è unica espressione
schietta dell'anima
quando plana in volo d'aquila
da alta quota
nelle risolutezze,
non malleabile
alle manovre altrui
nel ritmo di quel mio
impervio cuore lindo
che pulsa solo
per la sua coscienza
riflessa nella giustizia
tersa da ogni laidezza.
La mia libertà
respira solo della propria
audacia nel esimersi
da torbide acque
ove stolido affogherebbe,
consapevolmente reo!
La mia libertà
è un viaggio
senza ritorno
non compreso da molti
oscuro per tanti,
ma è fulgido rogo
e flagello tangibile
quando tende la sua
mano possente
per porre aiuto sicuro
verso la bisognosa torma!
Osteggiami pure
quanto vuoi
con seta di ragno
a degradarmi le orme
della mia irreprensibile
identità che ti schiaccia,
oh bel viso di grezzo bronzo
se ti aggrada farlo, ma...
La mia libertà resterà
uno stato di
assoluta autonomia
essenzialmente sentita
come diritto,
e come tale garantito
da una precisa
imperterrita volontà
non commerciabile
a un pubblico
diversamente onesto,
nelle loro movenze
nella via del loro
incallito delirio.
Lungi da me
o gabbia del giogo
dell'ombra occulta
a impegolarmi le ali,
o saró rovente spada
a disarmarti
dalle cenciose vesti
che possiedi
da cieco stolto,
t'avvolge predominante
quel reprobo fato
che ingarbugliarmi vorrebbe
e mai t'assicuro
ci riuscirebbe.
Del vento implacabile tormentoso.
Fuggi da questo inferno di mondo!
Varca le altissime fronde, se puoi.
Non voltarti più: si licet passare
La rupe, balza nel mare in fondo
Vieni, ascolta il bisbiglio del mare.
Ventun anni sono passati
ed ora vado via,
mi allontano da te.
Lasciarti non vorrei,
perché con te sono stato bene,
ma devo andare:
è la vita che va così.
Stasera non ho voglia di dormire,
voglio guardarti ancora,
stupenda come sei.
Con il cuore che mi batte,
come un tamburo,
malinconicamente
cammino per le strade
e giro per le piazze.
Di notte,
sei più bella,
romantica come sempre,
sotto le stelle
che brillano nel cielo.
Un venticello mi accarezza,
dolcemente,
una lacrima mi scende,
mentre sottovoce mormoro
che ti voglio bene,
mia bella Roma.
Mangiando senza fregartene di niente,
Affettati e salumi in gran quantità,
Poi surimi e formaggi a volontà.
A notte fonda lo stomaco si ribella,
A quanto in alto si era aggiunta la nutella,
Un lungo peto anticipa la levata,
La tua sagoma va in bagno sconsolata.
L' attesa è poca e assai limitata,
Splash ripetuti animano la nottata,
Un susseguirsi di gettiti cadenzati,
Che in fondo al water son catturati.
L' intestino elimina quanto in eccesso,
Un acre odore regna senza permesso,
Il tuo gomito sul quadricipite femorale,
Rende la circolazione assai anormale.
Il tutto va a termine non senza imprecazione,
Ti raccomandi di far più attenzione,
Ciò nonostante la battaglia è stata vinta,
La prossima volta però evita almeno la pinta.
eran le dieci d'una ristretta sera
di quelle che ricordar fan male
Dolori come ceppi in brace
quelli che sorgono di rive in sogni
Eran l'ore di blasfeme trame
a bramar, della luce, suo tepore
come fosse giunco l'appoggiarsi mio al tempo
Volano chimere a dimorare
Ti amo perché sei forte,
e decisa nell’attendermi, perché
abbracci la mia vita prendendomi per mano,
convintissima che può veramente realizzarsi
fra noi, l’accettarci con tutti, i nostri limiti!!
Da questo comprendo
tu sei la creatura perfetta per me,
in tutto quello che facciamo insieme,
è sempre uno straordinario invito
alla sincera coerenza, garante
per mettere radici d’amore nel cuore,
mi interrogo vergognandomi,
per non averlo già fatto,
desidero inoltrarmi nel tuo cuore, perché
mi sento intrappolato in questa abbondanza d’amore,
e per un vecchio poeta come me,
bastano poche briciole d’amore,
per essere completamente felice!!
E ne avevo in abbondanza
Questo trovai un giorno cercando nel mio diario dei sogni
Come flussi di acqua di coscienza,
Che non giunge mai al mare.
La mia bellezza è morta presto e tu dovesti accettarlo, razionalmente.
Fior fiore
della vita inseguo
prolifico contatto
di anime un appello
indispensabile, proficua
la presenza.
Ricordo il profumo del gelso
sapore maturo scomparso
nel mattone aggiunto
che mangia, mangia;
per dimore e castelli terreni
ha divorato tutte le more.
E mentre mani si allungano
sotto giorni di metri cubi
con incubi
che persistono nell'onda
io riproduco analcoliche fieste
di semplice ebbrezza sincera.
Nessun mercato, né terra
bruciata attorno
ma l'aria
si fa leggera
e assorbo
solo la fantasia del mondo
per riempire il mio. Anche se
di rado riesco.
è piacevole amarne il valor
insieme a quell'amico
di cui il mondo è candor.
Insiem' all'amico bevi
birra e vino d'hanno coraggio
correre insieme co i levi's
verso il futuro - un nuovo maggio!
Ed insiem' a cantar l'amore
del bel tempo che fugge fugace
ed arresta in un tratto il core
ed è alla fin della vita che piace
ed è il mistero che divien fiore
si resta così e così si giace.
Sul davanzale
della tua finestra
un uccellino
allegramente cinguetta.
Il suo canto ti annuncia
il nuovo giorno che viene.
Si illumina il tuo volto
e sorride beato.
È il mio regalo, amore.
Ti sto pensando.
Svegliati.
Ammiriamo insieme
la nuova alba.
Da Madre Natura è stato creato,
Anche la sua forma è assai particolare,
A chitarra partenopea par somigliare.
Va accarezzato a mo' di tergicristallo,
Come si fa con una sfera di cristallo,
Il tatto ne rimane assai lusingato,
L' oro in confronto par cartonato.
Nel mentre tutto ciò accade,
Di repentin durezza il tuo corpo s' invade.
La morbidezza che parea come un tasto,
Con forma contundente fa contrasto.
Così tanta elegante e simmetrica sinuosità,
Crea variazioni volumetriche ad ogni età,
Che il culo per sempre abbia gloria,
In quattro quartine ne faccio memoria.






