Che non finisca mai il cielo
c'è dentro la speranza
che tutto ritorni normale.
Troppo distante adesso
raggiungere i bei momenti
con tutta questa confusione.
Che non finisca mai
quella voglia di tornare a sorridere
e di tenersi per mano.
Non finire mai
anche se il respiro ti manca
e sei messo da parte
perché sei vecchio e dimenticato
nel buio di una stanza.
Che non finisca mai
la voglia di vivere e di amare
anche in questi momenti
e vorresti tendere la mano
anche per l'ultima volta
e dire che non è giusto
perdersi in banalità
di follie.
Apriamo la porta ad un tempo
che non vorremmo.
Partigiani silenziosi,
senza armi e senza volto.
Occhi bendati e mani sacrificate
è qui che abita il nostro
domani più prossimo.
Scarne le acque del mare
sulla pelle avida. Resisteremo,
impareremo a rinunciare
ché ogni sacrificio sia mitigato
dal senso di responsabilità…
Sono parole e le dissi
per conciliare i tuoi sorrisi,
ero ebbro di uno sguardo
atteso e ancor disperso,
una posa del corpo irrigidita
che ricreasse la fiducia,
un moto delle labbra arse
in cerca di un avido confronto.
Sono parole e le dissi
per schiacciare l’insensatezza,
creai un’ansa di pensiero
dove fluisse il disturbo cieco
e un mare di emozioni.
Sono parole e le dissi
per conoscere la meta
su una nave dalla prua
affilata all’orizzonte
che disperde il facile destino.
Dell'infelicità
non è insolito
attribuir colpa
all'improvvida sorte
se in talune circostanze
infami e confuse vesti sfoggia.
Non è mai tardivo
soppesar errori
prestati al fianco
di presunti pregi
nell'infedeltà celati.
A tal guisa anima macerata
nel rimorso arde gelando
e gemendo freme
nel supplicar perdono
che nell'improvvido giunger
non mostrerà clemenza.
del non saper ascoltare oltre sé
sta per nascere
sulle ceneri
di ciò che rimane,
generazioni perse
a contemplare
una luce finta,
ad abbracciare
un sorriso virtuale,
dimenticando
il bagliore naturale
delle stelle che guidano
la loro vita,
e il calore del corpo
che infonde coraggio
nei più fragili.
La pace finta non finisce,
la guerra vera non inizia,
l'amore puro si perde
tra le pagine di un libro
che molti non leggeranno.
il sole
uscirei per strada
ad invocare gli occhi delle viole...
La rabbia per la tua assenza
mi fa desiderare nebbia e cuscini soffocanti
coltri di mani affannate e stanche...
No, c'è ancora un raggio
che filtra tenero, libero e selvaggio
ridendo, i capelli mi scompiglia
ed io mi arrendo a questa meraviglia.
invisibile agli occhi, eppur presente
urla al declino, futuro sfuggente
ora s'arresta e d'un tratto avanza, trapassa in silenzio le coscienze.
Di rabbia e di sconforto vive il nostro tempo,
riunioni irreali, la continua propaganda
confezionata ad hoc ed elargita a larga banda,
ignari del domani, noi afone voci fuori campo.
L' amore in virtuale, culmine d'un sogno d'impotenza,
fluido sullo schermo, forte abbatte ogni distanza,
ma, vuoto di passione, è solo un fermo immagine
una foto venuta male, scattata troppo in lontananza.
sogni fuggono via
da stanze asettiche,
flebo e medicine.
Sogni perduti
che cercano rifugio
in gesta d 'amore
tra persone e creato,
per combattere
assieme contro
un virus sconosciuto.
Assieme salviamo
i nostri sogni....
E come creta lo modelli
da dentro
le pareti silenziose e grigie
non hanno rumore
i letti bianchi in fila
hanno stanze di
cuori irrequieti.
L’ odore alcolico dei medicinali
segue quello degli infermieri e dei medici
tra i corridoi .
Come angeli senza ali
irrompono mura d’incertezza o di certezza .
Di certo è che
la vita e la morte qui
s’incontrano e si scontrano
spesso.
Deserti i viali serrati da vie
adattate a bislunghi vicoli
Luminarie flebili, quasi a morte
Dove siete, tremolanti ponderano
In quale luogo sono i lemmi
Quei vocii
Quei brusii, i mormorii
Voci e cicalecci fatti di ilarità
e sbuffi corti, dove siete
E i passi. Si, i passi
Quei passi così disuguali, dove sono
Al tocco dell'appoggio è melodia
percuotono rievocando musica a peso
Il cielo terso discorde dalla tarda ora
è tutt'uno con il suolo e per ora lo ignora
Luminarie flebili, quasi a morte
S'indagano acutamente
incredule e avulse cercano alleanza
come se, sprigionassero
una possente vampa d'ardore
nell'attesa di una oculata Epoca
Luminarie meste e melanconiche
esalano l'ultima vampa
ed è giorno di luce e di esaudita speranza.










