cumpangia
De su Frori Gesusu.
Dusu asi a biri
Crasi a mengianu,
Immoi dromidì
Fillu de su coru meu.
Sesi andendi incontru
A su scelu in terra.
Paradisu de sa vida mea!
Anninnia, Anninnia!
Traduzione del testo
Ninna nanna, ninna nanna;
il bambino di Cagliari,
un bel fiorellino,
sei un angioletto,
mio piccolo figlioletto!
Ti serbo nel cuore,
ti canto una canzoncina
per farti addormentare.
Tu vorresti andare
a passeggio,
per vedere i fiorellini
I tuoi amichetti,
essi sono in compagnia
del Fiore Gesù,
li vedrai domani mattina,
adesso dormi,
figlio del mio cuore.
Stai andando incontro
al Cielo in Terra;
Paradiso della Vita mia!
Ninna nanna, ninna nanna!
una semplice amicizia,
ma un raggio di luce
mi ha illuminata:
ed ecco la vita
dentro di me.
Sembrava
una vana speranza,
ma un’eterna sicurezza
mi aveva già invaso:
ed ecco la certezza
dentro di me.
Sembrava
un’impossibile storia,
un desiderio irrefrenabile
mi tormenta dolcemente:
ed ecco l’amore
dentro di me.
Vegliano i caseggiati addossati
alla roccia dell’aspro appennino
vegliano imperturbabili
sono guardie senza tempo
preservano antiche memorie
dal loro consumarsi in un’epoca
d’indistinto
il tempo ha lasciato qualche suo segno
sulla pietra, qualche cicatrice sui mattoni
ma le fondamenta rimangono solidi argini
allo sfiorire di un’età che vede morire
le belle vestigia del re Italo e del suo regno
antichi borghi rimangono incastonati
come pietre preziose sulla corona
occhi d’aquila sorvegliano un mondo nuovo
esitante nelle sue deboli certezze
incerto se assaltare quei bastioni
protettori dell’anima di una terra.
Ho sognato che sognavo
di mettermi in cammino all’alba
‘sì da rinascer nuovo nuovo
come il giorno che mi accompagnava
fino al raggiungimento della meta.
Indossavo una tuta così azzurra
da ingannare il cielo che s’apriva
e bianca m’ero io tinta la barba
per meglio trapassar le nuvole.
Portavo con me alcuni ricordi,
di certo quelli che non moriranno,
ad esempio il peso lieve della vita
o il colore del mare, già di per sé immortale.
Lungo il tragitto, nell’aria nuova,
i miei amori mi tenevano sveglio,
ammesso che potessi addormentarmi
nell’inseguire le tre fasi del tempo.
Rividi infatti tutto il mio passato,
quasi a me accucciato per una carezza,
e il presente che mi confondeva
per via del fatto d’esser già futuro.
Giunto alla fine al lembo estremo,
là dove a balbettare incominciavo,
volsi lo sguardo al punto di partenza
ma… avevo un piede nell’eternità.
Può essere a colori o in bianco e nero,
Frastuono o melodia,
Ma ogni pezzetto costruisce la nostra vita
ed è da amare sempre e comunque.
Perché il nostro tempo,
È l’ ’unico tempo che abbiamo.
Non sciupare il tuo tempo,
Ogni Istante della tua vita
È il tuo meraviglioso tempo che fugge via,
Domani non sarà più lo stesso.
Non puoi rincorrere i Tuoi Istanti
Fai in modo di Viverli al momento,
Di emozionarti, di ricordarli.
Ogni istante è Poesia, frammento di Vita
Non sprecarlo, distratto da fantasmi
Di Vite passate o future!
Ricorda sei in questo mondo per una breve visita
Non avere fretta, assapora il tuo tempo
Godine tutti i profumi, i colori, le sue sfumature!
La vita è breve, il tempo vola!
Non puoi acquistarne altro.
Le rose appassiscono,
Mentre ogni uomo galleggia nel tempo
In modo diverso, le ombre si spostano
Ricorda gli Attimi del tuo tempo
Scolpiscili nella tua mente, nel tuo animo!
Emozionati: piangi, ridi, Vivi!
Facce
ghiaione misto e sguardi
mattoni persi
radioattivi i gesti
tra calce e cemento
e pensiero fisso
come chiodo al muro
il nulla … appeso
barriera di ghiaccio
ostruisce
passaggi d’amore
che più non costruisce
ritmici accordi
tra parole salate
e saltate ai fatti
fortemente saldate
in solari contatti
tra cenni d’intesa
e genuini sorrisi
per balli d’insieme
in territori spaziali
dove grida l‘essenza
- mai più
terra terra.
Istruzioni su come sopportare il rumore delle pillole
E lo sciabordio di EN sugli scogli.
Tutte fuori le regine a esporre la testa mozzata
Nel solco di terra la mandibola di Maria Antonietta.
-Sono il buco nero che ridà il regno a Carolina
Il corteo che esce dall’ombra e si rifugia nel nero
La rugiada non ci è piaciuta, nemmeno il Litio
che cade dai pini.
Ma tu che hai Raffaello sulla bocca
Dove hai messo la rivoltella?
…
La donna che toglie le nuvole dalle antenne
Lavora senza sosta i residui di polpo.
Il quesito degli occhi è in verticale
Risolvilo e troverai la parola misteriosa
Parole di sapone da barba:-Inutile spremere il tubetto.
E in fondo funziona senza faccia.
…
Roba che si vede al Bancomat: il Minotauro
e Teseo che parcheggia la Rolls Royce
Signore, siamo in troppi. Qualcuno deve uscire
Non sarà facile fronteggiare la bestia quando verrà
E poi di questi tempi senza armatura, microscopio,
raggio laser e proiettili teleguidati
Ci cadranno addosso gli Apache
Non potremo più scrivere sui pacchetti di luce.
Dovremo fuggire aggrappati alle eliche
La bestia non si fece attendere. Più di un rimorso di coscienza
Nel mostrare i denti. Duecento cinquanta su una mandibola.
Un cinghiale appena uscito dal vocabolario
Legge ai figli un verso di Tranströmer
Otto anime intorno agli stessi spaghetti e un ballare sul tavolo
Accanto a Bacco e… perbacco!
odo il tuo Canto,
come una fiera aquila,
sorvolo i monti.
All'alba
di ogni nuovo giorno
il Sole splende
e arde sempre più.
Bianche e spumeggianti,
le Onde del mare,
creano dolci melodie
che risuonano nel cielo.
Indimenticabili Sogni
tornano e crescono
alimentati da nuove Speranze,
ma anche da nuovi Sentieri rocciosi.
Ostacoli imminenti
si oppongono al mio volo,
impaurita, cerco Forza
nel mio caloroso Nido.
dicono
che il mondo
se ne sta a guardare
Un'alba impoverita
col soffio di un gabbiano
vola spingendosi oltre
Libra leggera, il peso
non sente e come nuvola
scompare
mimetizzandosi non si lascia
trovare
Se ne sta lontano
dal frastuono di questa cantilena
nel cerchio di un pianeta
inquinato e derubato
anche in ciò che è suo
conservato nei taschini
di tutti i pensieri
sopiti a notte
nelle sfere, di cristallo
Ora che ti ho detto addio
non posso più tornare.
Siamo i genitori di questo silenzio.
Chi di noi ucciderà nostro figlio…
Così lo vedremo crescere
e farsi grande.
È legge di natura:
non deve mai nessuno
succedere alla prole.
Per questo me ne andrò
con gli occhi stanchi
di guardarti da lontano.
e col labbro consumato
dai morsi che gli ho dato.
Tiepido mi accarezza questo notturno soffio,
e, gli eburnei raggi lunari, tremanti ,
s'accostano tra le ombre
a rischiarare,
timidi sguardi,
e mani incerte.
Solitaria testimone di un giovane amore,
volgo lo sguardo altrove.
Pallida, anche la luna, schiva ed esitante,
dietro una nube nasconde il volto seppur per un istante.
con una ghirlanda di teneri,
discordanti pensieri.
Salutiamo il giorno,
appena incominciato,
Che sia di buon auspicio!
La giornata non è annebbiata,
io non sono addormentata
Sono rimasta affascinata,
subito mi sono ambientata
Mi sono appassionata,
certo non mi sono annoiata!
Tutta quella bellezza apprezzata,
fin da bimba agognata!
Ecco!
Sono accanto a donne aggraziate,
seppure non acculturate
Sono parimenti abbronzate,
molto fotografate,
Accanto alle fiaccolate
con le loro vesti colorate,
I loro bimbi tatuati e beati!
Scalze, vanno pregando,
templi illuminando
Io mi sento appagata,
persino beneficata!
Volto pagina...!
La tristezza mi assale
quando leggo il giornale!
La pandemia è fuori controllo.
La gente disperata,
dalla pestilenza perseguitata!
Anche la sepoltura loro è negata,
Sulla strada la gente è bruciata!
Una preghiera presto è data!
Sono sconsolata!
La nostra società sviluppata,
purtroppo svergognata!
È una vigliaccata!
Mi sento desolata!
La collettività tormentata,
è davvero traviata!
Ai Paesi truffati
dobbiamo molta Fratellanza!
Per tutta questa giornata,
la preghiera non è vietata
Spero venga ascoltata!
Cagliari 3 Maggio 2021,
la mia prima prova di poesia.
Mai scritto nulla prima









