Ci pensi mai alle poesie che mi lasciavi sull'uscio
e al fiore profumato ogni sera diverso?
Amore mio, il mio cuore è da salvare.
È da bendare
per poi chiuderlo con un nodo d'amore...
Insegnami ad amarci ancora.
Abbattiamo questi muri!
Saltiamo gli ostacoli,
basta un salto,
un solo salto e via!
Fammi sentire la tua passione.
Suvvia!
Diamoci un motivo per restare.
Oh, i ricordi dei baci che mi hai dato!
Tu te li ricordi?
E gli abbracci nascosti,
Tu te li ricordi?
E il manto stellato che ci faceva compagnia
nell'oscurità e nel silenzio.
Te lo ricordi?
La nostra ingenuità e la nostra malizia mescolate insieme...
Dimmi che non hai rimosso ogni ricordo.
Insegnami ad amarci ancora.
Mi basta una piccola coccola e il tuo parlar gentile
per sapere che niente finisce mai!
compagni di viaggio.
Ci siamo sempre sostenuti.
Anni passati ad aspettarti
sentendoti addosso,
anche se lontano.
I racconti della tua vita
di tutti i giorni,
mi hanno fatto vivere
le tue passioni.
L'amore per la natura
con i suoi splendidi colori,
il pianoforte che ti fa emozionare tanto.
Quando il cielo ti concede a me
mi sento parte di te,
non soltanto l'idea del tuo amore.
Due anime strette,strette,
in un abbraccio infinito.
Tutto intorno non esiste
mi basta guardarti negli occhi e
sentire le tue mani tra le mie.
sono aria
infrango i limiti del pensiero
istante che prevale sul ciglio di un burrone
volo via dominando le mie paure
e poi
incondizionato e implacabile alito di anima libera
trascinato da un refolo un pò di quà e un pò di là
il certo è incerto se si cristallizzano le idee
e quindi bam!!!
il nulla materializzato prende forme auto ideate
la paura prevale sull'essere e crea degli spigoli
che incespicano la via.....
come l'acqua pura che sgorga dal monte più alto
oltrepassa ogni cosa e s'afferma con la sua trasparenza
l'osservar la maestosità è privilegio
e dono divino di colei che ci ospita e ci dà vita
cibo per lo spirito
luce delle ere
infondo, accumulo, esalo
guidato da codesta danza il ballo primordiale
è rè dei ritmi.
Disimparo per imparare
sbaglio per capire
ma poi......
tutto torna e il refolo incessante
trascinatore di sogni e emozioni
si placherà un istante permettendoti
di ripartire con lui.
Filugello di seta che avvolgi la vita,
Così trasparente e tenace,
Non molli la presa.
Sostenuta da coraggio e lacrime nere,
Non ti rompi neppure
Sotto al dolore più cupo,
E continui sotto il peso il tuo cammino.
Madre dentro e fuori,
Copri con la mano altri cuori,
Grida straziano l'animo tuo perlaceo
Ma non scalfiranno.
E tu, dritta sotto un sole che acceca,
Sposterai sulla strada i sassi
Veleggiando il tuo passo.
Nuda e fragile,
Sarai ...luce.
Avrò
una statua di basalto
con occhi neri e infossati,
buoni, pacifici, preagricoli,
che mi rappresenteranno
per come sono stato
dal primo giorno
di vita.
L’uomo
non lo sa
che dove nascono
i concetti peggiori di un’epoca
collassano quelli migliori di un’altra.
Era meglio prima, quando la vita
non passava dalla morte,
quando la verità
era evasione
e quando
le confessioni di oggi
erano gli attimi belli di ieri.
Vorrei fuggir via per sempre
e non ritornare mai più
agli inutili sfarzi
di questo
mondo,
se non
sotto
mentite spoglie:
con la forma sinuosa
di un poeticissimo
e malinconico
ricordo.
Te devo tutto e te vojo ripagà,
m’hai sarvato, stavo a morì dentro
m’hai fatto ‘n artra vorta assaporà
d’esse vivo, sempre all’epicentro!
Poi fa de me, si voi, puro ‘no scempio,
come che fai è tutto ben accetto,
puro ar buio der tu santo tempio
me poi scannà come a un capretto.
Prennete tutto ormai te appartiene,
core e ragione so a tua disposizione,
prennete tutto quer che te conviene
specie ‘a roba ind’er pantalone….
E dal finestrino oltre la nebbia
a ovest il marciapiede, pochi passi
per il bacio di benvenuto, poi di corsa
verso il congresso dei sensi, al relatore
un applauso d’incoraggiamento. E l’amore
in quella canzone che vorrei risentire, più mossa,
un giorno davanti a un altare di sassi
e fiori. Con il mare a bagnare la striscia di sabbia.
Ci guarderemo negli occhi
e il mare applaudirà
il coraggio
saremo mani e i corpi
arabeschi
il violino a corredo del sogno
pizzo e incanto
d'un giorno senza pioggia.
nel volere si specchia
fingendosi Regno
Tra egocentriche grida
di luna si cela
nei suoi desideri
se ne accarezzano i toni
il sorriso del Vento
le nasconde ogni eco
Tra i platani
il calice non trema
se di miele ne culla il biancore
e di uno strano bagliore
si nutre il Creato
nell'arancio
che rasserena credenze
Scendono carezze
nei paralleli di ieri
ora che di miti risorge
il tuo Astro segreto !
“Ciao…” – chi sei?-
“Ho freddo” – Anch’ io –
“Hai fretta?” – Un po’-
“C’è chi mi chiama Dio…”
- Smettila, non prendermi in
giro... dacci un taglio –
“Come sta lei, era la tua
vita o sbaglio…”
-Non sbagli... perché non sei
venuto quando ti ho pregato? –
“ La fede… eri
solo disperato!”
-La fede!?-“ Avevi la ragazza che
volevi, o era forse quella sbagliata…”
-Già... mi sento solo, niente auto che
almeno mi abbandoni sulla carreggiata-
“ Ti allevio l’angoscia: vieni con me, e
sentirai quel nodo che piano si allenta”
L’orecchio abbassa il silenzio
assordante della radio spenta…

Divampa il silenzio nel mio cuor ferito
mentre coltivo attese
nel mutar delle stagioni.
Se solo potessi liberarmi
dall’acredine di questa solitudine,
se solo potessi, se solo...
Inutile dirti che mi manchi,
tutti i giorni vengo a cercarti,
l’unico mio desiderio è riabbracciarti.
Non so se sei una donna o una strega,
ma ovunque tu sia,
sarai per sempre mia...
Voi
muti
disertori
di terre inaridite
colpevoli del gelo sofferto
Voi, che per primi tirate indietro le mani
scarne di ciò che andate lamentando e cariche d’indifferenza
Ditemi, ora: - Qual è la differenza tra narcisismo e/o smania di sopravvivenza?
- Apparente appariscenza! Ohhh… questa scienza giammai occulta ma esilarante effervescenza -
Voi
che immobili
piangete disattenzione
ma
sapete
che la morte
sarà l’ultimo sacrificio?
“Morire, dormire. Dormire, forse sognare.”
(William Shakespeare)
Fin
che puoi,
sogna forte.
Pensa ai pensieri
privi di traiettoria,
così immateriali
ed elementari
da non aver
colore,
e
mi
troverai
al giro di boa
dell’ultima onda
che aspetto il buio,
vicino alla somma
delle percezioni.
Ti mostrerò
la causa
ultima
della
materia,
il crocevia
dove il sonno
si fa profondo
e il contenuto
è manifesto.
Decidi tu,
se vorrai
imboccare
il breve percorso
che porterà al cibo,
o il cammino impervio
dell’immaginazione,
della casualità.
Non esiste
oggetto
che perduri
alla spazialità
di un simbolo,
né un occhio
del tutto
cieco:
ci sono
tanti disegni
quante possibili
variazioni di forma,
ma una sola latente
visione d’insieme.
È insufficiente
la vita,
per chi
aspetta
la notte
per farsi guidare
dall’ammaliante
rumore di fondo
della solitudine.
“È rimasto immobile per 24 ore prima di morire e non rispondeva più a nessuna sollecitazione... era molto lontano ormai. I suoi ultimi respiri erano così meravigliosi e liberi che non c'era spazio nel mio cuore per la tristezza. Un quarto d'ora dopo la sua morte, con un boato spaventoso, un fulmine a ciel sereno ha lacerato per tutta la sua lunghezza uno dei pioppi del giardino.”
(Gret Jung)












