e resta inerme
al danzare delle voci
che intralciano il passato
in un anno volato
aspetta di vedere il sereno
allontanandoti da chi ti soffoca
che vivere non ti fa
per i suoi errori commesi
anche se tu sei estraneo a ciò
alle sue decisioni, che ha preso solo lui
Prega perchè si allontani
fallo con tutta la forza che hai
perchè diritto di star tranquillo hai
tu che vivi senza far male desiderando quetare
non soffrire, perchè innocente sei
Ascolta il cuore per non farti travolgere
dai capricci dalla prepotenza
e dalle offuscate indecisioni
di vite sballate davvero infinite
che guardano il naso senza domandarsi
chi hanno di fronte che pretendono
di scorgere il meglio solamente la facciata
il dietro no, perchè comodo gli fa
senza preoccuparsi degli altri
egoismo assoluto, pretendendo lo stesso
il rispetto, una vita bellissima
che non la merita e pensa
che essere cattivi lo porta su una buona strada
Chi fa del bene a chi è meno fortunato
si sarà guadagnato il paradiso
ma se è sempre malvagio, l'inferno
Scritta tre mesi fa
Chiudi gli occhi spirito
osserva la carne nel tuo riflesso
Lo senti quel battito sordo?
È il mio cuore.
Quel richiamo alla natura
chiarisce chi sei e chi eri.
Al presente giunge la vita
di chi è morto per la tua,
di tutti gli esseri
che in te fioriscono,
come una stella nella notte
rivendica la tua esistenza.
Io sono qui e ora
e tu sei con me
nel fulcro di questa sola, inestimabile vita.
Amo il modo che hai
di sfiorare i miei sensi
tra sussurri imbevuti
dal tuo unico tocco,
ineguagliabile,
impudente.
Mi lasci ammaliata
sprofondando
quasi ingenuamente
nel luccichio rifratto
dei tuoi occhi scuri,
il tuo profondo abisso.
Sciogli il piacere infinito
nella dolce melodia
del suono emesso,
gemiti eterni…
nostri i corpi
suonati come abili maestri,
stremati, abbracciati,
nella coda
del nostro concerto.
Amore ti respiro
tra le note di labbra
socchiuse.
Quando improvviso stupisce
fiore denso di colore sbocciato
prima degli occhi dell'aurora
che profuma di luce il pensiero
degli infiniti canti sui rami alati
regina di primavera sorgente
tra le mani la pelle è memoria
dolce di piccola lacrima gioiosa,
tu.
maneggiando col cuore
Una mano si posa nella sua meraviglia
senti d'averne bisogno
di farne senza non puoi
ti scalda, una storia sconosciuta
bisognosa d'ascolto ti prende
desiderando leggerla tutta d'un fiato
Il finale insegui, desideri conoscerlo
incuriosisce molto, prima delle parentesi
Chi è l'assassino, qual è il movente
di un delitto efferato?
Il motivo che ha spinto a farlo qual è?
E' stata la gelosia, il denaro, sentimento e avidità?
Due moventi combattuti, che accendono fuochi
interrotti dai lampioni romantici impegnati a raccontare
trame che utilizzano inventandosi
finzioni parti di copioni con atmosfere interessanti
ove uno scenario inquadra i protagonisti del manoscritto
avvincente veramente, appassionato
dove le scene prendono fiato
respirando note melodiose, in riccioli d'oro
che non va sotto il divano,
si muove veloce oppure lento,
invita a fare movimento.
Se tu sopra ci vuoi stare,
devi saperci camminare,
per un momento di distrazione,
la testa sarebbe sul termosifone.
Senza andare tra le vie,
ti aiuta a bruciare le calorie,
Si usa con o senza scarpe,
ma guai a metter delle sciarpe.
Mentre cammini stai sempre fermo,
Dante lo avrebbe messo nell'Inferno,
per tutti quei dannati che van di fretta,
e alle cose importanti non danno retta.
Persone che passo dopo passo,
avrebbero subito la legge del contrappasso.
Ma questo è un attrezzo dei giorni nostri,
che modifica la natura a tutti i costi,
il piacere di una passeggiata,
barattato con una realtà alterata.
Verrà usato fino a quando ci sarà la scoperta,
di come sia bello stare all'aria aperta,
ma quel giorno, ahimè appare ancor molto lontano,
e intanto mentre scrivo mi tengo alla barra con l'altra mano.
La folata sulla rena
la ricordi?
E quel pizzo
sulla pelle
assetata di un’estate
che sapeva di buono.
Dettagli per nutrirmi d’infinito.
E ricordo il maglione a rombi
di lana, e il mare in febbraio.
I tuoi piedi freddi nei calzettoni
tra le mie mani, la brezza.
Un brivido, un bacio, un tuono.
come colombe
gaie e gioconde
nel ciel del serafico
dopo la guerra
del tempo,
le nostre emozioni
di vittoria
sul nemico invisibile
dal volto senza indulgenza,
quando la speranza
di una nuova
rifioritura interiore
ci aizza
a spiccar in volo
per riconquistare
la vita.
Orsù prima
che la tua vita muoia,
ricorda di nascere
nei tuoi sogni
ogni qualvolta
il tuo cuore
crea le sue opere
sulla tela
della vita,
senza scordar mai
il peso del fardello
che in un eterno momento
imprigionando la libertà,
in realtà
la riformava
più audace di prima.
si ritrae c'è un piccolo
pezzo di vita
lo stringi a te
ti auguri che non ti sfugga
lo senti tuo e persa per lui
raggomitoli pezzi di lana
che caldi ristorano i pensieri
dimentichi un ferro arrugginito
l'acqua evaporata
ha cancellato ogni traccia
ma i desideri no
quelli sono rimasti indelebili
e nei pensieri più veri
si nascondono parole
che non sono servite
a placare un vento rumoroso
sempre indeciso nel suo fare
un rubinetto perde ancora
forse si chiuderà
se altrove guarderai
il mare dalle onde serene
Tu sei in una risata
in quelle sazie, fragorose.
Negli echi di parole
interminabili,
nelle attese di primavere
che mangiavano il tempo.
Sei tra le righe di una favola
nella rima di una poesia,
ironica, come il nostro cuore,
come noi, anime burlone.
Tu sei la malinconia degli anni
corsi troppo in fretta.
Sei una pila di sogni
strappati alla vita per sempre
e che hai portato via,
in volo con te…
Dove vuoi arrivare
puledro ferito,
percosso, sfregiato,
compagno dei miei giorni?
Ostacoli ostinati, incontri,
sul tuo percorso difficile;
ma forse sogni, ancora,
traguardi importanti.
Si spegne la fiamma
di olimpiche gesta
e i ricordi non sanano
ferite profonde.
Dalle nuvole di parole,
mai dette,
scende grandine di verità,
che può far male.
Mi si offusca la vista.
Sul mio mondo si stende
un sottilissimo velo che trema.
Nessuno attorno a me
si accorge delle gocce
di cristallo miserabili
che, negli occhi, trattengo al sicuro
da sguardi troppo distratti e ignari.
Si annebbia la ragione:
mi trascina il fiume dei ricordi e
mi strattona ora contro morbidi ciottoli
ora inesorabili macigni.
Sono come dentro un uragano
Che non mi vuole più dar pace
ché ogni attimo mi procura nuovo tormento.
E vorrei diventare piccola piccola
E restare sola a cullarmi
Con le mie lacrime di cristallo.
ai quali esso tendeva le onde
e il senso di quiete dell’amicizia?
Quel pezzo d’angolo comune dove
i sentimenti erano condivisi
e dov’era il caleidoscopio di colori
che componeva ogni abitante?
Respirammo i venti della novità
l’entusiasmo nutrì i cuori
e ci furono guerre
e singole battaglie
e l’avventura si scrisse da sola
nel mare della poesia
Ora dov’è quel tempo?
E dove sono gli uomini
che popolavano quel mondo?
«Lenta va una barca senza remi
sul mare della vita,
trasportata da correnti sconosciute
in cerca d’approdi
che i dolori curino
in cerca di spiagge dorate
e soli infiniti,
lenta se ne va immemore di se stessa
sola e dispersa
nel quotidiano
che brucia
che uccide.»
Rimase ricordo
in angoli remoti
e vociare d’Amore
e gesti d’amici
e sincerità vera
e ogni giorno
il tempo
era quello della poesia
«E vedo risacche di cadaveri
e desolati paesaggi
di sterpi e rovi secchi
e uomini curvi su se stessi
immemori del loro passato
memori d’un domani
dal sapor di tempo inventato»
Una barca va
per mari e terre
e porta vite e anime
che descrivere non so,
porta sorrisi
spenti e inceneriti
e cuori
inariditi
che dei sogni
mai più
conobbero l’esistenza...










