Ho parlato alla Luna
che ci ha guardato
da lassù sorridendo.
Ho parlato alle Stelle
che hanno donato magia
a quella indimenticabile sera.
È l'alba
dì un nuovo giorno:
gli uccelli volano liberi
verso il Sole
e cantando,
mi danno il buongiorno.
E io sono lì,
aleggiando al di là
delle Nuvole,
con il mio
unico grande Sogno.
Pensieri
Arrivano numerosi
in un forte vortice.
Li accoglie,
come ospiti,
la mia mente.
Solo con me stesso,
mi perdo attraverso
sentieri ombrosi.
Mi invade l'irreale
ed acquisto
la leggerezza
di una piuma
al vento.
Un soffio mi libera
e mi dà nuovo respiro.
Continuo il percorso,
poi mi riposo.
Seduto
su un grosso macigno
attendo il vento.
La meta
è ancora lontana,
ma ce la farò.
a volte grevi a volte necessari,
arrivano puntuali come albe
perché si senta d’un riscatto l’urlo
che negli abissi tutto si propaghi
là dove ogni felicità esplorata,
eterna fata dispettosa e vispa,
vada a trovar sicuro nascondiglio.
Poi, tutto è quiete al rassegnarsi.
Riprende forma il tuo microcosmo
nella certezza d’aver ancor provato
ad inseguire tracce promettenti.
E passa, un’altra notte passa indenne
da improponibili duelli insonni
quando con l’arma della fantasia
battaglia vinci e tu la chiami guerra.
volerei da te:
ascolterei con amore
il tuo silenzio,
leggerei con passione
il tuo cuore.
Strapperei con ardore
il dolore dalla tua anima,
ti donerei la serenità
che la vita spesso
non ti dà.
Cancellerei ogni tua paura
e ti regalerei coraggio
ogni volta che verrà a mancare.
Ti offrirei il mio presente
mettendolo nelle tue mani
affinché possa diventare futuro.
E così il tuo silenzio
mi parlerebbe
di ogni tuo progetto,
il tuo cuore mi racconterebbe
ogni tuo sogno.
E riprenderei a volare
su ali dorate,
stavolta non verso te
... ma con te!
i miei abiti riempiono nuove stanze,
la mia auto custodita tutto l'anno nel garage del cortile,
dovrà accontentarsi dell'ombra del palazzo vescovile.
Sveglia presto la mattina,
la campane fanno il maschio della gallina,
tutti a bordo senza catene,
al mare mi aspettano le tre sirene.
Lungo la strada l'asfalto già infuocato,
un fiume accompagna la strada mezzo svuotato,
eccomi arrivato a destinazione,
per il parcheggio trovo subito una soluzione.
Sabbia fine accarezza i miei piedi
stessa spiaggia dove i primi passi io diedi,
il sole sul mare fa scintille,
lo avvertono subito le mie pupille.
Indosso meglio il mio cappello,
ora non esce fuori neanche un capello,
una sirena al bar mi fa sentire padrone,
mentre sulla piantina cerca il mio ombrellone.
Odo: 'Si è liberato un posto in prima fila, numero nove',
ora il mare è tutto mio e io mi sento Giove!
Già intravedo la battigia,
a lei mi sento spinto da una forte cupidigia.
E' come l'attrazione di un innamorato,
che la sua metà ha finalmente ritrovato,
Tutto mi sembra così eccitante,
non faccio in tempo a mettere l'abbronzante.
Corro verso la riva come un forsennato,
tanto che la mia ombra sembro aver seminato.
Ecco! il mio piede si è appena bagnato,
subito realizzo che un altro anno è già passato.
Notte strana stanotte
di lampioni tristi
conficcati su muri feriti
Notte strana stanotte
di ubriachi persi
che si chinano e cadono
cercando la loro anima
Notte strana stanotte
di poeti malati
che corrono e urlano
inseguendo le loro parole
Video-Versi
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non scolora e si distingue appena dal resto del branco
il lupo senza idee è un uomo morto (da un pezzo).
Tutti a puntare il dito verso il Pierrot lunare,quel mascara
macchia fra le fronde,una fioritura sul foglio
rovina l'indaco e il verde del cemento dopo un acquazzone.
Se i motivi a rombi, giacca e calzini,congelano il buonumore,
dilaga il seppia,correzione occhi rossi e via le squame
per il dottore delle mosche
per la carta inzaccherata contro il viso.
Desaturazione al grigio,timido sorriso di chi evita
lo scontro al bivio,
di chi sussurra AAARGH al leone
sotto lampi di magnesio,
di chi teme l'inizio e la fine.
ho permesso
di giungere
all'anima mia.
Donando ogni suo respiro
avrebbe volato
o sarebbe precipitata.
Nessuno mai
è riuscito a rubarne
i battiti del cuore
penetrando
nelle sue profondità.
Ma tu
arrivato dal nulla
hai catturato
la sua essenza
facendola danzare
al ritmo sensuale
della calda tua voce.
Con occhi penetranti
hai ardentemente rubato
i suoi più lussuriosi pensieri
creando intrecci
di bollenti corpi
che giacciono ormai
nelle profondità
di irrefrenabile passione.
una donna con un foglio è protesa,
qualcuno racconta la sua storia,
dei suoi parenti sarà memoria.
C'è una donna che si trucca,
un'altra si aggiusta la parrucca,
gli infermieri a passo svelto,
il loro paziente han già scelto.
Sguardi fissi sul pavimento,
intanto il tempo passa lento,
qualcuno arriva da lontano,
Livorno, Ancora, non solo Milano.
Valigie riempite con compostezza,
trascinate con passo pieno di tristezza,
qualche signora bruna,
afferma che è solo fortuna.
Un'altra dalla capigliatura rossa,
attonita non si è ancora mossa,
la legge della vita qui scorre impietosa,
speriamo lasci ancora opportunità di cosa gioiosa.
D'incanto si ferma il tempo,
muoio di timido imbarazzo,
guance arrossate.
L’istinto di delicatezza
pervade i nostri esseri,
carichi di brividi,
contrasto di palpitio di cuori.
Mani si sfiorano nello scrivere
su quel libro ricco,
di firme regalate
da gente di passaggio.
Incontro fugace
intenso marchio a fuoco,
forza che vuole sfogare
in urlo di gioia da non placare.
Svanisce il pensiero
di pesante fardello,
alleggerito da un attimo di vita.
un inaspettato
vortice di passione
ascolto in seducenti sussurri,
m'infiammano l'anima.
Avvinghiata
da possenti braccia
do libertà
a incalzanti battiti
del mio cuore che,
ansimando,
urla il suo ardore.
Come vento,
in delicati tocchi di mani
avverto accarezzarmi il mio viso...
labbra infuocate
accendere
come vampate tremule
i miei sensi.
Trascinata da baci inebrianti,
sono ormai,
spogliata di ogni mio timore,
ogni mio pudore e dono...
dono estasiata,
le mie
più focose gocce di piacere.







