dolce frutto del mio presente,
sei il solo pensiero che oggi
si ripete continuamente;
non sono io che ti penso
ma sei tu che mi vieni in mente.
Paky! Mi senti? Sei forse stanca?
Ci credo sai, è da mesi che cammini
nei miei pensieri a ritmo di danza,
giorno e notte, mattina e sera
e il mio cuore si dispera!
Ma come faccio a riposare
se ho una Donna fantastica
a cui pensare?
Il vento che senti soffiare
è il mio disperato pensiero
che cerca di entrare.
Quel brivido che spesso senti
è il mio bacio che ti vuole
e aspira a lambire il tuo dolce cuore.

Più di cent’anni son passati
dall’epica scommessa di Muggiani;
e ancor brillante stai,
stella coperta d’oro tra le stelle
che sfolgoranti fanno da corona
al nero ed all'azzurro.
Quanti campioni han vestito i tuoi colori
e non c’è spazio per citarli tutti:
dal Meazza Peppin al buon Giacinto
che sorride dai pascoli del cielo,
da Picchi, capitan senza paura,
al fenomeno Ronaldo senza eguali,
all'eterno Javier, hombre vertical,
uomo ed atleta diritto come un fuso.
Pazienza noi tifosi abbiamo avuto,
scherniti e poi derisi,
ma la B mai abbiamo conosciuto
come invece altre squadre blasonate
che sparano sentenze
sul niente, è dimostrato.
Internazionale, che bel nome…
richiama fratellanza, odio al razzismo;
troppi stranieri? che importa:
il mondo è ormai globale,
e per altri cent’anni tiferemo.
Ed i nostri colori, nero e azzurro,
saranno sempre là
in cielo, tra le stelle!
Alba nebbiosa
rende il suo trasparente bianco
Corro sbiadita
Divorando l'universo
Compagno della mia assenza d'esistere
Nell'angustia sensazionista di tutti i miei giorni irrequieti
Schiava di tutta la polvere di tutti i venti
Sulla vetta delle montagne
Incapace di respirare
Mi ostino a cantare con voce divina tra le rovine
Ed è questo per me l'inquietudine
Un improvviso dalla immediata e mancata visione di ogni domani
Indossando l'anima al rovescio tutti i ricordi sono lo stesso ricordo
Ogni cosa che fu è la stessa morte del farmi pacco
Di me!
Gettarmi dalla vetta di un fiume di parole che naturalmente si distaccano dall'essere me.
Voglio solo godere del riposo nelle gare dell'anima
Restando
E morendo, meno
Di un silenzio che più si acuisce meditativo
Come se fosse lo spazio,
Io stessa lo spazio di un formidabile tempo altrove di una vita.
Il mio sguardo è arrivato là,
fin dove finisce il cielo,
dove gli occhi miei hanno incontrato i tuoi,
perdendovisi dentro,
perché vi hanno visto l'universo intero.
Dal momento in cui ho scoperta,
dell'anima tua, la purezza,
il mio amore si è fermato nel tuo cuore.
Guardando nella stessa direzione
e vivendo insieme, sotto questo mirabile cielo,
la mia vita e la tua vita,
hanno riacquistato il senso perso.
Sotto il soffio del vento senza tempo,
Arriveremo alla meta.
Senza paure, sospinti come vele,
Come giunche sul mare.
E nulla strappera' questo nostro incedere,
Nulla scalfira' il nostro passo inesorabile.
Accompagnerà le anime strane,
La voce del tuono,
Sosterrà il cammino la folgore,
Posera', sopra il nostro capo la mano incerta del sole
E vegliera' la luna sorella.
Pioggia come cascata sulla pelle
Toglierà' il sonno e il dolore
Ed allora sarà luce..
Sarà pace...sara' unione.
impastato corpo di sirena che ammalia
acerbo sventurato re dell'ozio
alito sapere diversamente appreso
di colui che sa senza ricorrere a dottrine improprie
incolto arbusto con radici di quercia secolare
gioco da bambini con patente nautica
navigo emerso da nubi insostanziali
e evito al meglio gli ostacoli
d'imbarazzo volgare per altre corti
dissemino vocaboli ovunque
e semi d'aria
in posti impermeabilizzati da sperma di mastro burattinaio
certo di aver masse e cecità stabile
ma no.......
non sarà cosi
mi sbellico pensante
in coloro che inanimi controllano catrame
tutto risorge e comprende.....
tutto è libero e senza catene
ahahah
di più non oso.......
staremo a vedere......
ahahah

Erano carte e inchiostri
mesi strappati al calendario
quei messaggi in serie
-cosa farai di me
del mio covo di nervi
delirio inappagabile
-Strega perenne
preparami altre pozioni
di mandragora
che la vista raddoppi
quando passi tu
perfino il tuo nome
tanto piccolo
diventi un suono da salire;
la tromba delle scale
fino al terrazzo dei fiori inebrianti
Lì sparisce il mondo
gelosamente mi ripari
stringendomi la vita
in un seme letargico
tutto un inverno,
tutto può cambiare
Dal tuo respiro nasco
mattino di un convolvolo
Alzo i finestrini, è finita anche questa
notte … e mi sento quasi vile,
tolgo le chiavi dal quadro e non
riesco nemmeno ad alzarmi dal sedile.
Credo che la faccia distrutta,
a pezzi che vedo nel vetro
è solo uno dei tanti fantasmi
che vorrei lasciarmi dietro.
E se non cattura più il mio sguardo
la cassetta della posta
non è per come mi sento, ma
per quanto mi costa
pensare di dirti come stanno davvero le cose
-prima dovrei centrare però la serratura-
… che non riesco a guardarti in viso,
che adesso sto male e ho quasi paura.
Non delle sue lettere, poco
mi importa che arrivino o meno
ma di rendermi conto che per me
sei quel tanto nominato ultimo treno,
davanti a questi occhi, ora piccoli piccoli, che si
liberano in qualche modo delle lenti a contatto
e davanti alle scuse che mi devo per
quello che senza usare il buon senso ho fatto.
Guidando come un folle perché sono
in balia di te che mi hai appena congedato
da un’interminabile sera trascorsa a bere
pensando ad altro … ma non mi ha aiutato.
Io, l’ amico che non c’è bisogno di dirlo, che
mi vuoi bene anche se sono solo con questo caffè
… e tu, che è difficile dire che mi raggeli
i polsi, che mi sto innamorando di te.
Chissà quante notti verranno ancora, e quanto
mi potrai bastare, e i respiri interrotti.
Ora che si è chiuso il sipario su questa
notte, e chissà su quante altre notti.

Quelle lacrime innocenti , che fanno rumore dove batte il cuore , un corpo indifeso piccchiato dalla violenza. Uomo ti senti vivo mentre le fai del male e spegni il suo sorriso? Mentre le fai del male spegni il suo sorriso, ucci di a pugni chi ti ha tanto amato? Le tue mani prive di amore m ma ricche di odio , odia la tua vita perche' non sai amare..... Coltiva, annaffia quel giardino, la tua casa dove la tua donna, ama e illumina la tua presenza perchè anche tu sei nato da una donna.
Sei nato anche tu da una donna, quindi amala e rispettala non abusare del suo corpo , non violentarla rispettala perchè ha bisogno solo del tuo amore . La donna va onorata non solo l' otto marzo , ma ogni giorno : Siamo madri ci dedichiamo alla famiglia a chi ci da felicità dateci solo amore e non dolore.
Auguri e mimose
che come le rose
infondono gioia,
donate allegria
e luce e armonia,
voi siete il giardino
dell’Eden più bello,
voi siete il castello
che svetta nel cielo,
un grazie dal cuore
e da questo mio verso
alle stelle che brillano
nell’universo.
Lo sappiamo- Antonia- che siamo imperfetti
e incompleti, maglie della stessa scucitura,
nelle voci vene di ruggini e ombre negli occhi
in prossimità della notte, fratti di un intero,
scaglie di sassi levigati dalle acque.
E nuclei di un identico suono, scala
armonica di note terrene, poi l’isola
che c’è, tra le faglie dell’oggi, spartiacque
del nostro senso del tempo, quasi vero
in ogni ondeggiamento: li sentiamo i fiocchi
di parole nella pelle, recitati con la misura
di attori shakespeariani alle prese coi dialetti.
noi chi fummo
o mia turba e furba focaia d'anim inquieti
tremo si d'ora e avanti
fremo coi miei rimpianti
e tu che occhieggi con tal altri
o noi si poveri e dentro amanti
riservo il mio sentore pei bei paesaggi
e taluni mi rincuoran
fermati ad ammirar si nobil raggi
sfuggenti geometrie senza scoraggi
che si è ver
che più bel dea natura
son miraggi........

Ho vissuto notti vestito di buio
a scrivere i sogni più belli,
parole pregne d’amore,
silenziosi segreti del mio cuore.
Quanta verità c’era in ogni ti amo,
ricordi nati in questa stanza,
dove non c’erano posti per nascondere le bugie,
sotto le lenzuola bianche del nostro letto.
La tristezza l’avevamo bandita,
bastavano profondi respiri per farci vivere felici
e scongiurare le lacrime,
di noi due giovani amanti.
La notte ci aveva donato un figlio,
l’allattasti come un tenero germoglio,
non era il frutto d’una illusione,
ma la più logica conclusione.
Il futuro ci aveva illuminato come un faro,
l’età camminava tenendoci per mano
approdammo alla vecchiaia come un porto sicuro,
sempre con te cara amica notte.












