Sciolgono i ghiacciai, i venti
abbattono anche i porti
e meno male i mari
di plastica parlano ancora poco
ci sfidano a duello
pure i virus e si muore.
A’ voglia se si muore
e non di solo peso della vita.
Anche l’aria è entrata nella parte
e di pesantezza trema.
Il mondo si è fatto bandito
ma più non dice: mani in alto
ti propina una legalità incagliata
in una rete raccolta di rifiuti.
L’indifferenza travalica confini
e spazia, senza lecita bandiera.
Spadroneggiano i forti che
lasciano i deboli a farsi la guerra
tra i peccati dei debiti
… ché sono finiti gli indiani.
Ma a noi poco importa
indispensabile ci si dica
madama …
In questa notte perditempo,
pantofole che non son capaci
di far rumore quanto basta
per ricordarmi che io
vivo,
camminerò sul beige antico
di questi muri esagerati,
mi affaccerò alla finestra
per far vedere che io
vivo.
Sveglio come grillo muto,
mi accuccerò in biblioteca,
rileggerò i libri che detesto
così da fare finta che io
vivo.
Così verrà mattino,
pian piano il sole accosterà,
l’azzurro prenderà colore,
il cielo mi convincerà che io
vivo!
***
La mia città, la mia Napoli mandasse
Un cassone di caffè, un cassone di gigli
Se io l'aprissi facendo risuonare
La ceralacca
Due confezioni di macinato
Due paia di bulbi
Dei fazzoletti bianchi ricamati d'argento
Dei fiori di giglio nei sacchetti di seta
E tu
E se tu uscissi da lì
Ti farei sedere sull'orlo del letto
Ti metterei sotto i piedi la mia pelle di cavallo
Con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
Ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito
Come sei bella, dio mio, come sei bella
L'aria e l'acqua di Napoli nel tuo sorriso
La voluttà della mia città nel tuo sguardo
O mia sultana, mia regina, se tu lo permettessi
E se il tuo schiavo Labbra Tristi l'osasse
Sarebbe come se Respirasse e baciasse
Napoli sulla tua guancia
Ma sta attenta
Sta attenta a non dirmi "avvicinati"
Mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
Cadrei morto sul pavimento.
Sul tronco dove l'ombra riposa
adagiata nell'ultimo rifugio
al tempo perduto penso
con inferno e paradiso dentro.
Non servono false verità
a intaccare quiete d'ombre
che lentamente scivolano
nel torpore della sera
per poi adagiarsi nella notte
e divenir prigioniere dei pensieri.
E non dimentico ciò che è stato.
Vorrei ritrovarlo oltre l'orizzonte
tuffandomi dentro i sogni
senza badare al tempo andato
e al fuoco che arde dentro
soffiando sulla faccia delle nuvole
che se la ridono adombrando ricordi.
Siamo figli di un’Europa che sogna,
ancora il linguaggio è sconosciuto, non
come amici, non
come nemici
ora vivi
ora bruciati.
Siamo giovani anime laiche, sedute
su spalle sbriciolate.
ho votato
non ricordo quale motivo mi spinse.
Mi avete deluso
ho comprato casa
tra corsie anonime,
cercare fiori
tra medicine e
flebo,
stare vicino
a questo amore
spaventato,
che vede rifugio
solo nei tuoi
occhi.
Amare ancora,
senza spensieratezza,
col dolore chiuso
dentro il cuore,
sperando di
tornare a casa.
Inizia da qui
l’abbandono di terreno movimento
scivola e sguscia da pori invisibili
da nervi a corda
da abnormi lenti liquidi
d’esplosivo colore
è chiaro e tranquillo
riporta al contare
l’esser incisivo
alla nascita
al suo urlare
di vissuta scomodità
Lo lascio andare
quel che esce
dal suo trastullarsi nuovo
dal suo meravigliarsi sconosciuto
dal suo impetuoso sfogo
Lo lascio andare
come in ripida discesa
con sprovveduta conoscenza
con salutare impazienza
Finisce senza fine
Arrivando a nessun confine
Dilaga fino alla riga d’orizzonte
Ed oltre ancora
Asciugandosi la fronte
Sentendosi ancor respinto
Mai domo
Non dandosi per vinto
Perle di sale son le collane,
tintinnii, appesi
alle notti di lampare.
Non rughe, i solchi sulla pelle
ma sentieri scavati
dall’acqua di mare.
Salmastro che scorre
sul freddo che ognuno
porta dentro.
… Siamo gente di mare…
Ascoltiamo urla di tempeste
ne accogliamo la furia
purificatrice dell’anima.
Torniamo caldi amanti
del nostro gigante e
naufraghi stesi sulla rena
asciughiamo sogni bagnati
stretti nei gusci di conchiglie.
E quando tutto tace
respiriamo e vegliamo
il silenzio accattivante
del suo riposo…
La luna
coglie sempre la tua sorpresa
chè cheta, senza un fruscio,
arriva e accende la notte.
Sorride sui tuoi pensieri scuri,
sulla forza che manca,
sui tuoi pianti e i tuoi sorrisi.
La luna coglie impreparati,
nonostante,
quando porta gli anni e
gli sorride: è una vittoria
a cui tu non pensi mai.
Silenziosa, come la morte,
non la chiami, non l’attendi
eppure arriva. A volte,
t’inganna, la luna, perché
sa nascondere un temporale.
Ma, per i pensieri sconnessi,
l’equilibrio di un momento,
sul suo filo appeso al cielo,
le voglie arruffate, la luna
aspetta i tuoi occhi
per sorriderti….
penso a te che sei per me un punto fisso,
cerco te,
ma so che te sei andata via,
resta il tuo ricordo che mi fa più male,
quando penso a tutto il tempo insieme,
era vero amore oppure una bugia.
E ancora sento il tuo profumo che ho sulla pelle,
la tua voce era una musica al cuore,
io vorrei ascoltarla per ore ancora,
ma rimane soltanto il ricordo di allora.
Cerco le risposte ma ho solo domande,
tante le promosse andate infrante,
io che volevo soltanto poterti amare,
più ci penso ma non riesco a capire,
dove questo amore è andato a finire,
quanto mi fa male questa nostalgia.
spero nella cura del tempo che infondo,
possa aiutarmi a rialzarmi ogni giorno,
vorrei cancellarti tu non sei più mia..
sento il tuo profumo che ho sulla pelle, la tua voce era musica al cuore, io vorrei ascoltarla per ore e ancora, ma rimane soltanto il ricordo di allora. Cerco le risposte ma ho solo domande, tante le promesse andate infrante io che volevo soltanto poterti amare...
regali avvolgenti,
scava nel buio,
assorbe paure
che salgono e scendono
in un turbine di tempo.
Incerti i pensieri
con scie pesanti
attaccate al presente.
La primavera piomba
attraverso desideri smarriti,
l'estate avvolge le risate
apertamente libere.
È reale la luce
è necessario opporsi
al gelido sogno.
Tremolanti propositi
si affacciano al mondo,
l'unica certezza
è il sole che fermo resiste.








