profuma di te,
come i vestiti che indossi.
Parlano di noi, le tue mani,
che mi toccano e mi abbracciano
stringendomi forte a te.
Il tuo respiro, intriso di passione,
attrae le mie labbra alle tue come una calamita,
per perderci nei baci dell'insaziabile amore
che stiamo vivendo.
Sublime sensazione è il nostro sfiorarci,
in un seducente gioco di passione,
la nostra pelle, mio meraviglioso fiore,
petalo di un delicato e inebriante amore.
Meravigliosa sei tu, magica emozione,
che, con il tuo profumo, rapisci i miei sensi,
donandomi il tuo amore.
Tu, profumo di quest'aria che respiro,
tu profumi d'amore la mia vita.
di quelle parole
che ti entravano
dritte nel cuore.
Non ti scordar di me
che ogni secondo
ti chiamavo amore
scavalcando mille problemi
facendo finta che tutto andava bene.
Non dimenticare
che ancora esiste l’amore
anche se sta nascosto
chissà dove.
Non ti scordar di me
anche quando vorresti odiarmi
e tutto il mondo
per te si fa nebbia.
Non diventare
come una nuvola
che si dissolve
con l’arrivo del vento...
eppur si muove…
ciò che par fermo…
ogni cosa ha il suo moto
magnetico, organico o vibrazionale che sia…
nulla è perso infondo…
microscopici o macroscopici che siano dettagli o eventi
tutto permane esiste, vive…
eppur si muove…
in un apparente istante avvengono miriadi di cose
tutto succede, semplicemente avviene…
farci caso o non dipende solo da noi…
per essere presente non occorre essere cosciente…
e molti nell’ora si perdono ogni cosa…
i sensi se non addestrati fan quasi da loro…
allenamento costante questo serve…
infine per noi dovremmo guidare noi almeno a me pare logico…
quindi restiam desti e ricettivi
pronti a cogliere l’istante…
eppur si muove.
un'anima leggera,
anni passano veloci
ma lo stupore,
la gioia di un regalo,
la voglia di scoprire,
rende il peso dei
problemi,
più tollerabile.
La voglia di essere sorpresi
fa vivere la vita
con più entusiasmo.
Voglio sognare ancora,
voglio sempre pensieri nuovi.
Fare progetti,
usare la fantasia per
inventare storie fantastiche.
Godere ogni giorno
del mondo che mi circonda.
Amare, amare sempre,
senza avere rancore
cercando di perdonare,
non è facile, ma perdonare.
Avere più tempo per annoiarmi.
Migliorare sempre,
correggere gli errori.
Ascoltare di più,
parlare di meno.
Sognare,
non voglio smettere di sognare.
Come quando ero bambina,
che passavo il tempo
a sognare una
splendida vita.
E' nebbia.
Continuo a sanguinare,
mi trascino via.
Sono nel sentiero degli occhi di cristallo.
Arranco ma riesco a percorrerlo.
Le porte del giardino delle orchidee nere s'aprono al loro padrone.
Osservo e il sangue corre ancora.
I burattini della notte,
guardiani fedeli, m'aiutano.
Il quarto di luna appare
e con esso le vestigia del mio castello dei sogni perduti.
Ora sono a casa.
Ordino ai pupazzi di latta di predisporre le difese,
entro nella stanza del tempo inesistente e siedo sul trono dei pensieri.
Le anfore dei sette venti vengono aperte.
Le libellule nere volano con il libero grecale e
tutto vive nuovamente.
Il sacerdote Acepsut cura le ferite.
Lascio le stanze superiori e mi ritiro nelle grotte dei giganti,
nel profondo dei miei sogni.
Un silenzio rispettoso m'accoglie e il sentiero dell'amore
si forma a ogni mio passo.
Acque pure e fonti incontaminate sgorgano
e felci d'intorno allagano il cammino.
Lontano s'ode ancora il silenzio.
Il silenzio delle ninfee.
Dal lago dell'eterno desiderio la mia ninfa Akenafis mi spalanca le braccia.
Il tempio di Sefor emerge dal fondo,
la morte compie il suo sesto giro sull'orizzonte.
Questo è il mio segreto regno
e solo la mia fedele spada ne conosce la vera ubicazione.
Ho sempre vissuto nel mio regno.
Il regno di Sefor
e io sono Sefor.
... e tutto questo silenzio
ancora mi sorprende
non importa se un battito di ali
abbraccia il cielo
o le nuvole attraversano
i miei chiaroscuri .
Io sono il mio silenzio
nel fruscio dei pioppi tremuli
nello scorrere pacato di un rivolo a valle .
Lungo il viaggio di uno specchio d'acqua
che si riempie di passi
e di sassi
mentre frantumo le parole
e mi riprendo
le mie robinie in fiore
a grappi bianchi e profumate di miele
dissolvo l'attesa .
E’ l’ultima sera dell’anno.
Un piede segue l’altro con affanno
sul tragitto
verso l’ospedale.
Mi sto recando a visitare i nuovi
arrivati del reparto neonatale.
L’ultimo di sinistra
farà il ladro,
quello in fondo il pedofilo.
Mi appare nitido il quadro.
A destra un omicida seriale e questo nel
mezzo avrà un’accusa pendente per dolo.
Il primo davanti che dorme
mi fa paura… è già solo.
E’ notte, e la strada è ormai invasa…
un piede accompagna l’altro verso casa.
Svuotate,
vuote di luce
solo acri guizzi
parche le ampiezze
le tue pupille di mota
nelle mie notti
interrotte, sentieri disastrati
ai tuoi avvicinamenti.
Di freddi sussulti
si trema al fianco
del tuo spirito
appeso a una gruccia.
Rimetto alla memoria
i margini dell’essere,
nessun fiore odoroso
al di là della porta.
E dormo su ossa di alabastro,
è una buca il declino
ma basta il nero che prevale
a raschiare te dalla pelle.
Nero colmo di sale.
Tu non parli più,
t’ho mandato un ronzio
di farfalla nella testa.
È piccola la salvezza, volevo ringraziarti
per aver acuito la figura del sole,
domani.
non mi viene
in mente nulla
potrei scrivere il vuoto
ma non sarebbe vera poesia
sarebbe un semplice monologo
che leggerei soltanto io
Lo so che tanto, se continuiamo
a parlare del freddo vedremo
sempre e solo i tramonti e i versi
continuerebbero a sbiadire
in me quando vorrei esprimere
quello che dal cuore non esce
impossessato da un desiderio
desiderio infinito
Ti lascerò riposare forse un giorno
ti ritroverò nello stesso posto
dove nell'aria ti ho lasciato
sospesa appesa ad un filo
che slegherò e spero presto
passione mia
lasciandomi travolgere
da te,
dal tuo modo di fare le cose
con naturalezza e
quel pizzico di dolcezza.
Mi hai conquistata con uno sguardo,
con un bacio e mille sorrisi
e con quel caldo abbraccio,
che mi ha donato un nuovo tepore.
Mi hai accolta con il tuo amore,
facendomi ricredere a tante cose.
Quei piccoli gesti premurosi,
quel ridere complici
e l' esserci l' uno per l' altro.
Sei diventato il mio sole,
la mia luna,
le mie lenzuola profumate
di passione.
Ti guardo negli occhi
e sento una carezza.
Ti abbraccio e mi perdo
nell' infinito,
disegnando con i nostri baci,
la poesia più bella.
Uniti nel sentimento,
negli sguardi,
nei sorrisi,
siamo profumo
inebriante d' amore!
Non dire così. Di tempo ce n’è stato.
Ricordi quando tua madre
diceva che mancava ancora un’ora
prima di tuffarsi in mare?
E quando tuo padre
” finché stai sotto questo tetto si fa come dico io”?
Era inchiodato al muro quel tempo
e tic-tac tic-tac ma non passava mai.
Dai non piangere ora
è per tutti così.
Ci si sveglia un mattino
e il tempo, boh
dov’è andato?
Pistilli saccheggiati
ad una coreografia lunare,
il cielo è un regista,
menestrello di pioggia
in frac e poesia.
Oh battito di mare,
scrivania di parole,
il silenzio è vena d’eterno,
vela al centro del mio cuore,
sguardo mietuto d’amore
in un cruciverba d’anime sole.
Ti perdi nel vociare dei colombi,
Sotto l'ombra dei palazzi di pizzo,
Dove l'acqua scorre lambendo i fianchi.
Ti ritrovi il peso della storia,
Passata sulle spalle e richiami alla mente
I fantasmi che camminavano
Per quei luoghi.
Sapore di cipria e maschere sui ponti,
Sono il minuetto veneziano a
Riempire l'aria salmastra penetrante.
Fragile equilibrio di una città sospesa,
Che nel tramonto si trasforma,
In magia...
Avvolge cuore e anima..
Gondole all'orizzonte,
Lentamente lasciano la scia.
in questo mare di pesci lungo la città
In mano rimane distrattamente
un volantino del Tafferuglio
qualcuno ha preso casa all'Agorà
Dimmi che ne è di quel tempo
di quando ognuno rimaneva qui
È sparito a cavallo di un lampo
perché al mondo alla fine ha detto Sì
E se ogni sanpietrino
è una botola segreta sotto i nostri piedi
tu rimanimi vicino
sarà questione di dire che ci credi
Le nuvole intanto si formano sopra di noi
e intorno al polline che non ce'ha fatta
Raccontami di un giorno passato che vuoi
ormai son troppi e stringono la cravatta
In quelle barricate
vuoi vedere che siamo sempre rimasti dentro
Una pozzanghera morta e riempita d'estate
e non arrivano più i suoni dal centro
Qualcuno passa ancora
e forse ce l'ha ancora un briciolo di rabbia
Se ci guardate impantanati alla prora
teniamo in mano un sasso d'argilla
che senza motivo si è fatto sabbia













