Intraprendenti
- parliamo solo altre lingue -
sulla strada per l'Europa, uniti
indipendentemente.
Infatuati da rioni e periferie
proni ci infarciamo:
preferiamo il dire
ad uno scontato fare.
E vogliamo ponti
sicuri che uniscano
sereni
di un riscuote comune
in relazione al peso
specifica della contesa ad evitare
ogn’altra pretesa.
E vogliamo porti
pertinenti punti
di supporto agli scambi
d’opere e omissioni.
E vogliamo parti
una spartizione dell'unità
… ché l’Europa resti torta!
Se questo quore
vi risulta sbagliato,
dov'è l'errore?
Nel tasto digitato
o che non s'è fermato?
Lo sa il dottore
ch'è davvero malato
ma non d'amore:
batte ancora ostinato
ma gli manca già il fiato.
19/05/2024
ci regalavano ragazze più acerbe,
ogni anno gli occhi più freddi
e le gambe più lunghe.
Era l'omicidio del giorno:
La stanza intrisa di sangue
e gli schizzi sulla camicia;
loro, sì, beatamente colpevoli.
Un secco stillicidio
a plasmare
pozze di chiacchiericci
e le ciampate, lente, morenti
campane di paesini in disuso.
S'aprivano, le belle di notte,
al sipario sulle dignità
e lo spettacolo dietro le quinte.
A quel muretto screpolato
dici una parola di meno.
Come mai?
Perché tutto, ora,
è un segreto.
nel mio cuore scende il gelo,
mi arrendo piuttosto velocemente,
so già che non vedrò niente.
Ogni anno è sempre la stessa storia,
si è persa ormai anche la memoria,
di stelle cadenti negli anni avvistate,
unitamente a speranze mai realizzate.
Ormai l' occhio la notte non scrutera',
di veder stelle muoversi non c'e' volonta',
peccato perché di un tempo c'è nostalgia,
quando di un astro cercavo la scia.
Oggi una ferma luna mi fa compagnia,
anch'essa solitaria a farmi da spia,
anche lei par di aspettare insieme a me,
una stella cadente che più non c'è.
Avrei voluto portarti – una volta ancora – sulle agre rocce
Avrei voluto portarti un’ultima volta
Avrei voluto, ancora una volta,
Eran trecento
tra le rime contorte
e sono morte:
preso dallo scontento
chiudo a chiave le porte.
18/05/2024
In aforisma inciampo
che mi lascia perplesso
togliendomi ogni scampo
per il pensiero espresso:
saremmo tutti in vendita
e se non sono adesso
i tempi della svendita,
basta un po’ di pazienza
acché minore rendita
porti più convenienza
a chi baratta stime
ché per la sua esperienza
il valor delle rime
soggetto è certo a saldi…
la metrica ch’opprime
rimator più spavaldi
non oso immaginare
or che tornano i caldi
quanto precipitare
potrà nella sua borsa
di quotazioni amare:
offritevi di corsa,
pria che vostro valore
non sia più gran risorsa
per acquistar splendore
tra le celesti schiere
che suscitan stupore
con filastrocche mere¹
ad minchiam sillabate
e certo mai sincere
ma in borsa ben quotate!
¹: più che “semplici”, l’idea era “banali”, ma quella sciagurata imposizione del rispetto contemporaneo di rima e metrica mi ha costretto a quel “mere” che purtroppo non è sufficientemente scialbo.
18/05/2024

Ad animo gentile venne l’estate ,
magnanima avvenenza e
cordialità di presenza,
fu estate tra le fronde del cuore,
respiro d’un amor venuto da lontano.
Venne con passi lievi e un volo di gabbiano,
il mare fu l’emblema ove riposar il cuore.
Ad animo sensibile posò sull’arenile,
e fu amor a dar e ricevere.
Ola rondine di cielo a migrar da terre lontane ,
sorvoli il cuore per tornar nella mia vita.
Venne l’estate ed aprì la porta,
benevola e sorridente entrò in casa,
emozioni a riscaldar quotidianità,
e sospir di vento a riportarti via.
Ad animo gentile l’estate è ruffiana,
ad emozionar la vita,
gioia d’un’immensa gioia,
se arrivi sorrido e se t’allontani piango.
Ola dura è la vita e l’attesa è lunga,
tra il viver e morir non v’è distanza,
ma se il miracolo s’avvera,
l’estate busserà di nuovo!
Arrivederci a voi, buon viaggio!
Mancherete al cuore!
Gessi indelebili
Volti indissolubili
Sulle spalle del cuore
Il vento scorre
Sopra ogni mattone
Sbriciolando l'anima
Della passione
C'è chi ama
Incondizionatamente
Io deludo
Le aspettative della mente
Mentre la morte sussurra
Dolci melodie all'orizzonte.







