fa male non poterti riabbracciare,
ogni notte dentro queste mura,
sono un cane vorace in cerca di pace,
cado nel pianto di non averti qui accanto,
prima o poi finirà, ogni volta che chiamerai papà starò sempre là...

Son fuoco e fiamme,
cenere e lapilli,
occhi riflessi in altri occhi e
mani in congiunzione d’amore
Son tenere carezze e soffici dolcezze,
gesti quotidiani ed effusioni.
Così è l’amore!
Un bacio, un altro ancora e
parole da far tremar il cuore.
L’amor ha sogni da sognare
e mari da salpare,
ripide salite e fluenti discese.
Sogni, sognanti e vive emozioni,
un calice di vino bevuto insieme,
un campo di papaveri e fiordalisi
un ricordo vissuto in due.
Ecco, potremmo chiamarlo amore!
Di questa brina d’inverno
che cristallizza i desideri
lasciando al buio i sogni
resterà una cicatrice
sulla pelle dell’umanità
e nell’animo di ciascuno
che anche nei giorni di sole
un brivido di paura ha oscurato la luce
lasciando il dubbio
che non bastassero i nostri pochi colori
a ridisegnare arcobaleni, fiori e farfalle sui prati verdi del nostro domani.
Anche lo sguardo più ardito
si ferma all'orizzonte.
Tutto il nostro vivere è fatto di confini.
Ti illudi che nei sogni, almeno
puoi spaziare, "libero airone".
Ma credimi, stai volando in un piccolo cielo
appeso a un filo come un aquilone.
E il vento
Ha ripreso a sbatacchiare questa casa
Sta sibilando
Si insinua fra le crepe di corrose fessure
E le mani del creatore?
Stringono forse cenni di un distacco
Sta accennando però
Un saluto allo straniero
Dal sentiero nascosto ondeggia verderame
Di rumori e scricchiolii si ciba l'attenzione
E il vento
Ha ripreso a soffiare con forza
Laggiù nei campi vicini
Sta dilungando il potere suo
Libera forme
moti uniformi
E stanno tremando queste mani?
Stringono forse segreti ?
Vibrano fioche nell'intento
Di un Verderame
Blu elettrico
Cinerea scia
Oh Vento del Nord
che da fuori può sembrare strana,
Su una lunga via de palazzi, sembra che non c'è luce per sti ragazzi,
Ma chi la vive veramente,
sa che er sole da qualche parte sorge sempre,
Dalle sbarre della finestra, si può evadere con un sogno in testa,
Anche se vai lontano, la porti con te per mano,
E se il tuo sogno inseguirai, la tua luce troverai..
È lontana questa esistenza...
ne sento l’eco profondo
che ridonda come il sole
al nascere del giorno
Siamo sperduti in fondo...
Come gli uccelli trasportati dalle correnti
ci tuffiamo nel vento mirando la meta
e solcando il confine del cielo
cerchiamo un’isola quieta.
È il ripetersi della storia
questo naufragare senza memoria
Sull’amaca del mondo
riposo mentre vado pensando
che nell’insignificanza del perdersi
ritroviamo il senso di vivere una vita
all’ombra di una morte infinita
consapevoli di non illudersi
Alla natura non sfugge il controllo del vento
come all’uomo sfugge il momento.
si sgretola in un soffio,
il cielo si stupisce
non capisce il perché.
La roccia è dura
sostiene la terra,
un soffio è leggero
non scaglia il granito.
Il sole è confuso,
non ha senso tutto questo.
Ma il mare che è saggio
capisce il motivo.
A forza di sostenere
le radici del mondo
la roccia è confusa,
son scarse le soluzioni,
allora pian piano
si lascia sgretolare,
cosi un soffio leggero
la può trasportare,
il vento insensibile
la porta lontano.
Col tempo potrà
di nuovo solidificare,
la pioggia la impasta,
il sole l'asciuga.
Cosi torna a sostenere
le radici del mondo,
anche se
una soluzione
non c'è.
Quando davvero servono due ali
sì da far invidia a un passerotto
che s’azzarda a darsi arie d’usignolo,
quando vuoi spalancar lo schermo
a qualsivoglia fantasia comparsa
che, per trastullo, un senso inventa
e poi a protagonista essa s’atteggia,
accade allora che ti senti piombo,
quercia depressa nella bruma
e non hai rami, non hai tronco,
e uniformi son le tinte attorno.
Passeranno, sì che passeranno,
le ore senza i margini del tempo
dentro le quali non riconosci il sole,
non più raddrizzi una luna storta.
Fortuna che verranno presto
i giorni dello snodo a tutto tondo,
lo scartocciar fragori e caramelle
per rieducarti al vivo ed ai colori.









