Mi ritorna alla mente il ricordo
dei tempi passati con te
quando il pane era pane
e la vita era vita
e l’amore era amore con te
ma tu ridammi la mano
perché siamo inutili senza io e te
e che il sogno possa
tornare a dipingere
ancora per noi
anni ad ascoltar voci
di speranza
nel suo arrivo.
Arriverà.
Scorrendo nelle vene,
goccia dopo goccia,
il tuo cuore avrà
battiti nuovi
irruenti
vivi.
Arriverà.
E sul tuo volto
nuovi sorrisi,
nuove lacrime
a scavare nella
bramosa anima tua.
Ed eccolo.
A respirare
ogni tuo
ansimante sospiro
ad assaporare
ogni goccia
del tuo audace piacere.
Non più
sogno proibito,
ma passione vissuta.
Nel suo perduto sogno
mai saprà
del vile inganno,
ignaro spettatore resterà.
Sarebbe maggior pena
scrutare occhi di chi ami
e scorgere tra iridi castani
un velo di pensieri insani.
Disarmato e reduce di battaglia
frantumò l’animo in mille pezzi
nel timore di conceder pietà all'ingrato.
Crudele inganno.
Eppure non seminò gramigna
seppure nel cuor patì gran danno.
Scuotendosi risorse,
e non tenendo cipiglio
rinnovò il sogno.
Dell’oscurità non ebbe timore,
all'alba andò incontro
con altrettanto vigore
accordò nuove note nel cuore
lasciandosi avvolgere
nell'adagio delle nuove ore.
se alla fine di un viaggio comprendessi
liriche che fanno bene al cuore
che per amore si uniscono ti sorprenderesti
accudendole. Non immagineresti neanche un bicchiere
mezzo vuoto, saresti tu a vedere solo tu la felicità
di momenti, tutto sarebbe una sorpresa stupenda
senza aspettarti nulla vivresti nell'attesa perchè senti
che qualcosa arriverà, una magia grandissima, colma di luce
Vedresti l'immenso apparire, la forza ti darà all'improvviso
leggera sarai ed il cielo ascolterà la tua voce lontana
con corde di violino profumate
Si espandono sentendo aria fresca e linda nelle narici
sbocciano e si riempiono di stella mattutina, soltanto
“Fin dal mattino, la testa girata ancora verso il muro, e prima d’aver visto, sopra le grandi tende della finestra, di che sfumatura fosse la striscia di luce, sapevo già che tempo faceva.”
Marcel Proust, da “La Prigioniera”
Di lei rubo movenze
ancora credo di potere
alito al suo fianco
io che raggelo
per primavere d’occhi
di fiori assenti
quando mi passa accanto dura
da pietra arida
su cui erba non cresce
se non quella insidiosa
amara - l’inganno di una trama
che dal tormento io stesso nutro.
E spio, non altro posso
anche voltato torno di straforo
al suo crudele raccontare
e poi nascondere. Cos’altro cerco?
gioia di muschio
l’amo spergiura e misera
asserragliata accanto
ne ho il respiro - pur se a singhiozzi.
Non c’è oltre le mura nulla
a darmi libertà in tempeste
più dell’assente che improvvisa
prende a fissarmi in viso
dolcezza rara
poi cieca mi confina
in cima al precipizio. Vivo
di princìpi di vuoto
di sfuocature,
eppure.
Dormi, dormi per una notte intera
di un sonno profondo, dormi ora.
Sto implorando gli angeli del cielo
e la luna, incattivita questa sera.
Che diano a me tutto il tormento
di voci melodiose e raggi di magia.
Che siano i miei occhi a lacrimare
e il mio cuore a maciullare.
Per te voglio solo il sonno
lungo e senza ricordi tra le ciglia.
Quel ristoro autentico, sanificatore.
Io starò qui, silenziosa nella veglia.
Domani, potrò riposare...
ma ora tocca a te dimenticare.
ho seguito percorsi
di fiamme mai vissute,
susseguendo poi
con tenacia
il fuoco dell’amicizia.
Tento di sotterrare
lapilli di passione
nei fondali profondi
dell’isola amorosa
che dimora in me.
Vulcano
pronto ad eruttare
correnti di lava,
fuoco indomabile
accompagna ancora
irrequieto amore
rinchiuso
in un’anima arsa.
sul giaciglio del tuo animo
per non far rumore
coi battiti del mio cuore,
nel rossore delle mie emozioni che tinteggiano le mie gote
innocenti e bugiarde
smentendo quella indifferenza,
mentre provo a recitati
come miglior attore
sul palcoscenico
della mia stoltezza!
Camminerò piano
per non oltrepassare
quel filo sottile che mi lega
a quella fragile idea
che tu possa esser mia,
rosa prediletta!
Non solo nei mie sogni
ma nei miei giorni!
E poi continuerò a camminarti accanto invisibile
come lo sono sempre stato,
ma con molte altre
lacrime in più
da asciugare al chiarore
della luna,
per farle brillare
di strana luce offuscata
da una stordita agonia,
che mi parla di te
e di come non puoi
immaginare che dolorosa
è la profonda voragine abissale che mi separa da te,
da te che adagi
il tuo bel viso
dall’altra parte dell’orizzonte
dei miei sogni.
Per questo io scelgo
di camminarti un passo
mille passi dietro di te,
fino a perderti
lentamente,
e poi infinitamente.
nel timore di rivederlo
gli disse addio.
Nei radicati istinti
occulte ragioni
decisero per lei.
Ribollì al pensiero.
Non avrebbe ceduto
a indecenti proposte
d’un cuore acido,
privo di sentimento.
Lei cercava amore,
lui placare istinti.
Tremarono vene nel timore
di una scelta ingiusta.
chi ero veramente…
i miei sogni,
le mie passioni.
Avevo rimosso
i miei desideri,
le mie emozioni.
Poi
sei giunto tu…
tutto è ricomparso.
M’hai fatto ricordare
chi ero davvero…
ardore e commozione.
M’hai ridato me stessa
ricongiungendomi
con quella parte di me
che credevo d’aver perso.
Con delicatezza estrema
hai scoperto e sfiorato
l’anima mia
donandole un leggiadro
soffio di vita
affinché si rialzasse in volo.
E ora
come Aquila fiera
oltrepasso alte nubi,
con ali più forti,
nuovi sogni,
nuove passioni.
Riconquistandoti,
le orme di oggi il sole non illumina.
Ingenuo è il mio vagar
sul tuo campo circoscritto
eppur così sento, su ogni parte di me,
lo scotto dei mezzodì marchiati sulla sabbia.
Rimane da toccar quell’onda primitiva
ma solo dopo l’oblio di quest’ora guastatrice.
capita che hai bisogno di sentire altre persone
che possono capirti che non sono noiose che ti permettono di vivere
che non ti fanno pesare i propri errori
capita che preferisci ascoltare meno
e far spazio alla spensieratezza alla solitudine che è quella che vuoi
Succede di volertene stare tranquilla, sentir poco o niente
lamentele continue che tu non ne fai parte
ma ti coinvolgono comunque, un'ansia cronica insoddisfatta
che vive senza pensare che dovrebbe capire
che se cerca continuamente non ha nessuno che la capisce
gente di cui lei, si è circondata e da sola
nessun altro l'ha aiutata. Scelte che ha fatto lei, unicamente lei
per la paura di sentirsi diversa di sentirsi scartata complicandosi la vita
Sii contenta e vivi come se fosse ieri inventandoti qualcosa di prezioso
facendo in modo di far chiarezza costruendo un muro per ritrovarne uno migliore
poter dire sono serena, sono felice, facendoti amare moltissimo
prima di un corpo finito, scivolato nel fondo di una vallata
Quando si sbaglia se equilibrati si è, si evitano parole negative
attribuendole ad esseri toltamente estranei, al futuro, che costruita ti sei
Cerchi luci
dove son ombre
e velature scure
nel luccicare dei vetri.
Riflessi ingannano
senza ragioni pensate
e un procedere cieco
nel tocco di mani
trova percorsi.
Sarà il percorso
ad aprirsi generoso
lasciando iridi schiuse
che al vedere anelano ancora.








