inguaribile passato
eppure c'eri, esistevi
negli occhi miei
tramonto rassegnato
accorto di parole
che volevano uscire
nei ritagli di riposo
dalle tane di pentimenti
taciturni, circondati
da foto antiche
alla luce di raggi sbiaditi
entrati, nel tempo
smarrito
22/03/2011
da ogni malinconia
Come aquila prende il via!
Mi vesto a festa
Mentre osservo dalla finestra.
Come d’incanto mi appari
Con un velo di sorriso;
Subito ricambio
Con un abbraccio intriso.
Un ampio movimento d’ali
respiro la tua aria...
Ti abbraccio Terra Mia!
Ampie vallate verdeggianti,
Colline lussureggianti
Circondate e cullate dal tuo letto
Di smeraldo e di zaffiro al mattino
Aureo, argenteo con l’imbrunicarsi, alla sera
Visione di bellezza
Estasi per il cuore e la mente!
Sinfonie ancestrali
Invadono l’aere,
Di profumi inebrianti.
Concerto di melodie
Mediterraneo richiamo
Nelle rosee acque salmastre.
Fresco vento di maestrale
Spazzola leggera nube
Appare, all’improvviso
Stormo nel tappeto azzurro
Suo desiderio arrivare fino al Cielo
Per condurvi la Tua meraviglia
Cara Terra Mia,
Come sei Bella!
Del mare mi coglie il colore
ed è magia l’invito a viaggiare
su barche di carta costruite
o su navi d’argento allestite.
Del mare m’inebria il profumo
ed è carezzevole il senso di pace,
sdraiato ch’io sia sull’umile spiaggia
o lindo e perfetto sul lido esclusivo.
Del mare mi prendo il rumore
ed è armonia quand’esso rimane,
in piedi su asfalto che assilla il cuore,
supino, di notte, del sonno in attesa.
Non solo perché vivere voglio,
non finirò mai di sognare.
Fin quando l’azzurra distesa
farà di me quel che vuole,
io non morirò!
si intravede un nero lampione.
la sua luce è alternata,
la lampadina sembra essersi bruciata.
Dentro una discoteca sembra di stare,
manca solo un dj da farci arrampicare,
intanto il parcheggio è in chiaroscuro,
qualche ladro potrebbe approfittarne di sicuro.
Segnalo il disservizio al comune,
difficoltà penso che non ne troverò alcune,
mi risponde direttamente l'assessore,
dicendo che risolverà tutto in poche ore.
Però giunto il sospirato tramonto,
che nulla abbia fatto me ne rendo conto,
purtroppo sono lontane le elezioni,
quindi andrà ancora avanti questa rottura di maroni.
Fuoco rosso
ho coltivato dentro,
fiamme
che mi avvolgono
e mi bruciano
carne e ossa.
Affanno e annaspo
tentando di salvare
una parte di me,
ma non vi è ruscello
né torrente
capace di spegnermi.
Esausta della lotta
mi arrendo
e attendo
che sia tu
a farmi preda
e nella buia attesa
chiudo gli occhi.
Il mio corpo
brama i tuoi tocchi
ad appagar
il desiderio
che ho di te,
mentre il fuoco
ancor divampa
dentro me.
piange per sé e per la nostra vita.
Uomo incosciente
senza cuore,
hai sterminato spargendo terrore.
Pensa alla fauna in mezzo alle fiamme
al terrore impotente in quelle pupille,
alla foreste ormai senza fronde
all'uomo che rischia la vita
per domare l’inferno alimentato,
pensa al dolore da te provocato.
Tutto hai distrutto vile pezzente
seminando morte da vero incosciente.
Non sei figlio della mia nobile terra
Ti ha accolto e l’hai rinnegata
Ti ha nutrito e l’hai devastata
provieni dagli inferi e vuoi fare la guerra.
Sparisci
Rientra nel baratro da cui provieni
lo stesso regalato
alle creature che giacciono arroventate
tra le ceneri del tuo macabro bottino.
Ora guardati allo specchio
sarai soddisfatto
hai sfidato la sorte,
il tuo ghigno puzza di morte.
Non sei il Dio degli Inferi
Bestiolina dal pelo setoso e morbido,
Nero come la notte senza stel le.
Il tuo padrone, inizialmente
Amante di docili animali
Un giorno ti ha portato nella sua casa.
Insieme alla sua Sposa
Tu, con le tue fusa, li rendevi felici.
Presto, però, il tuo padrone
Ha fatto amicizia con Bacco
Che, gli ha fatto perdere il senno
In cambio del Fiasco.
Gli piaceva anche il Nasco!
Contro di te ha scagliato
Tutto il suo malessere,
Come se tu ne fossi causa;
Polifemo facendoti diventare.
Persino la sua sposa, dolente,
Per difenderti...
Dalla sua mano ignobile,
Alla fine è dovuta soccombere,
Con un esile singulto di pianto.
Uomo quanto sai essere malvagio!
Neanche una preghiera,
Devi morire all’Inferno
Patire tutte le pene
Che hai voluto infliggere ai tuoi,
Colpa del bicchiere!
Mostruoso Minotauro
Nel labirinto senza uscite,
Ragno che tesse trame infamanti,
Gazza che ruba sogni preziosi
Vile fuggiasco del fiasco di nasco
Non meriti nessuna pietà
Ti perdonerà il Padre Buono, forse...
Per te lo spero...
Vicino alla tua Sposa,
Tra gli Angeli non ti ci vedo
Perché lei è sicuramente in Cielo,
Ali colorate di bontà,
Chissà se mai ti perdonerà?
Io No!
un batter di cuore
uno si trasforma, diventano due
che sensazione ingarbugliata
il ritmo, il sentire aumenta
la percezione giusta non si ha
difficile trovarla. Ti batti come puoi
ma si sente un blocco
che va oltre il volere
alle aspettative di raggiungere
un'intesa pacifica
su quel filo traballante
posto ai lati di una via
attraversata da piedi nudi
che sperano di trovare un equilibrio
senza finire giù, spiaccicati al suolo
Mi diranno che la bara è un letto,
il vassoio di plastica dell'ottimo argento
e la brioche rotta ripiena di crema
fatta frettolosamente sul momento per fregarmi.
Ma voglio essere fregato.
Allo struzzo va bene ogni buca
e alla buca va bene ogni struzzo.
Mandatemi il priamo rissoso emaciato,
madido del suo sangue
e che mi dica di aver vinto una guerra
e che il sangue è misto.
È un regno in cui non ci si fa male;
non governiamo niente e nessuno.
Nemmeno noi stessi.
Così ci siamo liberati.
Di rosso sempre vestiva
elegante, ardita e vezzosa
vellutata come petalo di rosa
ogni passo cadenzato gestiva.
Voleva soltanto sentirsi viva
nella sua parvenza sinuosa
si sentiva sempre dignitosa
e sguardi ammirati carpiva.
La truccava normalmente
di semplice beltà la natura
col suo tocco seducente.
Semplice e fiera si compiaceva
di non indossare alcuna impostura,
quel mondo fallace, non le apparteneva.
perché nega
le emozioni,
diventando fredda
come la ragione.
L’Anima è serena
perché nega
i desideri,
diventando gelida
come il vento.
Ma il Cuore, no,
non sta bene...
perché non riesce
a negare
sentimenti che cerca
infinitamente
come il Sole.
Non è fredda negazione
delle più vive emozioni.
Non è gelida abnegazione
dei più veri desideri.
Non è ghiacciante ossessione
di unico calore.
È puramente,
intensamente,
eternamente
ricerca di
Infinito Amore!
Quando tu guarderai il cielo
io sarò sopra una stella
e riderò… e riderai…
e sarà come ridere insieme
e quando ti consolerai
felice di avermi conosciuto
resterai sempre quella
che ha voglia di ridere con me
e quando ti affaccerai
guardando in alto per vedermi
tutti si stupiranno
che riderai del cielo
e gli racconterai
che ridi sempre guardando le stelle
e tutti penseranno
che la tua sia solo una pazzia
e che brutto scherzo sarà stato il mio
che ti ho dato al posto del cielo
solo follia…
ma la follia…
è odiare le rose
solo perché ti hanno punto la mano
o abbandonare i tuoi sogni
solo perché non si sono avverati
ma la follia…
è condannare gli amici
solo perché uno di loro ha tradito
o non avere più amori
solo perché uno è stato infedele
e quando tu guarderai su nel cielo
io sarò la tua unica stella
e saremo a ridere insieme
ancora una volta…
…io e te
ricordi mutano sembianze
in un divenire nebuloso.
Diverso è l'amore sincero
che da crisalide prende forma
e più non muta col tempo
ma ti regala quel fremito o brivido
che puoi condividere in toto
volando verso due braccia forti
che possano sostenerti sempre
anche quando l'orizzonte si fa scuro
senza mai dubitare del sostegno sicuro.
E col peso degli anni comprendi
che capricci e rimproveri
sono preludio d'un funerale d'amore
e realizzi quanto sia importante amare
ed essere ricambiati in egual misura,
condividendo ogni singola emozione
con la gioia della prima volta.








