Prima, arrivi in sella ad un cavallo bianco,
sistemi come sempre il cielo a modo tuo,
mi accendi ad una ad una lune e stelle.
Poi? Che cosa mi combini, poi?
Mi levi il dolce sonno dei ricordi,
depenni a brutto muso nostalgie,
nell’antro chiudi gli echi dei vent'anni,
mi metti il calendario sotto gli occhi,
la mente mia fai correre agli impegni,
il primo appuntamento è importante,
per ricordarmi che domani arriva…
Dimmi, cos’è che vuoi veramente?
Che un mago strabiliante io diventi
o faccia finta di non avere gli anni?
O, addirittura, che rinasca oggi?
D’accordo, vedrò di darmi un gran da fare
già subito, sorbito il mio caffè bollente,
e via, lungo affrettate strade di città
a ricontare banconote e fare i conti.
D’accordo, vedrò d’immergermi con cura
in questa realtà che non convince,
spianare tutta la fatica che mi attende
per stare al gioco e rendermi attuale.
Tranquilla! Prometto che ti obbedirò
buttando in fossa fino all’ultimo ricordo,
raschiando il cuore di antiche tenerezze,
tuffandomi domani nell’oggi senza indugi.
Ti giuro, allora, che passata l’alba
mi vestirò a puntino con l’abito più nuovo
ma adesso… sposta l’imbecille ombra
poiché le ore in cui ti voglio assente
son poche e tutte io desidero sfruttarle
e non spiarmi se ancora mi farò tentare
dal solito viaggio nel mio tempo andato,
dal battibecco dei suoni e dei colori.
Mamma speciale
Delicato profumo
nell'aria si diffonde.
Pianta aggrappata
alla metallica grata
ha intrecciato i suoi rami
verso la luce del sole.
Tra le foglie bagnate
spuntano ridenti
rossi boccioli,
sensibili ai cuori.
Raccolgo la rosa
più fresca
e più bella
e la dono, con amore,
ad una
“Mamma stupenda”...
T’aspetto
come terra
ch’aspetta
il seme.
Col tuo essere
nutrimento per me
fai scorrere
fervente linfa
lungo il mio
carnoso campo.
Come arbusto salgo
oltre il mio esser donna
verso raggi di luce,
gli occhi tuoi,
sentieri erbosi
ove nascono
arsi cespugli
di afrodisiaco Goji.
In subbuglio
il mio cuore
aspetta
lo sbocciare
d’un fiore
e l’ape
a raccoglier
il suo nettare
tra le sue rosse ali.
camminano in gruppo ignare dell'astrazione, le chitarre distorte
da quando in suv si può montare in sette
verso la gita al lago con papino,
i simulacri di svago,noie,paranoia
caldera fredda di un vulcano, fumo negli occhi.
Nell'evoluzione a catena gli anelli precedenti nati con la lima in bocca,
i pesci ruggine dei fondali vedono il cielo
solo in cattività, giorni interi in compagnia di sua maestà grigio o nero
o perlomeno a tentare un recupero
sul filo.
La rigenerazione causa disordini fra le phyla, specie in ambienti confinati
il soffocamento, l'estinzione delle fiamme
con schiuma,
la stessa sulle labbra del mare un Lunedì mattina.
Dolcemente
mi hai preso
per mano
e mi hai condotto
in punta di piedi
tra viali poetici,
delicatamente
tra vie di note
armoniose.
Magicamente
hai ascoltato
i miei silenzi
hai letto
i miei pensieri
con sguardi
intensi e
penetranti.
Mi manchi nonno.
Mi manchi ancora
come nel tempo che fu,
un tempo che
non tornerà più.
Miro il cielo
e sento
che tuttora
tra poesia e musica
la mia più
tenera lirica
sei tu.
Quel giorno si fermò il tempo.
Disegno sulla mente
come fosse un cartoncino bianco,
imprimendo emozioni
di memoria indelebile.
Incontrammo i nostri sguardi
incantati nel silenzio
per un momento.
In quella bancarella
dal tiro al bersaglio,
con gran sicurezza
puntasti e mi colpisti
dritto al cuore.
Attratti, continuammo
la nostra conoscenza
gustando le parole
come fossero zucchero filato.
M'incantava
quel tuo modo di fare,
quasi da prestigiatore
e come per magia
ci trovammo a tarda sera
a fare giochi d'amore,
tra fresche lenzuola di seta.
Sfacciato,
palpavi le mie forme
con dita leggere
come fossero vagoni,
salivi lentamente
su montagne russe.
Adrenalina, carica sensuale,
danza di desiderio
lasciati trasportare;
divento la tua "ballerina".
Tam tam di tamburi
palpitano i nostri cuori,
lo so!
Fremi di entrare
in quella misteriosa
casa degli specchi,
dove l’anima
si riflette e inconsciamente
esplode pathos,
caldo è il frutto
proibito d'amore.
una lavagna ti dovrai comprare,
va spesso in coppia con il coseno,
che di comprensibile ha ancor meno.
Ricordo che per poter questo argomento imparare,
a casa del mio amico Prospero andavo a studiare,
nel suo nome confidavo sotto sotto,
per poter prendere a scuola un bel otto.
Per poter questo seno ammirare,
in alternativa carta e penna serve impugnare,
occorre iniziare disegnando una circonferenza,
e il farla precisa è già una sofferenza.
Poi serve tracciare una tangente,
che non è solo un malaffare tra la gente,
un punto infine occorre individuare,
ma di qui in poi è difficile spiegare.
Di certo al successivo concetto di raggio in tutta fretta,
io e Prospero andammo a prendere la bicicletta,
il libro di matematica andò alle ortiche,
perché pensammo che di seno avremmo appreso più dalle nostre amiche.
Nonostante ci impegnassimo pesantemente,
l'argomento rimase ignoto ugualmente,
ad un bel voto ambivamo sul serio,
ma il nostro rimase solo un desiderio.
Il giorno dopo il professore chiamò proprio me,
e ritornai a casa con un bel tre.
Seppur spiegai ai miei genitori che quello era un numero perfetto,
a quel pomeriggio con Prospero trovarono più di un difetto.
L'intento non è trasformare una poesia,
in una lezione di trigonometria,
anche Dante ha scritto di pene dell'inferno,
e la sua opera è rimasta in eterno.
Con questo banale scritto non ho questa pretesa,
e al Sommo Poeta sia chiaro nessuna offesa.
ho solo messo in rima una mammella,
che a mio avviso di un pene è molto più bella.
il tuo cuore
sul mio animo emozionato,
e il tuo dolce respiro
si confonde col battito
del candore
della mia sensibilità.
Or sogna dolce angelo gentile,
affinché tra le mie
braccia materne
culla sincera puoi trovar
per il tuo succedere nell’avvenire,
che il destino ti ha preordinato.
Or sogna dolce angelo innocente,
che tra le mie braccia
ristoro sicuro
puoi trovar per la tua
consolata tranquillità.
Or tutto tace,
ma il rumore è assordante
quando nella quiete
mi converto
alla tua dolce presenza,
puro dono prezioso
disceso dalle mani di Dio
per dilettare i miei giorni
intrecciati coi tuoi.
Or tutto tace,
ma il rumore è assordante
quando nell’auspicio
di un nuovo domani
tra i tafferugli delle incertezze
si fanno strada paure,
e monili di gioie vere
da portare orgogliosamente
sul cuore nella via della vita,
mentre intessono
quel tuo futuro
che un giorno vivrai
solo con le sole tue forze
rendendoti uomo
fra la ressa indifferente
del mondo.
Sogna oh puro e limpido
angelo mio,
serafico e chiaro
nella tua ingenuità
inconsapevole lasciati
cullare dall’amore
della tua mamma,
tuo inconfondibile inestimabile
mantello d’oro che
eternamente proteggerà
la tua essenza vitale
su questa terra
tra le tempeste e soleggiate
della realtà,
che la vita stessa
ti preparerà
come una beffarda ragnatela
su cui lottare incessantemente
per potersi salvaguardare.
Ma or sogna figlio mio
affinché il tempo
faccia il suo percorso
in te,
oh sincera speranza del mio cuore.
E sogna dolce angelo mio,
il tuo mondo
che verrà.
Mi siedo qui, fra le tue erbe matte preferite,
il resto è vento e canne di fiume al vento.
Frugo la precarietà dei calici dei myosotis:
-Cercami negli azzurri- mi suggeristi tu l'ultima volta,
mentre giocavi a ricordare il mio nome in altalena.
Ci vuole forza per essere delicati.
Non cadrà al suolo nessuno di questi tuoi occhi di cielo.
“Siamo ostaggi dell’eternità, prigionieri del tempo.”
(Boris Pasternak)
La pratolina oggi dorme ancora,
atterrita dal peso della pioggia.
E intanto il fievole odore
(quasi azzurrognolo)
del cielo bianco
mi riporta
lontano.
A quel
tempo
in cui
(una volta sola)
si era stati eterni.
Di te resta solo
un foglio
di carta.
Il silenzio,
il mio pezzo di vita
dedicato agli sbagli.
Il bosco, le foglie
e il precipizio.
Ascoltami.
Che
come
un grillo
inzuppato,
dall’erba piegata
intonerò un canto
che se lo perdi
non torna più.
Ma che
se
lo
impari,
diventerà
il tuo modo
di piangere.
“Passeremo anche quest’inverno, si capisce.”
(Boris Pasternak)
Non è niente la distanza
quando due cuori
si tengono abbracciati
stretti stretti alla mente.
Mentre aspetto il tuo ritorno
m'inebrio nel ricordo
delle tue attenzioni,
avida,
insaziabile...
come se tentassi
d'ingannare il tempo,
mio malgrado,
provo a recuperare
distraendo ogni pensiero.
Ogni tuo ritorno
è un nuovo incontro,
l'amore fa di note
melodico sonetto
d'alata tenera passione.
Noi due, un corpo, un'anima,
sento l'emozione oltrepassare
ogni mio senso
come se correndo
tagliassi in due il vento…
ti respiro costantemente;
tu, sei in me!










