Non lo so,
ma ci credi?
Guardo e immagino il mio viso che ti guarda e ti domanda,
non lo so che sguardo ho,
non posso immaginare cosa puo provocare il mio osservarti, dopo la domanda.
Eppure ti osservo, ascolto, non ti parlo,
poi d'un tratto tu mi chiedi,
e vuoi risposte,
non ne ho,
sono affollato e popolato di domande
temo le tue risposte.
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Profilo Autore: Luto  

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Ricordo… mio padre,

quando io ancora piccolo,

sedevo sulle sue gambe…

e il volante della sua bella auto mi concedeva.

  Percorrevo le vecchie  strade… felice ed attento

con la sua mano sicura pronto a correggermi.

Ricordo ancora la sua voce pacata per non distrarmi 

”vai…vai così… bravo…

guarda lo specchietto e vedi chi c’è”.

Io , vedevo solo la strada che correva dietro

e non capivo.

Ancora oggi... guardo quello specchietto,

ma vedo solo un strada in fuga
che porta via i sogni che un tempo mi resero felice.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Ho raccolto

questo fiore

in ricordo

del nostro

primo amore.

Te lo regalo

con il cuore

affinché tu

possa rivivere

le sensazioni

di quel felice

incontro.

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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

Questo autore ha pubblicato 120 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

È scintillar degli occhi

la mia miglior risposta

alla domanda che mi pongo

quando calma, arriva l’alba

e prende a pedate la notte.

I forti battiti del cuore

son coriandoli di dolci suoni,

dei sette colori della vita tutta

e di profumi anche primordiali

mentre va via l’ultima onda

ancor di luce non siglata.

Andrà a confondersi lontano,

forse nel più perfetto centro

di questo mare che come me

vuole ora soltanto respirare.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Logorandosi
per questo
vibrante sentimento
vaga l'anima mia
come barca
in balia di un
mare in tempesta.

Tra onde di
passione e dolore
trattiene in sé
respiri bramosi,
battiti tumultuosi,
ricordi di giorni appassionati.

Abbandonata
ad un destino offuscato
si lascia cadere
tra pensieri che
ululano al vento
l'impetuoso desiderio
di ritornar a quella magia
che le fece viver
l'euforia d'Amore.
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Profilo Autore: Veronica Bruno  

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L'occhio del poeta, perfora
Le nubi vacillano, al pensiero

D'ogni lacrima, è conforto
Quando esplode, l'imbrunire

Imbianca le vesti, e il vento
Il vento strappa, ogni foglia

Come speranza, nel palcare
Il tremore, battito di un cuore.
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Profilo Autore: Marulli  

Questo autore ha pubblicato 38 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Odo suoni di corde tedesche,
nell'aria come un profumo di pesche,
il suo mento perpendicolare allo strumento,
i suoi piedi non toccano ancora il pavimento.

I primi tasti comincia a pigiare,
la melodia nella casa inizia a riecheggiare,
fa attenzione alla diteggiatura,
come chi mescola una tintura.

Il suo occhio viaggia veloce,
solfeggiando fa il segno della croce,
d'improvviso una nota stonata,
la sua faccia non appare più immacolata.

Le sue ciglia si fanno tenebrose,
meno eleganti son ora le sue pose,
torna indietro e ripete ancora,
è passata quasi un'ora.

Finalmente tutto fila,
di imprecazione centomila,
ora si alza allegra e soddisfatta,
sapendo di non aver fatto malefatta.

Va via e non mi lascia neanche un dito,
e io rimango solo con il suo spartito!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Non ancora... non ancora...
non è ancora la mia ora!

Lasciami qui a spiare
danze di conchiglie sulla riva del mare

Lasciami qui a sentire
musica di vento che fa rabbrividire

Lasciami qui ancora un po'
per tirar fuori tutto ciò che ho
fantasia umorismo e amore
lasciami qui per lenire qualche dolore!

Lasciami qui sotto un cielo di velluto nero
a vagar tra le stelle col pensiero
a parlare con la luna solitaria
lasciami qui a costruir castelli in aria!

Tempo ne avrò per pianger di dolore
tempo ne avrò per riempire le mie ore
ma tu stammi lontano
non cercare la mia mano
cambierò la mia vita
cambierò la mia sorte
ma tu vattene via... perfida morte!
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Profilo Autore: poetessalibera  

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Oltre questa finestra 
dove scuotono i tappeti
Con un una balestra manco i miei segreti
Lì c'è un bosco dove il buio si ritaglia un buco
Mi dice: "Per dimostrarti che son l'alba
concedimi un minuto"
E a finestra spalancata preferirò dormire
Là c'è il corpo del mio gatto
ancora lì a frinire
Tutti vogliono l'estate senza passarci in mezzo
Quella merda della primavera
è un ramo nudo che io spezzo
Perché non mi dava nulla e bastava aspettare
ma era solo la culla di un milione
di quel che ho sempre visto
come un solo fiore
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Mentre le tue si schiudono
inizio a mordermi le labbra
che devono accontentarsi
ancora, solo delle parole.
Se mi farai posto tra le tue
labbra… ma tu sei la donna
della notte accanto, la notte
insieme alla tua pelle invece
io me le sento addosso.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 512 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

“Una persona non muore subito per noi, ma resta immersa in una specie di aura di vita che non ha nulla di una reale immortalità, ma che fa sì che essa continui a occupare i nostri pensieri proprio come quando era viva. È come in viaggio.”
(Marcel Proust)

Quando l’uovo si schiuse

mi trovavo con le braccia aperte,

in movimento, in allerta, qua e là.

Come una traccia di memoria.

Quando la voragine

mi inghiottì,

fu

oscurità

senza forma.

L’inevitabile attendeva.

Conteneva l’amore 

e la speranza.

La bellezza.

Era quella

la grande

opera,

il nulla

latente,

la madre terra

che contiene in sé

tutti i semi delle

creature

future.

L’essere 

e il divenire,

la distorsione

e il cambiamento.

Siamo stati un intervallo

che è svanito troppo rapidamente,

un’illusione, l’allerta che incombe.

La dilatazione di un sogno vero

che non è destinato a durare.

E poi il rimedio definitivo,

 la decomposizione

che attende

l’uomo.

“Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai nevrotici. Sono loro e solo loro che hanno fondato religioni e hanno creato magnifiche opere d'arte. Mai il mondo sarà conscio di quanto deve loro, e nemmeno di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni.”

(Marcel Proust)


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Profilo Autore: Charlie  

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Piano, non far rumore,
ascolta il cuore
come da una conchiglia
si ascolta il mare.
Silenzioso sospiro di meraviglia
dono del nostro amore...
La Vita.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Vedo passare un paio di lettini con le ruote,
non sono giostre ma l'animo comunque scuote,
profumo in aria di candeggina,
gente spinta in carrozzina.

Sono un numero su una sedia,
insieme a gente alta , bassa e media,
via vai continuo di camici bianchi,
tutti mai domi ma dagli occhi stanchi.

Alcuni camici sono ben stirati,
altri molto stropicciati,
ma è dalla scarpa lucente,
che riconosci il dirigente.

Un suono con un numero richiama l'attenzione,
tutti gli occhi della sala al tabellone,
ecco il mio numero , il ventisette,
vado in ambulatorio con le mie cartellette.

L'ago è già affilato e pronto,
del mio stato d'animo non tiene conto,
ecco riempite un paio di fiale,
su di esse il mio codice fiscale.

Esco con un cerotto a ridosso dell'avambraccio,
che dolore, come faccio!
Aspetteremo fiduciosi i risultati,
sperando che i valori non siano sfasati.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Così tanto complessa la tua testa
dall'animo dolce e gentile
a racchiudere l'essenza vitale
del tuo essere donna lunare.

Quel tuo sorriso che stende
paure iniettate, in un tempo
che scorre, impavido.

Il cemento che si presta...
ostacola il mio mirarti all'orizzonte;
lasciati guardare ancora
oltre le distanze di un tempo

che coglie lineamenti vitali.
Tu così bambina nella tua ingenuità
ma, matura della tua storia.

I segni del tuo dolore in volto,
indosseranno colori sgargianti
manifesta di nuova vita,
quella che ti attende.
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Profilo Autore: Leonardo Ancona  

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PAESE DI SQUILLACE | I Luoghi del Cuore - FAI

Paese dalle quattro affacciate
dove un bimbo
ci ha lasciato anche il cuore
com'era bello respirare
quell'aria nitida che sapeva di mare
Quella collina dipinta e adornata
da un vecchio castello 
più antico del tempo
e le vaste radure di araci e uliveti
fanno un contorno al vecchio paese.
Squillace antico ti porto nel cuore
e a volte rimango senza parole
come quel giorno che ti ho lasciato
e il mare su un treno sembrava lontano
mi manca tanto quella terra
fatta solo di creta
ma che inventa magiche costruzioni
e le stradine ripide e strette
dove un bambino oramai fatto uomo
ci gioca sempre spensierato e felice. 

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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