L’ultima poesia la scrivo
tenendo il cuore in mano
tanto poi a che mi servirà
se dovrò gettarlo via
assieme alle parole
che non avrei mai
voluto scrivere
pescate nel fango
di ingiurie gratuite
vomitate da una penna
colma di rabbia
per non avere saputo
anteporre al suo inchiostro
quello del cuore.
Che nonostante tutto
batte imperterrito.
Magari un giorno
se avrò tempo
o forse la voglia
mi scuserò con lui
per averlo fatto soffrire
nell’essere stato un poeta.
Ci sono cose che non si possono dire,
che non si devono dire,
che non vanno dette mai!
Ci sono parole che non devono uscire,
che devono restare imprigionate tra i denti,
che devono essere rispedite al mittente,
laggiù, nel centro del petto,
dove batte, furiosamente
al pensiero di te.
Ci sono cose che non si devono fare,
che non si possono fare,
che non vanno fatte mai!
Ci sono passioni che devono stare nascoste,
che devono essere con forza represse,
che devono essere cancellate dai sensi
che in tutto il corpo vibrano, furiosamente,
al pensiero di te.
Ci sono cose che sono indimenticabili,
irripetibili, irrinunciabili,
che non si cancelleranno mai!
Sensazioni che resteranno
fisse nelle dita, nelle labbra,
negli occhi, nella pelle.
Che rivivranno ogni giorno, ogni notte,
in ogni luogo, per sempre,
al pensiero di te.
con infradito chiodati
Ho mangiato tonno all'olio solare
con pomodori sardi ed anche sordi
Ho usato dentifricio catramato
al sapore di cetriolo
Ho giocato con aquiloni bucati
e palle da tennis rivestite di piombo
Ho sezionato cuori di carciofo
ma non ho trovato l'aorta
Ho rotto duecento uova
ma non ho trovato nessun pelo
Mi hanno arrestato perché avevo
giocato a tressette col morto
Penso che presto dovrò
cambiare spacciatore !!
Aspetterò questa notte soltanto
e mai più ti dirò il senso del quanto.
Annidato tra le cose nascoste
dove solo chi sa può trovare,
metterò insieme un domani che non conosco.
Chi mai mi detterà gli inverni
e le stagioni del cuore?
Io a me stesso!
Scrivendole, sulle pareti
di una casa bianca vicina al mare.
Aspetterò questa notte soltanto
e mai più ti dirò il canto,
quel canto imparato per te.
Tra queste mie verdi, abbondanti follie
tra questi sogni che non sanno volare
metterò l’augurio che possano imparare
a camminare.
Chi mai gli detterà gli inverni
e le stagioni del cuore?
Io stesso!
Scrivendole, sulle pareti bianche
di una casa vicina al mare.
Il ricordo di te
Ad Oriana Fallaci
Quando il tempo
precipita lento
dentro la sera
portando con sé
tutti i suoi colori.
Quando poi la sera
prova a nascondersi
dietro le ombre
allungate dalla luce
di mille lampioni.
E quando infine
il buio della notte
impollina i pensieri
che piano, sbocciano
e fioriscono e girano
e girano e parlano e...
Ed è allora che scrivo!
l’universo e le sfere della gente;
per scatenarla basta quasi niente
ma se parte non la puoi più fermare.
Troppo facile, questo lo so anch’io,
invidiarmi pel fisico stupendo,
l’animo nobile e, se no mi offendo,
l’alta cultura e l’ingegno mio.
Per non parlar del fascino che emano,
accentuato dal capello grigio:
tutte le donne metto a loro agio
e so ben carezzarle con la mano.
Non potete negarlo, o vado in bestia,
il mio pregio più grande è la modestia!

ed un uomo
fai sussultare
le tue labbra
sono come le onde del mare.
Bacialo ancora
continua così
seducente come non mai.
Sei come l'aria
portata dal vento
in una notte
che vento non c'era
ma il tuo respiro
ha fatto di tutto.
Lui ha respirato
quel tuo sorriso.
Bacialo ancora
e respira il suo respiro
senza parlare
perché non serve
devi solo capire
chi è quest'uomo
che per un attimo
parla d'amore...
Chi decide chi può tenerlo e chi no?
È una delle domande che mi faccio spesso
Le solite frasi, andrà meglio, il tempo passa, la rivedrai, e pure non c'è nessuno che quando torno mi chiama Papà
Non ci sono più le domeniche insieme a dare da mangiare ai piccioni
Non mi addormento più con uno scricciolo a dosso
È una vita meno piena, con un senso in meno,
È un tunnel buio con poca luce,
Il coraggio a volte è ben nascosto
Quando la tristezza e l'impotenza prendono la stessa via danno forma a un'amara verità,
A oggi aspetto un tuo ritorno,
Tiro su le spalle mi rialzo con quella forza che solo tu puoi darmi
Quella forza di non mollare, di essere gentile, calmo, fermo, stabile, scegliendo sempre la via più dura...
È come quando sei consapevole di essere il giocatore più forte della tua squadra,
scegliendo ogni partita di non giocarla, di lasciare spazi ad altri, continuando ad allenarti sempre di più... Sempre di più... Sempre di più...
Consapevole del fatto che arriverà quel giorno in cui tu sarai negli spalti a guardare la partita,
Stai pur sicura che quel giorno giocherò e sarò quello che farà più goal di tutti, portando la squadra alla vittoria....
ti amo
Onde onde ed ancora onde
in un susseguirsi infinito
contro le coste d’un paese dall’anima morta
velieri all’orizzonte non se ne vedono
nessuna vedetta segnalerà quel dolce paesaggio
meritevole di un pietoso aiuto
forse qualche nave di predoni passerà
per sfogare un po’della sua rabbia
sugli antichi tesori reclamando un’eredità
di cui pochi ormai osano pretendere il rispetto
avendone perso il ricordo
il vento sferza le tombe dei Cesari spargendo
il loro lamento fin sulla cima più alta di disperati monti
laddove lo spirito antico può solo guardare
la sua memoria disperdersi nel vuoto
di una storia a cui si è voluto girar le spalle
la polvere come pudico velo scende a coprire
il cimitero vivente dove i morti si riscaldano
davanti ad un fuoco fatuo continuando a tremare
non riconoscendo più il calore
di una vera fiamma di vita e libertà
rimane solo il rumore delle onde
di un Mediterraneo beffardo
a smuovere ricordi.
là dove è nuova la luce dell’alba,
mi soffermai a pregustar la scena
volgendo gli occhi all’eterea via.
Immensa, di persone pullulava
e di germogli a divenire fiori
al primo tocco della fantasia
quando li vuole contemplare schiusi.
Ed altro catturò la mia attenzione
in special modo uomini smarriti
e donne, anch’esse un po’ disorientate,
alla ricerca del ritorno duro.
Possibile, mi domandai sorpreso,
che dopo averlo anelato a lungo,
quasi al cospetto del mistero bello
vi sia la ritrosia ad accettarlo?
In mano a quella gente vidi zolle,
di mare gocce dentro delle ampolle,
la neve scivolare sui mantelli
e di sei petali su ogni petto un fiore.
Nel cuor di quegli umani vidi infanti,
adolescenti in cerca del futuro,
adulti a caccia del miglior presente
e vecchi, di nostalgia ammalati.
E un sussulto ebbi alla conferma
di essere non solo ad amar la vita,
di appartenere a quella folta schiera
per cui attender deve, il Paradiso.
“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.”
(Amedeo Modigliani)
Ricorri
e poi ancora persisti
(nonostante i miei sforzi)
come il ricordo del posto
che potrebbe essere
stato
(per un tempo
o per una stagione)
la residenza del tuo sospiro.
Ti sarebbe bastato un salto
per raggiungere
il mare
e
per
cadere
nel sonno
sciamanico.
Invece
la nebbia
è cenere gialla
dove il fiume si perde
nell’umido delle orchidee.
E sul tuo fronte occidentale,
al di sopra del mio punto di fusione
e al di sotto della chioma del vecchio ulivo,
si trova ancora il cassetto delle medicine.
Nei miei sogni il suo profumo acre
è rimasto nell’atmosfera
soltanto per un po’,
prima di precipitare
di nuovo al suolo-
La via è aperta,
il delta dorme
adesso.
Si può
di
nuovo
passare
.....
”La cattiva musica mi disturba, ma la musica meravigliosa mi disturba ancora di più.”
(Arturo Benedetti Michelangeli)











