che oggi l’argine sia
lunga finestra che si sposta
questo continuo perno
tradisce giochi d’angoli
dentro l’aprile dalla durata stanca
come certe domeniche di scarto,
fredde di viali.
più dentro, cime aguzze si sdoppiano
e senza un valico
la pietra viva che ci unisce
vene sul fondo di scarpate
attraverso loro.
fra le lenzuola sgualcite
fra gli umori e gli odori
della notte d'amore.
Non conta più il tempo
ne il passato.
Non contano più le parole
adesso...
Parlano i corpi
parla il cuore
exstasi d'amore
di anime.
Ed è sublime
l'armonia delle note
dei corpi.
Fermare quest'attimo
in uno scatto
nel bisogno di te
nel bisogno
di sognare con te
di volare con te
in exstasi.
Ti lasciano addosso speranze,
quelle che ti illudono e deludono.
Ci sono pensieri... dei dolci pensieri,
profondi come l'abisso del mare...
quieti come la sabbia d'una clessidra...
ostinati come i tormenti dell'anima.
Ci sono pensieri che ogni giorno,
mi portano a pensare troppo.
son servo di nessuno
mi lascia indifferente
il giudizio di ognuno
cinico quanto basta
voglio spesso stupire
ma son di buona pasta
per chi lo sa capire
libero pensatore
egoista cosciente
porto però nel cuore
l'amore per la gente.
Rimbocco candidamente la coperta
all’idea che rimarrai sempre piccino,
mentre posi la mano tra l'arcobaleno
e la resa dolce di una favola che resta
aperta e plana in quel tuo aeroplanino
di carta colorato di pastelli
che sfumano ai miei occhi.
Resti lì ad aprirmi lentamente porte
dove si susseguono impressioni, sulle frange
che ti solleticano il nasino come caldi fiocchi.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 1)
Un giorno forse ci incontreremo,
in un altro cielo color cobalto
che esiste soltanto per noi
e con uno sguardo ci litigheremo
lo spazio di un arcobaleno,
in un luogo molto diverso da questo
più in alto di questo cielo,
più sereno, ma io non faccio testo
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 2)
Un giorno forse ne rideremo
in un altro cielo faremo un salto
che faremo soltanto per poi
tornare dall’alto e ci inganneremo
e sarà soltanto in un baleno
e non saprei dire se desto o presto
e ben sotto questo cielo,
il pensiero, andrà fuori contesto.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(special)
Dimmi tu, cosa sapremo in più,
ne direi delle belle!
Fra le ombre restanti, all’esistenza,
dimmi tu, in un secondo Mondo,
io non lo so, lassù,
forse si leva alto in altri infranti
sogni che scordo sempre in grotte
di pura incoerenza, e affondo,
poi risento vecchi brividi che a pelle,
danno senso a quel blu,
così spesso mi rivedo in tante lotte.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
M’abita la tua assenza
il solstizio carnale
del mio eco senza te
ed il tempo s’inchina
al ricordo di noi
come una spiga di grano
al canto del creato.
Affaccendami l’anima
di baci perduti,
cancella l’orizzonte
un singhiozzo di colori.
Vorrei una vita,
che fosse la mia,
una vita a modo mio,
vorrei un po’ di tranquillità,
e che ci fosse amicizia,
e un po’ di comprensione,
per me,
la mia persona,
le mie idee,
i miei valori,
le cose in cui credo,
libertà,
libertà,
anche per me.
e forse senza possibilità di termine,
che sia il vagabondare da un argine all'altro
di fiumi dalla natura inquieta,
che essa sia un continuo sguardo
agli altri pensieri,
delle altrui personalità
cariche di eccentrismo e di continuo movimento.
Che sia uno sguardo verso il sole
con il rischio di accecarsi,
l'agonico contorcersi
alla vista di capi volontariamente estinti,
di umili bestie
che nulla hanno fatto
per meritarsi un simile odio.
Lo spregio della razza eletta
si consumerà
triste e malinconico
in un'amnesia senza fine.
Il silenzio è il tuo suono
in un attimo eterno,
che blocca il respiro
alle porte del giorno...
accanto alla luna.
❀
Nel riflesso del luccichio
mi fermo ad ammirarti,
dimenticando la voce
della tua dolce melodia
scagliata contro il tempo.
❀
E custodisco l'amore
nel forziere nascosto
sotto sabbia stantia
e salsedine immobile...
nell'onda di un segreto.
bianchi epitaffi scolpiti
ricordano nostalgie
battaglie patimenti
amanti e lieve il dolore
di donna al pensiero, lui
nella nebbia opaca giunge
il vento esplode il cielo
e si consuma la storia
sui sentieri d'Italia
un orcio un coccio
un labbro la neve
sui monti fucilate
all'orizzonte libertà
fiori in mano lei, lui
perduto nel sogno d'aprile
vita gioiosa donata
cantuccio di pane
e ancora scoppi lampi
pace nella luce ora
saremo uniti ancora siamo
lei per lui, noi.












