Io libero
nell'essere libero
Pensiero e concordanza
Limiti e arroganza
Se io sono e dell'essere ne sottolineo l'esistenza
non puoi allora tu essere e allo stesso modo fare?
Se ciò non avviene
sarà l'io nella sua egoistica dittatura a governare.
Anima sottende nel pensare
e dal pensare è sottesa scrittura
“Arco e freccia sottesi da mano”
Unico e univoco il gesto
Unico e univoco il pensiero
Simbiosi vi leggo
e simbiosi è
Esprimere tale esperienza vuol dire
esprimere anima propria
Improprio al contrario è cercare di sopprimerla
Io passo con l'essere simbiosi
Domani altri passeranno
Dopodomani altri ancora
e così fino all'infinito termine dell'esistenza
Non si lascia traccia nella fisicità
Né orma sulle sponde
Il corso dell'acqua leviga e uniforma
Troverai traccia in foce
nella confluenza dell'unico tutto
che nella sua connotazione diviene assemblea plenaria di pensiero
Vita allora in questa assemblea
senza giudizio
senza pregiudizio
perché a essere trasportato non sono io
e nemmeno tu
Il fiume siamo noi
Milano di giorno
non ha segreti,
e il sole sulla cava di sale
saprà accompagnare
attraverso
un’insciente Brera
Maria domani
all’altare.
Milano di notte
ha più segreti di un guantaio
che muore, che per lei
sarebbe disposto a restare.
Che lo ha visto
sul letto di morte
debole,
ma forte a poetare.
E che domani
lo avrà saputo,
vanerella,
dimenticare
ancor prima che il sole
passi
dalla cava di sale
a Maria dell’altare.
tu sei la notte e il giorno,
tu sei il faro che mi sa guidare,
nel sicuro porto di mare,
tu sei la mia onda e io, come il mare,
non ti lascio andare.
Tu sei il sole che scalda
e l’aria che rinfresca,
l'ombra d’estate e il caldo focolare
nelle giornate innevate.
A te donna della mia vita,
questo pensiero voglio dedicare,
perché tutto questo
non ci debba mai abbandonare.
spiegami questo tempo,
Tu che leggi,
raccontami
il suo scorrere lento.
Dimmi del cielo,
urlami di albe
e tramonti,
ma taci! della notte
e del suo velo.
Passi veloci
e sguardo basso,
ombre allungate
e polvere sotto i piedi.
Voglio il mare
prati verdi
monti da scalare
e spazi infiniti
per volare.
Se di queste cose sai,
raccontami!Tu che leggi.
Mi sussurravi le parole
che un padre dice a un figlio
mentre percorrevi stanco
quell’ultimo miglio.
Non so se il tuo sia stato
scappare o partire,
non credo ci sia un modo
giusto per morire.
Mentre guardo i miei bambini
ridere, e fare improbabili capriole
con la brezza sul viso
mi pare di sentire quelle parole.
Se vuoi replicare alle stelle
Ti va di salire su un'altalena
Se vuoi ridurre il tuo corpo a un magnete
Ti va di essere due bicchieri di vino
e recupera di marzo il crescere mimosa”.
Dio che incipit! Di gufo che sfida una mosca
su piste del molo a Sud Est.
Starò più attento: sarò radente indossando una gazza
Che spari su fiori e gerani o zampilli lavanda.
Qui c’è qualcuno che fa sul serio,
a nessuno importa se chela molliche e non l’oro o l’argento,
ma è qui di nervo possente che osserva che studia una via
che giunga al più presto alla larva caduta dal giglio.
E si lecca degusta il leopardo la vena del collo.
aspettando il momento, ma non è questo il migliore
che già uno spirito giace di donna
e profuma più dolce (nel biancospino). Ed io gusto,
degusto il buon cuore m’inchino al suo spirito,
al cielo che chiude in un bianco un amore profuso
che insegue farfalle le strazia nel gusto.
sarebbe del ciglio una chiara visione.-
E ci sono le malve perdinci! stia attento ai suoi ritmi,
si faccia una trippa del cuore che batte assai meglio
se scorre pulsando di iodio in un tratto di luna.
vi aspetta una dolce signora, affacciatevi su!
un tentacolo alla volta che sgombro uno scoglio
di pizza, piumaggi e battaglie notturne di amanti.
e un cormorano nel mezzo del porto seduto
a disagio che scuote le ali per dirla in silenzio
la monta del cuore che sballa la mente.
Sentori di luce
nel sogno a occhi aperti
un cielo fatto di stelle passate
cala il sipario.
Esso ti mostra gli anni addietro
che come fotografie
scorrono
uno dopo l’altro
non celando nulla.
Ogni minimo dettaglio
è apoteosi
vedendo che il tempo, là
non si è fermato.
D’intensi profumi e piacevole tatto
è fatto il ricordo
e un pizzico di magia
tiene aperta quella porta del cielo
dove veglia il passato
e ti promette
che non dimenticherai mai.
tre matite nel viale che s'agitano, nulla...
Tutto fermo!
Sposto la tenda e una brezza tiepida placa i pensieri.
Ho memoria di ieri
delle ginestre irrorate di miele
delle nuvole sfilacciate e disperse in libertà.
Ho memoria delle linee ondulate e
variegate dei campi
dell'incanto dei germogli nei mandorli in fiore
dei passi nascosti negli arbusti bianchi rosa magenta.
E mi rifugio tra le bordure
dove leggiadre farfalle si disperdono
dove s'accende la bellezza malinconica dei ranuncoli e
cento occhi di forsizie giallo oro tracciano il fiume.
Tra le foglie d'acero
canta la Primavera e il verso scende alle radici.
Anime taciturne passano.
Scucimi l’anima
su un letto d’aurore,
palpito di scarabocchio astrale
fra gli apostrofi del cuore.
Spiccioli d’iris nevicano
sul petto del cosmo,
le nuvole son vele,
quaderni di stelle
in un naufragio d’amor.
Estuari sensoriali
di lacrime infuocate,
violino di mare sulle anche,
l’orizzonte è una porta chiusa,
campo di grano scucito,
il mio respiro senza te:
son anima di cristallo
nei vuoti inverni della sera.
solo il puzzo d’uno scappamento,
quattr’assi d’abete bullonato
e un prete distratto ed emaciato.
Non so chi sei, né t’ho visto mai,
ma è un caso che m’intenerisce
pensando alla vita che tradisce.
Dislochi quel tutto ch’è mancato,
la poca stima fin da giovinezza,
la bizzarra stranezza delle vie,
le cadute o l’onore meritato,
il peccato di chi t’ha poco amato.
Mi coinvolge, quasi fossi affine,
l’orizzonte futuro di speranza,
il dubitar continuo dei miei sogni
i bisogni della tua vicenda.
Non farai memoria d’ingiustizie,
i tuoi progetti porterai nel cuore
fidando in dovizie di splendore
con innocenti mani di preghiera.
Non subirai processi dal Buon Dio,
è l’auspicio che ti faccio io,
ti precederà Colui che ci governa
per compensarti con la vita eterna.
coltivando la notte
con i passi più incerti
e spargendo sementi
o contando i minuti
noi, si resti in silenzio
rileggendoci versi
appoggiati alle ciglia
senza farci carezze
ma soltanto in attesa
respirandoci dentro
sui velluti di pelle
coi capelli fluenti
che di umidi intrecci
siano brividi intatti
e soltanto un diaframma
con i cuori appoggiati al costato
- siano impatto -
che racconta l’impulso
dolcemente violento e s’arrende
lievemente leggero al tuo seno
- Tu, raccontami tutto di Te
quando l’Amore è abbraccio d’Eterno -
Come faccio a scrivere dell’amore?
Quali parole usare per descrivere la vita dei miei occhi quando ti guardano?
Come posso spiegare
con parole esistenti
cosa succede al mio cuore e alla mia anima quanto ti vedo o penso a te?
Scrivere che sorridono non sarebbe sufficiente,
scrivere che il buio si illumina e che le mie paure scompaiono non basterebbe,
scrivere che divento invincibile
come un’onda che si infrange sugli scogli
incessante
non gli renderebbe comunque giustizia.
Come posso spiegare con parole esistenti
Che il profumo della tua pelle mi riempie
tra le costole
di una pioggia di sole
purificandomi.
Come faccio a scrivere dell’amore con parole conosciute
quando l’amore è sconosciuto fino a che non lo provi,
fino a che non ti si presenta
“ piacere sono l’amore pensavi di conoscermi, pensavi che fossi quello di prima e invece “…
ogni volta è diverso
e per ognuno è diverso.
Come è possibile scrivere dell’amore
Quando è lui stesso che ti divora da dentro
Ti umilia
Ti consuma
Ti usa
Ti uccide.
Come è possibile scrivere dell’amore
Quando è lui stesso che ti esalta
ti nutre e ti sfama
ti ricostruisce
ti dona una nuova vita?
Non potendo scrivere dell’amore
lascerò che l’amore
scriva di me
usando la linfa delle mie emozioni come inchiostro
i miei giorni come fogli
e il mio sorriso come calligrafia.









