Imbottigliato nel traffico
pensi a lei che ti aspetta,
il semaforo è rosso
si affacciano mille pensieri,
non hai voglia di tornare
ti senti diverso
forse senti un po' freddo,
accendi la radio
le note di una vecchia canzone
ti riportano indietro,
avevi 20 anni
il mondo davanti,
con lei al tuo fianco
guardavi la luna
guardavi le stelle
con occhi sognanti...
ti guardi intorno
non hai più pazienza
vorresti fermare un po' il tempo
che scorre veloce,
c'è lei che a casa ti aspetta,
ma lei ormai
non la senti più tua
non c'era
ne avevo bisogno come quando si cerca
nessuno si fermava ad ascoltarmi.
mi ha risucchiata dentro
per un' amicizia che si spezza,
impotente
ti distrugge l'anima.
che s'innalzano al cielo,
come un macigno
ma alla fine rimani senza forze
e vedi nella sofferenza il suo sorriso
a muoversi perchè è arrivato all'ultimo stadio
al più presto
per aver pensato
... anche solo per un momento
morto
sofferente.
sta pensione!
Io che pensavo
de viaggià
adesso sto quà
a sospirà!
Sta pensione
sembrava vera
ma è solo una chimera.
Me credevo de sognà
l'azzurro mare
e i verdi monti
me ritrovo co ste tasse
e le spese a fine mese.
Non se pò sognà
dentro a sta società.
E' na vita questa quà?
Me credevo de scappà
ma me tocca tribolà
sennò come facccio
pe magnà?
Lasciatemi sfogare
è proprio un brutto affare!
le chiese sono gremite
di uomini donne e bambini
che pregano in tuo nome
e che si stringono le mani
in segno di pace ed affetto:
"...tanto, poi niente ci rimetto
e tra la gente grande è l'effetto..."
Io, vorrei vedere le chiese gremite
quando si parla di persone avvilite
di uomini che sono senza lavoro
di bambini che non hanno ristoro.
Io, vorrei che da li il prete dicesse
che la nostra chiesa a volte non fa bene.
chi tratta la vita come poltiglia.
Non fa bene
e gli usurai che taglieggian la gente
e chi da politico fa il criminale.
Non fa bene
non permettendo l'ingresso
nella casa del mio Dio e di Cristo
ad un suicida per disperazione
perché..."contro la vita è il gesto"...
o quando Mina ha chiesto per il suo
Piero Welbi una negata messa
che a Pinochet venne concessa.
Non fa bene
non contrastando forte la sua pedofilia,
quella che meno t'aspetti
e che lascia dolore e profonda una scia
nei preti più retti.
E poi vorrei che avesse sempre il coraggio
che quella volta ha avuto Peppino
che pur consapevole del suo svantaggio
è andato avanti, affrontando il destino.
E poi vorrei che tutto quell'oro
che spesso vedo nelle chiese
venisse fuso per dare un futuro
a quelli che hanno le vite sospese.
E ancora, vorrei che andasse quel prete
tra la sua gente a portare il vangelo,
quello di Cristo che toglie la sete,
a chi derelitto già merita il celo.
E poi,
dagli uomini che vivono male
spesso con uno stipendio da fame,
dai bambini soldati del mondo,
da chi vive nello squallore più profondo,
dai poveri anziani che non hanno
più un soldo per campare,
dai giovani che ormai sanno
che non c'è futuro da realizzare,
da chi vive dentro un vagone
della mia immensa stazione
la sua vita di barbone,
nella più nera disperazione.
Io potrei continuare l'elenco
ma non credo sia il caso di andare avanti
e poi son certo che a qualcuno lo manco
perché, di poveri Cristi c'è ne son tanti.
Ecco vorrei
che quella chiesa che si da da fare
non fosse solo un flebile segnale,
piuttosto la regola della mia religione
che del mio Cristo ha visto la Passione.
E vorrei poi, che quando è Pasqua
che significa " passare oltre"
ci fosse davvero nel senso Cristiano,
la volontà di alzare la coltre
che spesso si cala come un sipario,
sulle quelle vite che sono un calvario
e finalmente la Resurrezione,
viva il suo vero significato,
quello che, Gesù con la sua sofferenza
mi ha insegnato:
"la mia, degli ultimi è la chiesa
e che a loro sia sempre la mano tesa".
sognando un vento lontano
disegnar pensieri a granelli
sotto un albero di melograno
Gocce aguzze le gote baciano
avverse sfidano salde catene
con poesie che urlano invano
per un amor che il mar trattiene
Ferito a curar la folle malinconia
immobile nascosto dietro il muro
celo le pene del cuore in agonia
per una vita vissuta da spergiuro
nel vento
che scompigliava i capelli
al sole
che si specchiava
sul mare pulito
mentre si avvicinava una coppia
radiosa
con la macchina fotografica
in mano
saltellando tra una roccia
e l'altra
avvolte dai detriti
sulla sabbia bagnata
sfiorata da una velata tristezza
che riprese a camminare
pensierosa
di desiderare magiche attenzioni
per sentirsi rinata
nell'assenza di nerissime
nubi
Poesia scritta nel 2007

Corri di qua, corri di là
il giorno è un percorso ad ostacoli
da aggirare per arrivare in tempo
a svolgere le varie cose
sputate fuori dal database
programmatore della vita
Mi sento come Alice
nel paese delle meraviglie
col coniglio bianco
sempre dietro all'orologio
“è tardi, è tardi, bisogna correre”
Ma non si vive una fiaba
si vive una realtà
sodomizzata dalla frenesia
del voler fare sempre di più
nel tempo che stupidamente
si ignora
non muta l'andamento
in base alle esigenze
di chicchessia
Siamo prigionieri virtuali
del tempo tiranno
guardare sempre avanti
per non rischiare
di cozzare contro un muro
sorto all'improvviso
come fungo nel sottobosco
e se nello slancio
qualcosa si perde se pur prezioso
mai guardare indietro
potremo mutarci in una statua di sale
del mattino.
I giorni che son sempre
tutti uguali.
Ti svegli che hai già tutto
programmato.
Un burattino radiocomandato.
Vorresti che cambiasse
un pò qualcosa
magari di viaggiare
e senza lavorare,
ma ahimé hai sempre
le bollette da pagare
e un mutuo di trent'anni
da saldare
TI piacerebbe tanto
andare al mare
e i soldi in tasca
mai finire.
Arrivi poi alla fine
del tuo viaggio
che neanche il funerale
puoi pagare.
Un burattino radiocomandato
che pure quando muore
non è considerato......
Vorrei aprire gli occhi
al mattino
e scoprire un 'alba perenne
rossa come l'amore
sfumature bianche simbolo di pace
Pace per tutto il mondo
per ogni colore di pelle
Questa terra vestita da Dio di meraviglie
belle da spaccare il cuore
donate per goderne,
non cospargerne il verde suolo
di corpi straziati da bombe
piangenti sangue perchè muti nella morte
Vorrei udire la musica
della Natura
gli alberi cantare con le fronde al vento
il mare intonare canzoni d'amore
comporre un girotondo tenendoci per mano
che avvolga tutto il mondo
creando un'oasi di sole
Mai giunga la notte buia e paurosa
di questa vita usata male
ignorando che grande dono sia
in attesa che divenga eterna
Lui l'ha promesso
e Dio non mente
MAI ….
perché ieri era solo un
ricordo
e domani sarà solo visione...
Lo vivo restando a guardare la
pioggia che cade leggera
ma oggi non sarà come ieri...
Oggi il sole con pallidi raggi
mi sussurra pensieri di ricordi
lontani
oltre il verde mare cangiante
ed io divento brace animata
dal vento
mentre la luce ricamail cielo
di voli di rondini sciogliendomi
quel gelo dal cuore...
Oggi mi é bastato solo uno
sguardo che mi ha trasmesso
" La voglia di vivere"
“Mi hai detto
grazie per avermi dato la vita
ma ancor di più
grazie perchè
presentato mi hai Il Signore
la mia vita a Lui ora appartiene”
Ho tatuate nel cuore
queste parole
se pur non mi neghi il tuo amore
finita la gioia
di godere degli attimi normali
tra madre e figlio,
un pranzo, una passeggiata
piccole cose che sempre abbiamo
condiviso
Le discussioni, le risate
le canzoni stonate
la domenica mattina
Tu e la tua sposa
una scelta di vita
felicità vi dona
il viso vi illumina della luce divina,
le leggi a cui obbedite
succubi e rispettosi
ti portano via a me
Dio dimmi tu perchè
nella tua immensa bontà
di cui sei l'essenza
mi punisci così
negandomi la bellezza
di un abbraccio di un figlio,
se pur la mia fede in Te
è come roccia
la sofferenza è immane
Mio figlio è vivo, sereno
eppure io sento morire
una parte di me
L'AMORE PER DIO DOVREBBE UNIRE I POPOLI
SPESSO LE RELIGIONI DIVIDONO LE FAMIGLIE
E' CIO CHE STO VIVENDO, CHE NON MINA LA MIA FEDE,
ASSOLUTAMENTE, MA E' DIFFICILE DA COMPRENDERE
Oh bei tempi che furon
e più torneranno ...
l'orologio era il sole
la luna designava i raccolti
e le nascite di umani e animali
Oh dolce serenità del vivere
con i frutti del sudore,
bastavano un mazzo di carte
un buon bicchiere di vino
e nella corte era festa
al suono dolce e festoso
di una vecchia fisarmonica
Al canto del gallo
iniziava il giorno
si mieteva il raccolto
ai cori delle donne,
i panni lavati nell'acqua del fiume
più bianchi della neve
profumavan di buono
accarezzando la pelle arsa
dal sole
I bambini con spade fatte di bastoni
eran cavalieri
a cavallo di una scopa
le grida allegre riempivano l'aria
e l'obbedienza era rispetto
Oh bel tempo che fu
dove ti sei smarrito
chi ti ha portato dove non sei più?
Il progresso l'egoismo umano
i soldi ed il potere
hanno rapito il sole
la luna non è più splendente
nelle notti sempre più buie
negli animi cupi ed insoddisfatti
eppur si dice che era vita dura
ma non impura
vero era l'amore
Ho ascoltato i suoni
di un bosco squassato dal vento,
quelli del forte libeccio sulle vele,
i suoni di una tempesta di sabbia,
e del ghiaccio che si spezza,
i suoni della neve che a terra si posa,
i passi di un esercito
che raggiunge la battaglia
e della risacca costante
che frusta gli scogli,
i suoni di una vita che cessa,
quelli delle false parole
e delle parole dei giusti.
Ho ascoltato i suoni
della memoria e dei ricordi,
i suoni di diversi tipi d'amore.
Ma nessun suono assomiglia
a quell'attimo di pausa assoluta,
come di incontro tra due regni diversi,
che separa la nascita
dal primo urlo di vita.








