Il vialetto di ghiaia e il tetto spiovente
le risate sulla panchina mentre leggo un racconto
c’è Silvana che ride di gusto, proprio
un quadretto idilliaco. Lo zodiaco
qualcosa ha raccontato, di un amore
scritto nelle stelle, di pelle a contatto
col piacere, di sere a parlare d’amore
in versi, di un curvarsi di rami sparsi
e d’intarsi di gemme bianche al mattino.
Dell’acquitrino che sarà bonificato col vino
delle valli e dell’orizzonte che nell’aprirsi
al primo raggio di sole ci nasconde –è un fatto-
la rotta della lontananza e persino il dolore
di un tempo. E se accelera il battito cardiaco
quando ti guardo, in questo esproprio
del fiato, scorgo le luci delicate del tramonto,
nella nudità di corpi legati in un abbraccio rovente.
Sembra di poter scorgere
il fiato morbido di un lume,
nell'attesa di notti e scalini.
Lasciasti ci coprisse una scia
lunga una vita o una notte
sola, gradevole di gelsomini.
Sussurrasti con il ruscello su
barche di giornale il mio e poi
il suo nome, noi ti stavamo
ad ascoltare in fondo alla via.
Tremavi flebile, sola agli occhi
del lume… lei ed io c’eravamo
nelle notti bagnate di silenzi
e brina versate su quelle mie
d’inchiostro, le sue rosse d'albe.
Posso scorgere dalle tue finestre
aperte uno scalino più su, il buio.
Ricorderemo i passi nelle gambe.
voli colomba,
porti con te
un bocciolo
di rosa,
per la mia
Caterina.
Figlia adorata,
perduta in
un incendio.
Anche se
sono passati anni,
il dolore
è sempre forte
e solo sulle
ali della colomba,
trovo pace,
tracce di te
nell'infinito.
si tratta sempre di acqua
la stessa acqua che pulisce, lenisce
carezza, schiaffeggia, massaggia
tormenta, rigenera...
lo stesso fluido
nel quale abbiamo galleggiato
per nove mesi
cullati e protetti
A volte ci accompagna
a volte ci ostacola
a volte ci affoga
e poi ci sostiene
anche morti
Sogni sospesi.
Sogni rivestiti di te
che ti aspettano
nel silenzio,
guarda la terra,
dal suo profumo che emerge
raccolgo lacrime di gioia
nell'emozione di vivere.
Cammini stanca ormai
nella continua ricerca
di quella felicità nascosta,
dal cemento non può nascere un fiore
se non ci semini il cuore.
Ti guardo sfilare il passo
che brucia sul mondo in cui credevi,
la tua musica sfiora il mio ascolto,
in quelle verità mi ci trovo anch’io
Insegnami a sognare.
Insegnami a vivere sospeso.
Insegnami a rivestirmi di me
a superarmi ora che ci sei
tra le pieghe delle tue mani
saremo in due
saremo noi due
il mio posto è accanto a te
senza dimore con mille storie da raccontare.
Delle tue corse racconterò,
che mi hanno insegnato ad amare
ciò che meglio ero capace di concretizzare
senza mai riuscirci.
Mi hai insegnato ad amare
il peso che dentro, quel passo che brucia,
crea terra fertile sul cemento
bagnata da lacrime miste di gioie e dolori
l’aver seminato il tuo cuore.
è come se sentissi un soffio di vento,
ad esso sono attratte le mie dita,
come fa il ferro con la calamita.
Mi avvicino con compostezza,
spinto da una certa naturalezza,
lo apro e intravedo la tastiera,
accecato dai tasti servirebbe una visiera.
Il profumo di ebano arriva al mio olfatto,
e dall'odore vengo preso di soppiatto.
Ci son più tasti di un'astronave,
ora non mi sposterei neanche se cadesse una trave.
Pollice , medio e mignolo suonano i primi accordi,
e con essi affiorano mille ricordi,
Ora alla vista e all'olfatto si aggiunge l'udito,
il quale anch'esso appare stordito.
Sembro seduto su uno sgabello,
ma viaggio nel cielo come un uccello,
le dita scorrono ormai veloci,
le corde vibrano in armonia come buoni soci.
Ormai anche il tatto appare sopraffatto,
sul piano mi muovo come un gatto,
tra tasti bianchi e tasti neri,
nella testa ormai non ho più pensieri.
Solo il gusto non sono riuscito ancora a soddisfare,
ma di certo questo pianoforte non lo potrò mica mangiare!
Luce,
luce solare che illumina e mi scalda
quando il cielo è scuro ed io ho freddo,
luce soffusa quando cerchi carezze
quando furtivamente ti nascondi e guardi.
Luce,
luce forte che mi fa vedere s’io non vedo
quando qualcuno nel buio si nasconde,
luce molto forte ma mai abbagliante
quando sulla strada mia ci sono intoppi.
Luce,
luce sempre calda e mai fredda
quando dentro mi si gela il sangue,
luce bianca ma non artificiale
quando la notte brancolo nel buio.
Luce,
luce lunare che mi fa guardare il cielo
quando in terra qualcosa mi delude,
luce soffusa ma che mai si spegne
quando la notte cerco tenerezza.
Luce,
luce diretta che penetra le tenebre
quando io m’attristo e penso la morte,
luce continua e mai intermittente
quando mi nascondo ed ho paura.
Luce,
luce dei miei occhi che mi fa vedere
quando avvolto sembro un vero cieco,
luce intensa e viva che mai consuma,
luce d’amore che m’illumina la vita.
che ora è piena di brusche onde
Cosa vuoi fare da grande?
Vite
ad asparizione relegate
d’essenza compresa
nel momento d’assenza. Ma
come ogni cara persona insegna
il tempo può tramutare e farsi
prezioso alleato.
Nuda la vita e cruda. Immatura.
Dal sapore che non piace.
Nel addobbo il paradosso
con il solo vestito giusto addosso
… prioritario il gusto. Mentre noi
per travestirla scorriamo cataloghi.
Marchi di mode e modalità in griffe
per mantenerci invisibili
tra personali dispiaceri.
Terreno e tempo marchiamo a fuoco
e dal numerino priorità acquisiamo
… per il forno crematorio
- dalla padella alla brace -
Alimentiamo il sistema
di questa società d’aria
acqua e terra distante
che vagheggia passioni
gonfiate a piacere
anche a l’esterno
del proprio spazio.
Per voglia
che intraprende altra strada
diversa, non più … la nostra.
il tuo cuore pulsare.
Vorrei avere
tra le mani
le tue
per sentirne il calore.
Non riesco a dormire,
mi alzo all'alba...
Nell'aria
c'è profumo di te…
del nostro amore.
Non so stare sola,
l'emozione
mi sale in gola
ho paura.
Nostalgia
del nostro vissuto,
cosa non è andato?
Hai preso tutto di me,
come la marea
ingoia lo scoglio
lasciando attaccato
sostanza vitale.
Dentro me
non ci sei altro che te,
abbandona quell’orgoglio
che t’allontana.
Ripercorri la strada
quella che ti riconduce
alla ragione di noi.
E' finito un inverno
che sembrava un inferno
dove ombre di vita
chiuse dentro in lager di vetro
non avevano più sogni da raccontare.
E' finito così
arrivato nel silenzio
e sparito con un ultimo soffio di vento.
Ora il sole sembra più caldo
si respira un po' meglio
e si sveglia quella voglia
che solo lei sa dare.
Primavera di sogni
quelle ombre da troppo tempo
chiuse li dentro
puoi dare speranza
dentro giorni migliori e sempre più caldi
non dovrà essere più un inferno
ma un bel manto fiorito
con sopra tante stelle
che ritornano a brillare.









