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Vento in ogni direzione,
nessun riparo in questa condizione.
Vita malsana e colma di delusioni,
vento ovunque, dentro e fuori.

Amor tradito, amor lontano
che si nutre di infelice confusione
nei frammenti di parole sparse nel vento...
Giace al mio fianco desiderio e tormento.

Paure e silenzi che ritornano in mente;
un presente ingannevole e deprimente,
un passato troppo presente,
un futuro inesistente.

Nel crepuscolo del silenzio
vedo la mia anima volar lontana
mentre aspetto che il vento
riporti il sereno in cielo aperto.

Tu che hai reso all’amor quel giusto dolore,
fin quando è possibile
far funzionare la testa nel cuore
e tenere a bada il malumore?
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Forma soave e naturalmente bella,  trama di donna, di ninfa dei boschi e foreste

Rugiada del mattino, Neutra ma complessa nel suo essere e esistere

Fugace fata dai mille misteri, Provocatrice di gioie e dispiaceri

In ella è raggiante e affermata la sua posizione, Conduce senza condurre la situazione…….

Occhi turchesi e biondo il pelo, postura graziosa di eccellente fare, Donne così son più rare che vere…….

Colei che ha impresso in se stessa la vera bellezza, Non usa artifizi per porsi in altare

Di suo è naturale e genuino l’andamento

Il sorriso d’avorio e diamante, la pelle come un frutto appena colto, Il suo odore come di campo fiorito…..

Nel seno, spirito di donna madre ,ma desideroso di carezze e dolci baci

Nella sua virilità passiva in apparenza si celano desideri e ambizioni

Solo pochi leggono le sue vere emozioni, non perché le nasconda

Ma perché appartengono solo al suo cuore

E per entrarci bisogna essere puri altrettanto, in colei che di bellezza non ne fa ne pregio ne vanto……

Io mi diverto e ne sono attratto, il contemplarne le forme

Osservarle negli occhi, in quei rari istanti passeggeri…..

Provo ammirazione e devozione innata per la bellezza delle cose e le donne davvero mi fanno pensare……..

Non ho intenzione di fissarmi in una di loro, voglio viverle amarle e lasciarle andare

Il bello si rovina col possedere maschile…….

E un giorno la ninfa dea dei boschi inciamperà sulla mia strada

E se per magia da me si farà amare, saprò trattarla, le porgerò il mio cuore

Fusione alchemica tra sole e luna sarà, spirito di fuoco e anima di farfalla

Nello spazio in più vi sarà un'altra stella, come in ricordo di superiore unione

E poi ognuno andrà per la sua direzione, libero e senza rimpianti, codeste emozioni sono da infanti

La libertà conta davvero, senza di essa è tutta finzione

Un usignolo in gabbia ha un altro cantare, tutto deve fluire e andar per la sua strada

Se si ferma è per sua scelta, non per imposizione fatta.

Ciao ninfa dei boschi, sono qua e ti aspetto, non temere da me avrai amore e rispetto.

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Profilo Autore: luposolitario  

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Regalami la copertina di una rivista

senza nome o la bottiglietta vuota

raccolta per strada, il cartone

da bivacco di un clochard, il termosifone

rotto della scuola di fronte casa.

Oppure regalami solo frasi d’amore,

occhi innamorati come stamani all’alba,

respiri addolciti dal senso di fiaba

di ogni nebbia e la percezione del tuo odore.

O magari un giorno della tua vita, la rosa

sbocciata nel tuo giardino, l’aquilone

con cui giocavi da bambina, l’alone

dei baci sulla pelle, il giro giusto della ruota

del divenire o solo il tuo nucleo d’artista.



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Profilo Autore: mybackpages  

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Faccio teatro nella mia vita
di presenze

e ora anche d'assenze.


Sepolto un desiderio :
l'azzurro.
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Profilo Autore: Frida  

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Era l' ultimo giorno di Carnevale, proprio lì sotto la pioggia un uomo ed una donna si sono ritrovati.

A loro non importa se piove, sono lì a scambiare il loro amore sono felice e le loro bocche si uniscono in un bacio appassionato.

Quanta dolcezza , in quella giornata uggiosa i loro cuori sono gioiosi.

Il loro amore , è un coriandolo colorato di estasi e la loro passione è una stella filante in una giornata di festa .

Sono ancora insieme dopo tanti anni, felici e innamorati come il primo giorno in cui si sono incontrati.

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Profilo Autore: Anna  

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Tra le cicatrici che invadono l’impossibile

tra le membra che ricordano

le ferite non ancora appassite

per le quali il rancore

si spinge verso l’indimenticabile

il cerchio di ciò che è stato

ancora risuona inesorabile dallo spirito

ma soave quando di esso

ritorna solo quello che fa sorridere.

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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Fortuna ...

aiuti gli audaci

bendata non ci vedi

o premurosa t'avvedi

... dei bisognosi?



Indigenti

di testa o di fatto

- e speranza

che croce non esca -



chè non è dato sapere

tra 'l disagiato sorriso

e grugno, il facoltoso

- pari patta non finisca -


dove ... risieda il peggio!

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Volevo rubarti ai giorni persi

e agli sguardi lontani,
conoscere i tuoi percorsi per camminare sui tuoi passi,
specchiarmi in te e vivere dei tuoi peccati.
Animar un’anima che nuda disegna nuovi destini…
Una seminatrice di vite gemelle,
bambini che si nutron del sapere delle stelle,
su d’un pianeta senza confini.
Dove dorme l’aquila non vive un cigno,
seppur depongan ambedue un uovo in un nido,
sfuggon all’occhio del serpente,
infausto cacciatore, dispensatore di morte.
Costretto son a rinascere milioni di volte,
fin quando non sarò riuscito a guarir dalla tua mortal ferita
inferta da una tua spina al mio cuore,
rosso come petalo di rosa, macchiato di sangue.

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Profilo Autore: Horion Enky  

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Il declino del monte
Si fa più duro sotto i raggi di luce,
Acceca e distoglie.
Nugolo di pensieri ci accompagnano,
Senza mai fermarsi, visibilio di colori,
Ti ricamano la pelle, sotto vestiti di foglie.
Nuvole passeggere salutano correndo.
E tu, ti ritrovi nuda dentro e fuori,
Le tue mani come fiori sbocciati,
Come conchiglia e perla nascosta,
Incapace di coprire le tue corde esposte,
Sotto quel scintillio di verità,
Sotto piccole cavità dove
Acqua pura scorre,
Vibra il respiro e si riempie
Come lago l'anima
Inerme e svestita.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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al crepuscolo, si avvertono piccoli brusii

tante anime cercano riparo e conforto

per l'incombenza solenne della notte......

io mi ci sento in agio....

mi lascio avvolgere da lei senza temerla......

ovvio non ne sono insensibile

i sensi ricettori

si accendono al minimo scricchiolio inopportuno....

ma mi piace anche per questo.....

arcaiche storie risuonano nelle mie remote memorie.....

micro visioni e spiragli emotivi non lasciano dubbi

non credo sia solo il facile auto condizionamento

al quale tutti partecipano più o meno consapevoli......

percepisco qualcosa di più.....

di esserci stato.......

tra scorribande vichinghe, in tribù indiane a fare la danza del fuoco e della pioggia......

nei monasteri shaolin o in meditazioni taoiste......

certo avrò fatto o partecipato anche a robe estremamente noiose e riprovevoli

ma a quelle penso meno e certo non nella notte

osservando la luna e immaginando galassie che potrei aver visitato

o che vorrei visitare......

la notte.......

madrina del sonno e del sogno

tempio di magia e suggestione

creatrice di ululati e ombre sinistre.......

che compenetra si espande, che vive.......

pronta a morire sacrificata al primo bagliore diurno.......

e indenne risorgere al nuovo crepuscolo......

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Profilo Autore: luposolitario  

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Il coro è pronto. Voci in bozzolo prenderanno fiato

C’è la città, le creme da spalmare sul corpo infetto

un aereo morbido come la carezza di una massaggiatrice

Bisogna scendere percorrendo sentieri di dialettica campale

Ripassarsi Waterloo vale la pena

L’amministratore è cosa seria sapete?

Non è come scalzare dio da uno scranno di nuvole Angeli fanno da solisti

 avvezzi alle scomuniche, ai lampeggi delle spade, agli acuti nelle corali

Così pure gli avvocati.

La seduta è aperta alle sei, un noi globale fa da guardia

Inneggia alla rivolta una giovane diavolessa, cresciuta nella testa di un magistrato

Beethoven ha denti avvelenati dal rancore, un tubo di acciaio appare all’improvviso portando il suono rauco dell’ ossido di carbonio

Così le bollette d’acqua riprendono fiato e bussano perché hanno sete di luce bianca

Non comincerà mai se la bacchetta non s’accorda col silenzio di una quasar

E tra una galassia e l’altra si sa che gocciola il vantaggio di chi comanda

Astio che sale dalla polvere

Io non so nemmeno come ripararmi dai chiodi liberi dal legno

Si fa un conto di poteri ci sarà un saldo è chiaro, tra le sedie

L’alba di domani avrà capitoli di spesa in urlo millesimale

Quanto costa un capoverso? Le fatture allibiscono

si affaccia inutilmente l’universale

Nemmeno una maxwelliana è sufficiente

Domina un diverbio scritto in tribunale

Ora è un leone che cavalca gli spartiti, si tirano avanti le verande dell’ultimo ventennio

Brucia come la ferita al culo il ritmo delle accuse

Si, non sono cicale queste, piuttosto falchi partono in picchiata

Scostando neon s’intravvede il volto di Caino o almeno un surrogato in capitoli

Che si sono persi, fiumi che hanno preso a viaggiare nelle banche

Doline pari alla malevolenza

Un ufficio postale si affaccia all’uscio

Porta di peso un suo frammento natalizio, nessuno l’ha cantato

nemmeno nelle resurrezioni neanche a ferragosto e sono scrosciati gli autunni

Con gli abiti di Hallowen che non si ripiegavano perché non capivano il timbro di allegria

Poi si è capito che tutto era stato scritto da un musicista sordo

Uno che era vissuto adattando bacchette magiche ad un caseggiato muto

E queste risuonavano a festa come a Pasqua le grancasse nelle campane

Tutto sommato sarebbe stato meglio ripassarsi Rivoli

nel frattempo che si pregustava la vittoria e la gioia

 p.s. In fondo è ciò che avrebbe scritto il segretario dell’assemblea condominiale se fosse stato attento alle aritmie, alle dissonanze, alle discordanze, alle particolarità che contraddistinguono le faccende umane e dunque non si fosse distratto.

 

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Profilo Autore: fintipa2  

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Calcolato a spanne, con la misura

imperfetta del cuore – sarà il fiato

che mi manca o il precipizio alle spalle-

ma il terreno resta impervio, salite

verso l’intero e discese al cospetto

della frazione di numeri random, sul letto

gelato dell’inverno. E il meteorite

in picchiata sulla terra tra le falle

della stratosfera, è già stato

individuato, quel giorno che la misura

 

 

del tempo era sospesa. E’ tutto una contesa:

il diaframma dell’amore, lo spessore

dei vasi sanguigni, il flusso del plasma

nel corpo isolato dai virus. E il giro di vite

sulle emozioni nell’istante che ferma la creazione,

il vuoto che cresce sino alla profanazione

del tempio della pietà. Col fantasma

dell’aorta in giro per caso, tra l’afrore

dei sensi e quel grembo in dolce attesa.

 

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Profilo Autore: mybackpages  

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[Nelle frange del mio “ero” t'aiutarono a spegnerti

e all'orecchio più non giungesti

ma quelle mani a strattonarti

a possederti il mio amore

sono ancora sporche]

-Sono pallida e scura di cuore-

Toglimi da dosso di te

delle tue frasi in stalattiti

conficcate in sede di mia genetica

che sudano gocce di madre

ma tu non le vedi nè le senti

e c'è un perché

lungo come i fili che mi muovevano

i tuoi

e le tue mani mai parlarono d'amore alle ciocche

quelle mie

che fui tua

ed ora danzano colombe senz'ali.

Solo.






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Profilo Autore: Aita Carla  

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Viviamo credendo di essere i migliori, con la convinzione di aver raggiunto la perfezione.

L' arroganza e la presunzione , sono i sentimenti che ritrovo in tante persone.

Ti giudicano per come ti vesti, analizzano i tuoi gesti e ti giudicano senza sapere .

Ti ritrovi a zizzagare, tra menti elaborate e altolocate.

Quante volte ho imparato, che prima di giudicare o dare un' etichetta occorre riflettere.

Le persone umili vanno rispettate, non isolate e prima di giudicare pensiamo al nostro comportamento, esaminiamo il nostro atteggiamento.
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Profilo Autore: Anna  

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Core mio, si sulo te putesse piglià 'mbraccia,
t'asciuttasse tutte 'e llacreme d''a faccia.
Staje annascuso, 'nun te veco quanno chiagne,
pecchè suoffre 'nsilenzio e 'nun te lagne.

Si te faje cunnulià comme a 'na criaturella,
fra 'e ninne nanne te canto 'a ninna chiù bella.
Tiene pudore quanno pruove n'emozione,
picciò 'nun ghiesce 'a pietto bello e bbuono.

Che pozzo fa pe te, appassiunato core mjo.
Vuò ca 'nvoco Gesù Cristo o parlo a Ddio?
Dimmello chello c'aggia fa e j' pe tte 'o ffaccio,
ma permietteme però 'e te piglià 'mbraccia.

Accussì te porto tuorno tuorno 'mprucessione,
speranno 'e truvà ammore e cumpassione.
'Nun me criticà si te vaco prianno a tutte ll'ore.
J' sulamente chesto saccio fà: parlo c'ô core!
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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