Quarantenni d’assalto, l’un contro l’altra armate, ma per amore. La preda? Un arzillo novantenne. Ricco e possidente? Manco per niente, anzi quasi povero in canna, ma fascinoso. Siamo alla resa dei conti, all’appuntamento conclusivo in un bar del centro di Roma. Vi arrivano entrambe armate. Di buona volontà, di spirito costruttivo, di pacifiche intenzioni?

No. Solo di due pistole di piccolo calibro ben nascoste nella borsa, se mai qualcosa dovesse andar storto.Eppure una volta erano amiche, confidenti quasi inseparabili, pronte a gettarsi nel fiume per aiutare l’altra. Le ha cambiate l’amore, quelle per uno stesso uomo, l’ultimo componente del tris d’assi di un tempo.

Si erano conosciute on line, su un sito per poeti e scrittori e si erano scoperte anime affini. Ammiravano gli stessi autori e scrivevano in rima in punta di fioretto. Non avrebbero mai immaginato che un giorno sarebbero passati prima alla sciabola e poi alle…armi pesanti. 

La prima volta insieme la ricorderanno sempre: si erano date convegno nello stesso bar, emozionate come dodicenni alla prima cotta. Il colpo di fulmine fu immediato: Ettore, che all’epoca dell’incontro di anni ne aveva solo ottantacinque, le colpì per l’aria da guitto, da attore di cabaret. Sembrò loro d’avere davanti Petrolini in persona, stesso portamento, identico, lo stile e il linguaggio. Litigarono per anni su chi gli avesse messo per prima gli occhi addosso, calcolando i minuti, persino i secondi trascorsi da quando il cuore aveva preso a battere all’impazzata. Non ne vennero mai a capo.

“Facciamo decidere a lui chi vuole”, propose Emma, la meno giovane delle due, quarantasei anni per cinquanta chili. “ No, è mio e nessuno me lo tocca”. “Dici così solo perché ti senti più bella di me”, ribatté Margherita, quarantuno anni ben portati nonostante la stazza imponente.

Ettore se la rideva sotto i baffi. Nemmeno da giovane gli era capitato qualcosa del genere. La parte del solo gallo in un pollaio gli si addiceva a pennello. Decise di stare con entrambe, a turno, secondo l’ispirazione del momento. Dovette fare scorta di… viagra, ma ne valeva la pena. In fondo le piacevano entrambe: Emma era più ironica e spigliata, Margherita appiccicosa, ma passionale. Prese a scrivere poesie per entrambe: la sua penna, almeno quella, non aveva bisogno di stimolanti per funzionare. A rompere le uova nel paniere fu…la memoria. Un giorno, per errore, diede appuntamento ad entrambe a casa propria a un’ora di distanza l’una dall’altra: quando l’arcano fu scoperto gli toccò comprare mobili nuovi e chiamare un muratore per ristrutturare casa. 

La sorpresa fu che non se la presero con lui: in fondo non era sua la colpa, se si era arrivati a quel punto. Cominciarono a litigare tra loro, a scambiarsi accuse di fuoco: il sito di poesia divenne il proscenio di una lite tra comari in fregola. Contatti e visualizzazioni crebbero in maniera esponenziale, vinsero ogni premio, nonostante il linguaggio da..scaricatori di porto delle loro composizioni.

La soluzione più ragionevole sarebbe stata di allontanarle entrambe, ma si divertiva troppo per farlo. Continuò il suo gioco di sponda, viagra permettendo. Un giorno l’una, poi l’altra, avendo l’accortezza di segnare sull’agenda data e ora degli appuntamenti. I soldi erano finiti, non poteva più permettersi di dover rifare la casa, nonostante lo spettacolo meritasse qualche sacrificio. Forse fu il diavolo un giorno a metterci la coda o fu solo uno scherzo del destino. Fatto sta che Margherita lo beccò con Emma. In un parco pubblico per fortuna. Almeno i mobili furono salvi, a differenza delle panchine del parco. 

Questi i fatti che precedettero l’appuntamento conclusivo. Emma fu la prima ad arrivare, si sedette nel tavolo più distante dalla porta d’ingresso e ordinò una camomilla per distendere i nervi. Margherita arrivò all’appuntamento cinque minuti dopo: insieme sembravano come il diavolo e l’acqua santa, l’una alta e dalle forme abbondanti, l’altra bassa e minuta. Tentarono di mettersi d’accordo. Sino ad allora si erano divise, sia pur senza saperlo, l’amore di Ettore e non era morto nessuno, perché non continuare? Tornò, come per incanto l’antica amicizia. “ Non è nostra la colpa”, disse Emma. “ E’ lui che ha barato”, convenne Margherita. “ Facciamogliela pagare” dissero entrambe all’unisono. Passarono subito all’azione. Un taxi li condusse all’appartamento di Ettore, tirarono a sorte chi doveva entrare per prima. La chiave l’avevano entrambe. Tocco ad Emma varcare per prima la porta, Margherita, invece, ebbe in sorte l’onore di sparare per prima. Non erano allenate, ma colpirono sempre il bersaglio.

Finirono nella stessa cella, in attesa del processo. Non poterono partecipare al funerale, ma spedirono lo stesso il loro contributo. Si è poeti per sempre, anche dietro le sbarre di una prigione.

1 1 1 1 1
clicca sullle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 325 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

mybackpages
# mybackpages 12-08-2017 10:32
scritto nel 2014. Ovviamente è un racconto di pura fantasia.
Aita Carla
# Aita Carla 12-08-2017 19:11
Ovviamente.
però fa pensare...ahaha ha...ma a 90 anni non è pericoloso prendere il viagra???
Me lo dici fra trent'anni :P


Carla
Ibla
# Ibla 13-08-2017 00:28
E ci credo che è un racconto di fantasia!
Solo gli uomini possono inventarsi di avere due amanti -entrambe soddisfatte- alla veneranda età di novant'anni.
Comunque divertente.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.