C’era un viso piccolo
affacciato alla finestra
cornice d’un quadro bianco
e poi quella trincea sicura
in cui camminavamo sorpresi
nell’ insieme dei colori
verso un mondo ad occhi aperti
che più non sarebbe stato
ma si poteva ancora sognare
e tenendomi per mano
accompagnavi quei sogni ai ricordi
e i ricordi alle illusioni
che fan cazzotti in continuazione,
li vedi spesso in televisione,
son famosi in ogni Nazione.
Uno grande grosso e barbuto,
ti solleverebbe con uno starnuto,
l'altro dagli occhi chiari che splende di beltà,
in molti lo chiamavano Trinità.
Con loro se ne vedono delle belle,
di risate a crepapelle,
e sa han fame e son da soli,
te li ritrovi a mangiar fagioli.
A volte sembrano due matti,
interpretando due super piedi quasi piatti,
alcune altre fan finta di litigare,
mentre con gli ippopotami gli piace stare.
Le loro leggendarie battute,
son da tutti risapute,
mentre le loro colonne sonore,
le conoscono persino le suore.
Hanno accompagnato intere generazioni,
per i più piccoli anche meglio dei cartoni,
film visti a ripetizione,
sempre come se fossero in prima visione.
Ancora oggi vengono riproposti dal palinsesto,
li rivedo volentieri anche se con occhio più mesto,
in ricordo di anni che non torneranno più,
quando loro erano l'appuntamento fisso alla TV.
Non volevo però lasciar alla nostalgia nessun richiamo,
Bud e Terence mi direbbero: ' Altrimenti ci arrabbiamo',
allora con un barattolo di marmellata mi siedo sul sofà,
e congedandomi scrivo: ' Solo Puffin ti darà forza e grinta a volontà'.
Ho scelto te
nonostante
la distanza di mezzo,
i limiti di spazio e tempo,
con il dolore
di non vivere
per ora
pienamente
questo nostro Amore.
Perché solo il tuo sorriso
la tua risata
accendono ogni parte di me…
Perché hai sempre nutrito
non solo me,
ma soprattutto Noi
soffiando via
ogni nuvola nera.
E continuo
a scegliere te
ogni giorno
perché sei tutto quello
che mi mancava
per poter urlare
che l’Amore
e la Felicità esistono…
in carne ed ossa.
Perché sei tutto ciò
di cui ho bisogno
per sentirmi
vivamente completa.
Perché nessuna ricchezza
vale più di te…
più di Noi…
né case sfarzose,
né gioielli sfavillanti,
né auto lussuose.
Ho scelto te
perché anche tu
per primo
hai scelto Noi
oltre i limiti di
spazio e tempo.
E continuo
a scegliere te
ogni istante
perché solo tu
sei l’unico capace
di illuminarmi la vita
proiettandola in un futuro
con l’unica e vera
essenza dell’Amore:
due cuori
ognuno con
una propria ala,
sì,
ma che stretti
insieme intraprendono
vortiginosi
voli d’ardore.
E per chi si ama
non c’è condanna…
ma solo un’unica anima
che spogliata
di lacrime e dolori
ora indossa
passioni e vibrazioni.
Certo che noi umani
siamo veramente strani
vogliamo soprassedere a Dio
già, sedercisi proprio sopra
… a Lui, che tutto governa.
E tratteniamo capro
ad espiazione dei nostri peccati
trattando i nostri simili
peggio di cani e spiccioli.
Lasciamo che sparisca un Tibet
in una voce grossa
come priorità del ricco
in un vaccino, perché darebbe
lavoro al povero. Inconsapevole
della sua preziosa vita
senza la quale, cadrebbe
dallo sgabello di ricco.
E non consideriamo il globo
che persiste nel suo peso
col rimanere a galla.
Avesse mai un’orbita
preassegnata
su cui sdraiarsi!
Racchiudo
la tua
immagine
in una bolla
di sapone.
Con un
leggero soffio
la oriento
verso di te.
La rincorro
e la lascio
scoppiare
sul tuo corpo,
in prossimità
del cuore.
Con un
delicato bacio
inalo
il suo profumo
e lo lascio
penetrare
dentro di me.
restano incatenate e opprimono la luce del giorno
Le dedico a te, che resto a guardarti, in una foto
sorridente, dentro un cassetto vuoto
di soli pensieri scavati nella terra smossa
tracciata da confini irraggiungibili
Nella luce del sole riappari
ed è come, se volessi parlarmi
dirmi quanto ti manco
pensando a lei, ad una vita finta
impegnata a domandarsi spesso.
Forse ha smesso, ed è questo che conta
quando trovi riflessioni
si schiarisce la mente, che più non pensa
guarendo, disturbi immaginari
nella notte di queste lacrime
che copiose rigano le gote
di chi ancora ti desidera.
Ti sogno ancora,
nel corruccio di chi consapevole comprende
che la morte non lascia scampo.
Ti sogno ancora,
nell'infinita certezza
che il filo spezzato
un giorno si rilegherà
per ricongiungersi nuovamente.
Ti sogno ancora,
nell'intimo dell'universo
del mio cuore,
che il giuramento d'amore
fatto sul ciglio della tua vita
saranno mia scialuppa di salvezza
per sigillare quell'addio temporaneo
in perpetua certezza
che un giorno in cielo ci rincontreremo.
Ti sogno ancora,
nel profondo distacco
che il destino ci ha inflitto
spaccando a metà
l'inferno e paradiso
che questo amore mi dà e renderà.
Ti sogno ancora;
a mani vuote e cuore pieno
di dolore a segnare i miei sogni
con l'ombra della tua carenza!
E ti sogno ancora, e ancora tanto ti sogno,
perché nel sognare
brilla un barlume di miraggio sospeso,
che mi lega ancora a te
ed è per questo che...
Ancora ti sogno inevitabilmente!
Ed è pioggia che cade dagli occhi
ed è solo dolore
sono i segni sul viso che piano
son passati nel cuore
quella mano contro il tuo viso
porti ancora il terrore
troppo tempo hai passato in silenzio
senza più amore
Non lasciare a quell'ombra rubare
la tua allegria
non aver paura dei sogni sepolti
dentro il tuo cuore
lascia pure che l’anima voli
senza pudore
torna pure a guardare le stelle
che brillano in cielo
Fa che il vento accarezzi
i tuoi capelli
che la vita diventi leggera
come un bel gioco
che il tuo camminare per strada
non ti sia di peso
che il sogno di amore profondo
diventi il tuo scopo
E tu… tu non arrenderti mai
Non nascondere
Fra le mani il tuo viso
Non nasconderlo mai
E tu… tu non perderti mai
Non togliere
Dalla bocca il sorriso
Non toglierlo mai
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Quel che è stato
non è stato dimenticato
ma nascosto, protetto,
nell’animo nostro.
Tremiti inebrianti assalivano
membra ossessionate
che varavano
tra insaziabili orgasmi
il talamo che ansioso
ci attendeva.
Lì in ginocchio
magnificavo il tuo membro.
Labbra lussuriose ricevevano
il suo succo
così come la terra
il suo seme.
Mi dissetavo
con eccitante giubilo
perdendoci nei nostri
languidi sguardi.
Tanto caldo e intrepido
era il goder tuo
dentro la carne mia
insaziabile del suo sapore.
Come stiva di una nave
mi ero aperta
per il tuo viaggio
nel mio profondo antro.
Selvaggio e dolce esploratore
continuasti l’incursione
tra piacere e passione
l’intera notte.
Poi stremati
giacere stretti
in intreccio di corpi
ancora ansimanti,
nel tepore dell’alba
sull’isola dell’adulazione.
Rinchiusi in queste mura di cemento.
Nascosti fummo da queste mascherine.
Cancellato fu il nostro volto.
Immobilizzati a causa di queste leggi.
Il silezio soccombe sulle città.
Nessuno è libero.
Solo i droni sono liberi di volare.
Siamo soli come l'acqua su Marte.










