Notturno italiano
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
10 commenti
Un naufrago
sta per affogare,
solo in alto mare.
Non ha appigli
cui aggrapparsi
ma appare
un provvidenziale legno.
Chiissà di essere vivo son degno
penserà,
ma quel legno è maledetto.
perchè quando vuoi sopravvivere,
non guardi
se ciò a cui ti attacchi
è sano
o marcio.
Navigherai
sano e salvo
su un legno tarlato
dalla stoltezza degli uomini
sta per affogare,
solo in alto mare.
Non ha appigli
cui aggrapparsi
ma appare
un provvidenziale legno.
Chiissà di essere vivo son degno
penserà,
ma quel legno è maledetto.
perchè quando vuoi sopravvivere,
non guardi
se ciò a cui ti attacchi
è sano
o marcio.
Navigherai
sano e salvo
su un legno tarlato
dalla stoltezza degli uomini
Barlami nella mia stanza
sono quelli del comodino
di una luce soffusa mentre guardo un film
Barlumi di una speranza
che non so cogliere troppo prigioniero
dei miei pensieri
Mi servirà una maschera o parleranno gli occhi
per quanto tempo ancora
arrabiato con me stesso
Troppo confuso stanco e teso
impaurito come non mai
a volte ti cercavo
ora non vorrei incontrarti più
Quanto mi abbatte questa solutidine
di una domenica tra me e me
davanti un mare di strade
che non so scegliere
Quanto mi spaventa questa solitudine
ho perso un pò di forza e convinzione
Quanto mi spiazza questa solitudine
l'ascolto dentro me non riesco a spengerla
Quanto mi merito questa solutidine
forse è giusto così
quasi un incubo senza uscita
che mi imbruttisce palesemente
e mi lascia lo sfogo di scrivere
in attesa che scenda la notte
e che mi consigli
dentro il cuore
mi prendo a botte
e un voce che mi dice " te lo meriti "
sono quelli del comodino
di una luce soffusa mentre guardo un film
Barlumi di una speranza
che non so cogliere troppo prigioniero
dei miei pensieri
Mi servirà una maschera o parleranno gli occhi
per quanto tempo ancora
arrabiato con me stesso
Troppo confuso stanco e teso
impaurito come non mai
a volte ti cercavo
ora non vorrei incontrarti più
Quanto mi abbatte questa solutidine
di una domenica tra me e me
davanti un mare di strade
che non so scegliere
Quanto mi spaventa questa solitudine
ho perso un pò di forza e convinzione
Quanto mi spiazza questa solitudine
l'ascolto dentro me non riesco a spengerla
Quanto mi merito questa solutidine
forse è giusto così
quasi un incubo senza uscita
che mi imbruttisce palesemente
e mi lascia lo sfogo di scrivere
in attesa che scenda la notte
e che mi consigli
dentro il cuore
mi prendo a botte
e un voce che mi dice " te lo meriti "
Guardo alla vita e annego nei miei pensieri,
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
È facile incolpare il fato,
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.

Le parole, sono come sassi quando offendono o criticano.
Le parole , sono come sassi quando le usi per spargere cattiveria.
Le parole , invece quando sono dolci diventano fiori.
Le parole, impariamo ad usarle nel modo giusto, per dare amore e pace.
Le parole, impariamo ad usarle per consolare e rispettare, il nostro cuore sara' pieno di armonia e di tanta allegria.
Sulla due, nel metrò di Milano
tra Lambrate e Loreto
c'è un bambino che suona il violino
e una bambina, che per un soldino
ogni giorno mi portano in giro
in un posto diverso nel mondo.
Ho chiesto alla bimba
se fosse gitana o romena;
" non so - mi ha risposto -
io sono di Fino Mornasco
e anche il mio fratellino!"
Ora so che il violino che suona
sulla due nel metrò di Milano
è un violino italiano.
tra Lambrate e Loreto
c'è un bambino che suona il violino
e una bambina, che per un soldino
ogni giorno mi portano in giro
in un posto diverso nel mondo.
Ho chiesto alla bimba
se fosse gitana o romena;
" non so - mi ha risposto -
io sono di Fino Mornasco
e anche il mio fratellino!"
Ora so che il violino che suona
sulla due nel metrò di Milano
è un violino italiano.
Che la mia vita sia
un’esecuzione di musica classica:
il pubblico attenda
che entri l’orchestra,
il direttore
un gesto
il fremito!
Palpiti il cuore
il timpano anche.
I violini dilettino l’orecchio
coi loro mezzi celesti.
Squillino le trombe,
preparino l’assalto!
Seguano i flauti,
elevino l’animo
oltre la cupola celeste.
Il pubblico attenda,
torni in fine
il silenzio
ineffabile
da cui tutto fu
soffiato.
un’esecuzione di musica classica:
il pubblico attenda
che entri l’orchestra,
il direttore
un gesto
il fremito!
Palpiti il cuore
il timpano anche.
I violini dilettino l’orecchio
coi loro mezzi celesti.
Squillino le trombe,
preparino l’assalto!
Seguano i flauti,
elevino l’animo
oltre la cupola celeste.
Il pubblico attenda,
torni in fine
il silenzio
ineffabile
da cui tutto fu
soffiato.
Qualche riga traccia segni su di me,
Come matita distratta, tratteggia...
Cicatrici invisibili invece non hanno segnato.
Gli occhi luminosi vibrano come viva gioventù.
Sfuggente e libera questa età
Non mi appartiene,
Anche se sulle ossa c'è tutto il peso.
Ricordi senza più origini danzano
Lenti e poi vorticosi,
Ma non lasciano segni nemmeno loro.
Cambierò le mie stelle
Le renderò più luminose e belle,
A rischiarare la vita.
Fragile cammino che ancora mi attende..
Sono piena di ferite invisibili...
Domani,
Sarò goccia nel mare,
Il sale schiarira' la mia pelle,
Vivrò con il cuore tra le pieghe,
Non ascolterò gli anni..
Sarò foglia d'autunno.
Come matita distratta, tratteggia...
Cicatrici invisibili invece non hanno segnato.
Gli occhi luminosi vibrano come viva gioventù.
Sfuggente e libera questa età
Non mi appartiene,
Anche se sulle ossa c'è tutto il peso.
Ricordi senza più origini danzano
Lenti e poi vorticosi,
Ma non lasciano segni nemmeno loro.
Cambierò le mie stelle
Le renderò più luminose e belle,
A rischiarare la vita.
Fragile cammino che ancora mi attende..
Sono piena di ferite invisibili...
Domani,
Sarò goccia nel mare,
Il sale schiarira' la mia pelle,
Vivrò con il cuore tra le pieghe,
Non ascolterò gli anni..
Sarò foglia d'autunno.
ero
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
C’è chi ha un amico dentro il cuore,
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
Il tempo per i vivi
non s’arresta ai giorni già vissuti
ma conduce spesso
alla bellezza delle cose.
A volte, invece
avvia a bere l’amaro calice
donato dal graffio della vita
che resta inciso
nella pena e nell’amarezza
degli accadimenti
con il giro rabbuiato
di una spirale
che conduce alla soglia
di una nebulosa.
Lamenti rompono il silenzioso giorno,
affannosi respiri e una sola parola,
sempre la stessa, pronunciata all’infinito nella vita,
parola di speranza, “mamma, aiutami tu”.
Si strugge l’anima a cotanto dolore,
sento, fuggo e piango al riparo di un silente tramonto,
lì ove le mie lacrime possono confondersi
col luccichio di mille lucciole.
T’accompagna all’imbrunire
un sonnolento sole che indora la luna
e ridesta le stelle ad una ad una,
e, pur ti consegna una storia inquietante.
Faticoso al risveglio, comprendere
sia stato solo un sogno, così veritiero.
Incatenata al letto, lancinanti i dolori, lotti
e t’aggrappi con forte tenacia alla vita.
La fine t’attraversa l’anima come schegge di diamante,
lo leggi pur negli occhi e sul camice dell’uomo,
che una ciocca placido t’accarezza.
Sguardo spento verso il testimone muto,
macchina senza anima che nutre ancora
coi mille tubi la tua essenza.
Tentazione la tua di dire “si”, farla finita,
spegnere, in cambio del desiderato sollievo.
Gli occhi non si fermano al dolore,
scrutano
ora un cielo senza nuvole,
e rondini che regalano garriti, forse a te l’ultimo;
ora gli occhi dei tuoi amori imperlarsi di lacrime,
occhi di figli innamorati e persi senza te,
che favellano più di mille parole:
“Resta non ci lasciare”,
Ahimè, le medesime che dicesti a tuo padre,
da figlia, prima di scappare.
Mi ridesto con quel dolore così reale,
che sento vero, seppure sveglia.
Comprendo la bellezza della vita,
tessuta di colori sogni eppur dolori,
la sua interezza, e il peccato di chi la spreca.
Comprendo il valore di un giorno in più,
di essere libera d’agire, di scelte
mature e responsabili, di vivere oppure no.
Ho conosciuto la debolezza ma pur la forza
di un dolore.
Mi sveglio con un cuore leggero e gioviale,
gran voglia di danzare alla vita,
ed annullo ogni incertezza.
Sebbene libera di scegliere, allontano la fine,
e pur per un’altra alba sola,
il paradiso può attendere ancora.
Sebbene so' dove finisce il mare,
Le mie speranze non hanno smesso.
Rimangono sospese,
Incapaci di trovare quel vuoto che mi assale,
Se penso, alla vita nostra,
Così lignea e quasi impercettibile.
Dentro nel nido ormai abbandonato
Di piccoli implumi,
Rimangono piume, che hanno riscaldato.
E come piccolo tesoro di ritrovi,
Il cuore hanno circondato.
Bisogna solo aprire quelle ali,
Che il volo sosterranno
E sopra un cielo color indaco,
Non respirare il fluido.
Ma credere alle stelle,
Che fascieranno gli occhi
Capaci di perdono.
Le mie speranze non hanno smesso.
Rimangono sospese,
Incapaci di trovare quel vuoto che mi assale,
Se penso, alla vita nostra,
Così lignea e quasi impercettibile.
Dentro nel nido ormai abbandonato
Di piccoli implumi,
Rimangono piume, che hanno riscaldato.
E come piccolo tesoro di ritrovi,
Il cuore hanno circondato.
Bisogna solo aprire quelle ali,
Che il volo sosterranno
E sopra un cielo color indaco,
Non respirare il fluido.
Ma credere alle stelle,
Che fascieranno gli occhi
Capaci di perdono.









