È in questa leggera nebbia
dove scivolano ombre
e scorrono pensieri
e dubbi.
È tra quelle infinitesimali gocce
che i miei perché si perdono,
mentre ombra tra le ombre
cammino
e sulle spalle,
pesante macigno
pesa la mia vita solitaria
e stanca.
gira vorticosamente su stesso
quanti giri fa per finire
di lasciarsi andare
nelle pieghe dell'infinito
guardandolo ammiri
la forza che ha
e pensi all'uomo
domandandoti cos'è
in confronto a lui
alla sua bocca
dove esce impurità
avvelena l'aria
mortificandola
mentre appare il sereno
a chi da tempo non lo vede
o non lo ha mai visto
e si incammina scalzo
con i piedi sudati
per essere invidiato
dalle fiamme alte
che spaventano, il cielo
e caos di sogni sommersi
vagavo, come sonnambula
tra stelle offuscate da grigie nuvole.
Furtivamente m’hai cercato
e trovandomi m’hai turbato
con un Ti amo lanciato
con tono imbarazzato
ma già innamorato.
Hai aperto la porta
del mio buio viso
stendendoci un sorriso
tra finestre d’anima assorta,
barricata tra i suoi pensieri.
Una tenera carezza,
parole intrise di dolcezza
hai svegliato l’anima dormiente
facendo fiorire primavera
in una notte di luna piena.
Scorreva il sole nel suo calare
dietro le nubi di una primavera nera
fluiva via triste la luce verso quel fiume inaridito
in cui si erano trasformate le nostri notti
e noi non capivamo il senso delle nostre carezze
la libertà del nostro pensarci
finché non ci fu tolta
afferrata dagli artigli di un’insaziabile arpia
che si portava dietro il buio straziante
di una nuova oscurità
l’anima della notte moriva lentamente
noi facevamo finta di non accorgercene.
non dovresti chiedere
non dovresti cercare
colei che ha altre idee
diverse dalle tue
se si fa, uno scontro avviene
e in men che non si dica
la confusione regna
magari si è d'accordo
su certi argomenti
e su certi movimenti no
dopo si può desiderare
di far tutto da soli e succede
ma se va male, lascia stare
non farla partecipare
ad un risultato negativo
è questo il comportamento esatto
che sta in piedi, che è normale
facendo capire di essere in pace
con se stessi. Tutti abbiamo
malattie da curare, quindi una giustificazione
non esiste, per questi cambiamenti continui
che non ascoltano neanche l'unica persona
chiamata con affetto sgridandolo
e accontentandolo sempre
anche quando non si deve
In questo testo non mi riferisco ad una coppia ma a due persone
donne.., è arrivato l'arrotino,
lavoro subito ed immediato,
appena chiedi è già riparato.
Si arrotano coltelli, forbici e forbicine,
e se volete aggiustiamo anche le cucine,
ripariamo anche gli ombrelli,
sia che siate brutti sia che siate belli.
Se in cucina avete perdite di gas,
uscite pure dalla vostre empasse,
se poi va proprio a fuoco chiamate i pompieri,
noi nel frattempo chiameremo i carabinieri.
Affrettatevi donne, scendete!
Felici da noi spenderete,
un saluto dal vostro arrotino,
un po' pazzo ed un po' biricchino.
Paura del mare.
Paura delle onde
che avanzano violente,
fino a travolgerti.
No, non aver paura.
È la vita che ti mette alla prova.
Chi non vive non può imparare.
Le avversità ti fanno crescere.
Ti insegnano a lottare,
resistere e vincere.
Ti aiutano ad essere tenace,
ti formano il carattere.
Vinci...
La paura sarà la tua forza.
l’animo tuo darà vita a fiumi di parole.
Lava incandescente che tutto travolge, tutto muta,
sotto gli occhi increduli di chi mai immaginava
di poter un giorno assistere a tale spettacolo.
Immagini di vita che scorrono come scene di un film
a catturare sguardi fin lì cechi, labbra che si schiudono
per dar voce a sensazioni che fanno tremar la pelle.
Parola dopo parola, pagina dopo pagina
s’ intraprendono viaggi oltre i limiti,
senza più tempo, senza più spazio.
Tu, umile scrivano, sarai modesta guida per chi
preso per mano uscirà da prigioni di paura
metterà ali alla mente, visiterà mondi sommersi.
Libro, diventato amico in carne e ossa,
piegherà sbarre di pertinaci ostilità
romperà catene di latenti timori.
Abile lettore camminerà su ovattate nuvole di fantasia
udirà il canto delle foglie vibranti a dolce brezza,
vedrà incredibili avventure raccontate dal mare.
Ammaliato e abbracciato da cotanta beltà
alla realtà difficilmente farà ritorno
con cuore duro e anima gelida.
troppe complicazioni
di uscire senza concentrarsi
senza notare difetti
eppure c'è vita
e qualcosa si è spento
in questo nostro universo
che breve potrebbe essere
se poco lo valorizziamo
senza farlo arieggiare
dargli sostegno
che garantisca
di darci nutrimento
sano, agli occhi
che cercano le stelle
Stiamo quì
a raccontarci, verità
malate, da cancellare
ma che non ci è concesso
Conviverci, provare ad amarle
come se avessimo insistito
per avere, questi dolori
fra l'anima ed i vasi sanguigni
I miei respiri
pianti per te.
Un abisso mi trae
nelle sue mani
per indurmi nelle sue
amarore viscere,
lasciandomi divorare
da quell'acre limbo
nel suo fosco fine!
Ma non sarà mai
tempo di morir
d'amore per te,
poiché il corruccio
per quanto faccia male
quando sgorga spinoso
dal mio cuor ferito
spezzato dalla
crudele tradigione,
quel cuore
vuol sempre
sentirsi rinascere
alla speranza
del potere dell'amore,
che pulsa palpitante
ancora per esso!
che via via inzuppa di finito
la galassia delle cose andate,
il colore del futuro è da inventare.
Nella macina degli errori
che mai avrei voluto fare,
verso i sospiri del cuore distratto
e salvo i sorrisi degli amori.
Chissà per quanto tempo ancora
il ballo delle cento speranze infuria
quando troppa folla si assicura
lungo le vie colme di presente!
Quanto bisogno c’è di sognare?
Sono falò di spiaggia abbandonata
che fuma frammenti e lento li disperde.
Sono solo, nonostante il mare.
-donatore del fuoco-
Prometeo d'Atene
incatenato alla rupe del Caucaso
mieteva pensieri, parole
e cieche speranze
per alleviare il dolore degli uomini
accecati dal volere degli Dei.
Lui, ribelle per antonomasia,
resistette imperturbabile al supplizio
di un'aquila spietata
mandatagli da Zeus
che batté le ali
in direzione del divino eroe
assetata del suo sangue epatico,
a causa dell' illuminata discolpa
di non aver saputo mentire
al cuore
e accettare l'ignoranza.










