Da buon incompetente
non competo
... partecipo.
Participio
l’umano comandamento
il principe della vita.
Quel sostantivizzare:
dare sostanza al fare
togliendone
ad un infingardo dire.
Quel dare
un adeguato peso
ad ogni essere
dal mondo avuto
senza precludere
di tagliate ali
la possibilità di alcuno
di volare.
Non son seminatore compulsivo
di note e polliciosi¹ apprezzamenti
per tutti i non bloccati² qui presenti,
perché non è pei numeri che scrivo.
Lo faccio se qualcuno qui nel vivo
del cuore sa instillarmi sentimenti
o se goduria dan componimenti
anche dal lato più decorativo³.
Perché son qui per leggere Poesia
o qualche bel racconto trascinante
composti nell'amata lingua mia
e se così facendo non son tante
le interazione sull'antologia,
pochi ma buoni resta mia costante!
¹: aggettivo inventato per significare il più diffuso metodo di manifestazione rapida di apprezzamento sui social, ossia il clic su un’icona rappresentante un pollice alzato;
²: c’è chi, affamato di quantità, corre a spolliciare qualsiasi testo venga pubblicato su un sito, a prescindere da un sincero coinvolgimento, avendo come limite solo di non poter aggiungere tali like a testi scritti da autori che nel frattempo, solitamente per motivi non del tutto chiari, ha “bloccato” onde evitarne interazioni;
³: aspetto formale, per esempio gestione corretta della metrica della Poesia.
06/06/2024
Melodie di cancelli cigolanti,
tram sferraglianti tra le vie,
l’ancora riposa in fondo al mare,
una lira risuona, arrugginita
un ferro da stiro nella rugiada,
un trombone arrugginito tra le note,
un ferro di cavallo porta fortuna,
la notte rivela ruggine sulla luna
ruggisce sul prato una bocca di leone
raggiunta da un lieve soffio di vento,
gronda di ruggine la secca grondaia,
una ruga nasconde la ruggine sul viso.
J’arrive moi aussi
à serrer des mots dans ma main
à les jeter sur une feuille au hasard
sans qu’ils sonnent bien, sans leur donner un sens
en imaginant qu’ils semblent de la “poésie”.
.
Ils sonneront comme un orgueil périmé
comme un amour trahi et comme une vieille astuce
qui plaisent baucoup dans les salons intelligents
où il n’y a pas d’air et la vie est morte.
.
Mais peu importe si on ne respire pas,
ce qu’on cherche ce n’est que l’absence,
des mots assemblés sur les canapés
où ce qui explose est relaxant.
.
Mieux vaut, je crois,
poser son regard sur ce qui monte,
découvrir des fautes faites à cause de la hâte,
des témoignages qui sachent déceler
toutes les parties qui sont mortes
d’un monde qui s’arrête à l’improviste
en raison de la chaîne qui nous lie au sol.
.
Mieux vaut, je crois,
que quelques vérités nous touchent le coeur
en nous donnant de la lumière pour le temps perdu .
.
Lo so che al tuo risveglio ti sorride
un sole pien di luce e di speranza:
la primavera che riempie la stanza
e che ti sprona a nuove dolci sfide.
Ma attento che quel vile ti deride
t'illude con piacevole fragranza
ma non è mai cambiata la sostanza
che da speranza netto ti divide:
ti vesti, fuggi a far la colazione
sognando quell'amata ch'è lontana
ma giunto presso il bar, che delusione,
ricordi che per questa settimana
il portafogli è quello d'un barbone
e Primavera è solo ciarlatana.
23/05/2024
Entran ed escon persone a volontà,
Non si bada di certo a spese,
Anche se lontano è il fine mese.
Ma oggi non importa certo il danaro,
Occorre riempir pancia a mo' di panaro,
Lasagne agnello unitamente a patate,
Senz'altro le portate più gettonate.
Le tavolate rettangolari son pronte,
Un parente o un amico si ha di fronte,
Qualcuno in cuore suo però gia' sa,
Che si da il via a un'altra estate che se ne va.
Qualche bicchier di birra in più,
Allor si decide di mandar giù,
Si annebbia così un pò la ragione,
Che vede il Settembre incomber sulle persone.
di un grande amore
come ti muovi
dentro quel grembo
non vedi l'ora
di venir fuori
sarai senz'altro curiosa
come sarà questo mondo?
Cosa vorresti dire
a tuo padre e tua madre?
Sarai per loro la storia
un piccolo fiore
che nasce col sole
anche se quel giorno
farà già freddo
sarai il calore
dei loro cuori.
Piccola bimba
vieni fuori
perché sarà un mondo
tutto a colori
pieno di luce
ed ogni giorno
sarai una regina
dentro la culla.
Dedicata alla mia nipotina che nascerà tra qualche mese... Ciao Rachel.
Speravo di poter volar lontano
usando questo paio d'ali in carta,
scollandomi da un mondo troppo strano
che più che Atene mi ricorda Sparta°.
Sì, certamente è stato un sogno vano,
mi ci tuffai partendo pure in quarta¹
per poi veder che tutto, piano piano,
si scuce e non si trova alcuna sarta…
che poi con ago e filo non ripari²
lo squarcio che non è d'un materiale
adatto a sostenere i pendolari³
che senza averne merito speciale
sognavano orizzonti meno amari.
Il ricader nel fango mi fa male.
°: più che la cultura, scienza, arte, si ammira il potere, la forza, la furbizia;
¹: iniziando con eccessivo entusiasmo;
²: già: la carta strappata non si può ricucire semplicemente con ago e filo… sì, certamente si può tentare una riparazione con nastro adesivo o con colla, ma la cicatrice resta ancora evidente, almeno da uno dei due lati dell’ala strappata;
³: tra sogno e realtà.
19/05/2024
Eccola
l'alba scialba di questa giornata
che non incarnerà le giuste aspettative
Non è mai come vorresti
Up an' down, up an' down...
La lingua batte dove il dente duole
Ed io vi leggo, vi leggo
e ci provo a capirvi, davvero, ci provo,
ma torno sempre alle mie piccole cose
come le rondini che riempiono i cieli d'estate
Amo il lavorio certosino sulla foglia
del coleottero
Mi raccolgo come una bambina
tra le mani e quelli della strada
che ripetono ancora di salutarti
e tu (poeta)
tagliali come burro questi cuori
ché non sia in scadenza
il nostro insensato amare.
Nel dischiudersi
Piccole luci
Occhi come fiamme di fuoco
Ci osservano
Alla fioca ambra della lampada
Nelle ore fuse e incandescenti
Quando l'ombra cala
Sulla scala e i terrazzi
Non esalano più fumi di dolci fiori
E i corsi delle stelle, fluidi
Si fissano fermi nel cielo
Nei tuoi piccoli palazzi
Forzi la mano tra i capelli
Mossi e fluenti
Arpeggi suoni secchi con le dita
E ai tuoi tocchi si arrampicano
Viti e serpenti
Sulle pelli
Col pettine sguainato
Come una bionda spada
E il nero carboncino
Suoni lisci e fruscianti
Cauterizzi con unguenti
Acque salate o dolci, aromi
Di foreste e alti monti
Le tue curve
Alberi ardenti
Con versicoli miagoli e ti guardi
Con gli occhi nuovi e colorati
E vedi i riflessi chiaroscuri
Degli oli sui capelli
E suoni invadono le stanze
Degli angeli
Tutto il fuoco
Tutto il fuoco sulla terra
Non restituisce i rossi e gli aranci
Né il calore, né i movimenti
E le informi curvature
Di quei momenti
Passati a guardarti
Farti forma nei miei occhi






