C’è chi fa il modello per i versi
della poetessa dei fiumi neri
come me, ieri c’eri, ci sarai domani
sto zitto per non disturbare
l’ispirazione, un po’ cialtrone
anzi mentitore, pesante il giusto
questione di gusto, di sfizio
natalizio, ora a Ferragosto
è più dura indossare il cappotto
e la nebbia c’è solo in salotto
quando l’umidità è al diapason
cerco i tuoi occhi, mentre il clacson
non suona, ti abbraccio e ti sfotto
tra un bacio e l’altro, poi dirotto
l’attenzione sul solito posto
l’anfiteatro ci aspetta, è stato l’inizio
solo quello. Può ancora sembrarti angusto
questo spazio, ma se suona la nostra canzone
puoi vederci l’infinità del mare
e l’amare a scatola aperta. E quelle mani
appoggiate al mento-già sono fuori
dal sogno- nel countdown dell’amarsi.

Commenti
Tutto il tuo pezzo mi è piaciuto: sai trasmettere al lettore serenità perchè, tecnicamente parlando, non sei aggressivo e...non lo sei solo grammaticalmente perchè comunque mi piace sempre sottolineare che l'ironia ed il sarcasmo appartengono all'intelligenza. Fo era un giullare, Jannacci lo era ed il figlio lo è, Benigni, Gaber. Un immenso grazie ai nostri giullari.
Ciao!