sventolar bandiere,
quasi ragazzi partire per la guerra,
giovani spose rimanere sole,
con pochi stracci ad aspettar la morte,
le mani chiuse a pugno,
lo sguardo a terra privo di coraggio.
Immagini impresse...
trovate nei cassetti dei racconti
dei vecchi del paese, dei miei antenati,
della mia famiglia.
Ricordo quei racconti accanto al fuoco
fatti di fame, di uomini stranieri,
di figli in guerra e di deportati,
di sogni, di eguaglianze, di ideali.
Niente di personale, solo foto,
ricordi di famiglia ormai lontani,
pezzi di vita da tempo accantonati.
Ma quando sento dire libertà!
Democrazia! Epoca migliore!
Penso ai Paesi che ancora sono in guerra,
penso alla gente che non ha domani,
penso a quelli che hanno ancora fame;
a quelli che non hanno alcun destino
e non mi importa di quanto son lontani.
Penso a una madre
che tiene in braccio un figlio,
ad un anziano con le mani in tasca
che chiude l'esperienza di una vita
come si chiude qualcosa di sbagliato.
Qualcosa di sbagliato e senza senso.
ancora gravido ed elegante
flessuoso nei movimenti
ricchi di granato profumato
tra lenti ordinati filari
scivola la strada che porta
su e giù per mondi paralleli
e trasparenti
tra voluttà di immergersi
in atmosfere dai colori tenui
e piacere di bagnarsi
con dolci amabili sensazioni
nasce e cresce
tratteggia e colora
accenna e scrive
passione rurale
avvolta in crepitio lunare
origina e sboccia
delinea e modella
riempie e profuma
tratto sottile
che sfocia in spruzzo dipinto
taci ed ascolta
osserva ed esaudisci
la forza dei desideri
mescolata a segrete obbedienze
di natura perfetta
L’ha chiamata un desiderio irrevocabile di pace
L’urlo di qualcuno stanco di una vita ormai tormento
occhi che ormai vedono oltre
Sacre immagini e pagani amuleti rimossi
Ancora istanti di vita nella stanza
Tempo terreno sospeso
sarà eterno tra poco
dopo l’ultimo stanco respiro
Adesso il silenzio è più intenso
Ora c’è un’altra presenza
Un’attesa
Un preludio di fine
Nessun altro osa entrare dove la vita si ferma
A capo coperto l’ultima madre
lascia pianto alle spalle
Ha offerto una vita all’eterno
esaudito un ultimo sogno
L’accabadora scivola via nella notte ormai fonda
Ha condotto per mano chi voleva partire
lasciato all’ignoto chi ha voluto finire
rifiutando con l’ultimo grido il dolore
nella notte
all’interno di zucche gialle
ubriache di dolci
e schiamazzi
arriveranno sulle ali
delle ramazze
saluteranno gli zombi
nel bosco dei morenti
a festa canteranno
lontano dai carboni
ardenti
per non schiarire il viso
s’allontaneranno gli gnomi
ed i passerotti
voleranno
corvi e pipistrelli
fino alla fine della notte
quando nella foschia
ogni magia scomparirà
con l’accendersi del giorno
Un viaggio nel presente,
per studiare meglio il destino
della vita senza mai esser assente
ad un futuro già in cammino.
Un futuro in città da visitare,
per farci uno studio da importante
per poter le tue conoscenze allargare
e diramare un sogno molto interessante.
Girare è un bene turistico,
che la gente dovrebbe ogni tanto fare
per poi dimenticare tutto quell'antipatico
destino che si cerca di dimenticare.
Viaggiare insegna a capire una cultura,
molto diversa da quella che ci riserva
il luogo in cui si abita e porta un'avventura
anche breve in tutto ciò che con gli occhi si osserva.
dove il profumo del muschio
ci avvolse
del quale ancora respiro
quell'aria
con quei grilli ciarlieri che
nell'ora solenne smorzavano
il canto...
Amore mi ascolti?
Dov'è quel sentiero di cui
ho perso la rotta
dove solo ieri era dolce vagare
tra pensieri arruffati nel vento
e calde promesse...
Ora sto cercando fragranze
fuori stagione
ma era di maggio
quell'abbraccio tremante che
insinuava certezze...
mentre il mio cuore annegava
d'amore!
nell’aria
come fuscelli
di un canestro
accendono la fantasia
illuminano lo spazio
di invisibili immagini
danzanti, come lucciole
irraggiano
la notte
di un’invivibile
esistenza.
A dare
pace agli occhi
all’anima
è arte di strada
di un
mimo saltimbanco
su una corda,
acrobata di luce
volteggia sopra
stupide apparenze
illuminando
il grigiore catacombale
di una vitalità
imprigionata.
agita i desideri
con le onde ti accarezza
con i suoi richiami
i tuoi capricci corteggia
Non è un viaggio spensierato
quanti tormenti
sopra uno scoglio abbandonato
E' grève il peso
sulle tue ginocchia
come un uccello
Ed in me
solo con il vento vola
un solitario grido
di libertà.
saltellando tra archi d’amore
e melodie del silenzio
labirinto che non si apre mai
guardo tra luce e notte
riflesso il mio colore
sono stato
sono
sarò
scivolo dietro l’aria
stringendo aneliti di forza
e vortici di cadute
cielo senza fine
sfioro azzurro e nuvole
con ali a tratti pesanti
sono stato
sono
sarò
sguardo oltre la notte
inchiostro oltre il bianco
suono oltre le pause
cerco vicino alla terra
lasciando orme fatte di cuore
e sentieri di anima
cammino sull’equilibrio
quasi senza peso
e senza dolore
sono stato
sono
sarò
sguardo oltre la notte
inchiostro oltre il bianco
suono oltre le pause
sono stato
sono
sarò
sempre
e per sempre
emanano emozioni,
con dentro
le nostre stagioni
con i profumi
i profumi del tempo
i colori degli attimi
amati nel concederci
in quelle bottiglie
celati, sono
i desideri, le voglie,
il nascondersi per
un attimo d’amore
da ragazzi
quel crescere del
nostro amore
per la vita
l'ansia divora
squarciando la vena
un tempo morto
in un cimitero
di follia calma
rigonfio di paura
costringendo il pensiero
in ginocchio
che ripete uno spero
Lungo il viale spoglio
s'incontra l'autunno
che inchinato il capo
sorride in silenzio
invitando a piangere
le secolari querce
sempre più stanche .
E' nel buio che avanza
l'ombra viola
dell'anima triste
piccola dispersa
nelle acque di un fiume
che smarrito il letto
abbraccia il mare
come bimbo
il suo orsacchiotto.
Nessun dio ha saputo
ascoltare la supplica
o la mostruosa ferita
dell'aquila in volo
o del serpente strisciante
né la mia.
sei dentro
la vita mia
con te non sono sola
mai
anche quando
il vuoto uccide
e lo sconforto parla.
Poesia
senza te il mondo
non avrebbe colore
e gli occhi
non brillerebbero
per quei versi
che liberi
si posano dove
l'emozione regna.
Blu indeciso
che sfocia
nel grigio
palpabile.
Ritorna sereno
in un cortometraggio
consumato dal tempo.
Infinito profondo
inaffidabile
che fermenta
gli attimi
nel suo folle
vortice di idee.
Platea cosmica
sazia
di gocce dense
di malinconia
come il nostro amore.
Un blu
avvolto in una lacrima
nel cielo spossato
dall’ infuso
dei nostri umori.











