
Aborrii schiavitù,
rimasi schiavo
soggiacendo all’amore,
alle gelosie
ai sotterfugi e compromessi.
Schiavo del potere
“lo esercitai,”
Del lavoro
“lo ebbi”
della miseria
“la vissi”.
Schiavo della mente
“non riuscii a contenerla”,
delle convenzioni e delle ingiustizie
eternamente schiavo.
Sognai libertà,
non mi resi conto
d’esserne schiavo.
Ah, quanto sarebbe bello potersi beare della propria vita
incuranti di demoni e streghe
che macellano le notti già cariche di spettri ancestrali
se universalmente si potesse gioire di poesia
come natura stessa dice
senza mostri per l’indomani
né rimorsi per ieri
né colpe per il presente
accarezzandosi semplicemente tra pochi
nutrendoci dei frutti naturalmente ebbri
che ci ha dato il creato.

La solitudine è un'insegnante severa,
mi ha svelato il senso della realtà,
a contar su me stesso
e ad affrontare i rischi della società;
a saper piangere nel cuor della notte con umiltà ,
ad aver pazienza e rispetto con chi non ne ha.
Mi ha indicato la strada della verità,
ad esser sincero e generoso con vera umanità,
a riconoscere la maschera della falsità
e a lumeggiar gli spazi immensi dell'oscurità.
La solitudine mi ha insegnato il vero amore,
a decantar passioni che aiutano a sognare
e a vedere tutto ciò che non sapevo di avere.
Mi ha insegnato a comprendere,
ad apprezzar la vicinanza di chi ha voluto restare
e perdonare chi purtroppo non mi ha saputo amare.
La solitudine per chi sa attendere e capire
diventerà l'unica luce in grado di illuminare
senza mai pretendere né tradire.
il sole m'illumina della più eterna delle penombre.
Vita,
gloriosi attimi di pensante attesa,
schiva esistenza quella che mi consola.
Desidero rifuggire ogni amore,
intimorito dalla solitudine a cui esso conduce.
Osservo le farfalle colorare il verde del prato,
come macchie di speranza nella monotonia dei miei giorni,
grida nella tempesta,
tuoni nella notte,
attimi interminabili.
senza preoccupazioni di sorta
per gli occhi che lo cercheranno
- come spesso accade resteranno ferme;
-solo le nostre mani

Mille piccoli coriandoli,
Sparsi nel vento s'alzano,
Intorno turbinano.
Sopra scritte le tue parole
Cariche d'affetto, cariche d'amore
Ma vuote di te.
Sulle labbra tue bugiarde
Rimbalzano senza traccia,
Macchia che si muove senza rumore.
Delle flebili speranze
E rimasto un letto sfatto
E il peso di un dolore condiviso.
Mani sorreggono il fardello
Di un malessere che lede.
E solfeggi di note
Sosterranno il cuore.
Sulla via le mie scarpe
Si consumano, come
Gli anni che mi avvolgono, mi legano
Nel giardino spoglio.
Fecondità del presente
-Il suo principio
- L'Ampia Cascata!
-Come possiamo essere
Di una umanità così sfocata?

Proprio un bel sistema
ride, anzi u-ide
girando colpe come assegni

Mi rifugio le nuvole mi attendono , mi proteggono.
Sono soffici come panna montata, c' è un ' atmosfera incantata.
Sono dolci come zucchero filato, golose come il cioccolato.
Un raggio di sole mi guida, in quel paesaggio azzurro morbido e bianco.
Ecco ora qui non mi stanco, mi riposo e mi godo il panorama e questo cielo azzurro.
Odo solo sussurri e voci di angeli, che sono qui con me in questo spazio dove il tempo non è scandito.
Qui non esiste la violenza, c' è solo pace e tranquillità, è l' oasi della serenità.
Dove il vento ondeggia prati d'erba,
E reclina foglie d'albero,
Io poso lo sguardo e respiro..
Quanto è forte la vita
Mentre ti accarezza,
Ti fa capire quanto immenso è
Il suo dono d'amore.
Quando grida sotto pioggia incessante
Le sue lacrime di resurrezione.
Così piccola sono,
Sotto questo cielo che d'azzurro
Riveste i miei occhi,
E mi dona aromi intensi,
Di gelsomini in fiore,
Per far ricrescere il mio fervore.
Così fragile in me..
È questo alito di vita,
Ma negli anni si è rinchiuso
Come gabbia d'amore,
E consapevole ora più che mai,
Mi ritrovo sotto questo abbraccio,
Pieno di speranze,
Che mi vestono a festa
Sotto la luce di un faro.
ci cerchiamo da una vita,
in mezzo a sguardi spenti,
musi lunghi e indifferenti.
In quella discoteca
viaggiano sgradevoli rumori;
sagome, si agitano costantemente,
alla ricerca di un giusto incontro
che mai verrà.
Un bar in pieno centro
rigurgita di acqua sporca;
rapido andirivieni
di folla senza lingua.
Viali alterati,
popolati di esseri affamati
di se stessi.
Chi mai risponderà al saluto
del viandante che passerà?
Ti ho nella mente disegnata;
carattere volitivo,
ti ho impressionata
nel mio flash.
E tu hai in mente me.
Trovi rifugio
in una zona ombra,
dove la mia mente
non riesce ad immaginarti.
che scioglie i freddi animi di un uomo solitario,
manchevole nell'amore,
severo nel raccontarsi.
Mi chiedo quale sia la ragione dietro il raro sentimento,
sempre che una ragione vi sia,
ed invidio chi non può farne a meno.
Le mie domande mai hanno trovato risposta,
perché mai mi fu concesso il dono della piena libertà.
Cammino per i prati che tu hai curato,
donna del mio desiderio,
dal male dell'odio,
portando la solitudine a divenire meno triste
e avvicinandola alla gioia della pace.
Vivrò eternamente con te, se mi vorrai,
ed imparerò ad amarti.
Sfiderò i miei venti per renderti felice,
mai più consapevole del mio desiderio di vivere per te.
Danzeremo, così, all'ombra della tua luce
ed eternamente ci troveremo.
Non parlano nanche la stessa lingua!
Dire che
-pensavamo tutti che la pace fosse giunta
che avevamo visto la fiamma rossa nel mattino







