Ti sei fermata qui
al centro di una curva
col tuo bambino ancora in grembo
Nessun brusìo ti disturba...
Tutti gli impegni presi
e gli altri figli a casa.
Non lo sa nessuno, ancora
nemmeno tu lo saprai mai.
Il giorno si è chiuso all'improvviso
senza fartelo capire.
Per me sei stata solo un telo
steso sulla strada,
e un parlottio confuso
sull'autobus di linea.
"Qualcuno è morto poverino!"
Dicevano così.
Se non mi fossi trovata spettatrice casuale
nemmeno avrei guardato
le notizie sul giornale.
è cosa impersonale
Ritorna fra i monti
Una ad una, consapevole bellezza
E cosa volge al termine?
è sogno del comune vegliardo
Ad un passo dal seguire questo vento
Che tacito e ritto porta via tutto
è cieco il mio destinare originario
è cosa impersonale
Abbarbicanti e inconsistenti radici
Tendono agguati al vecchio e al giovane
E un intenso distacco
Porta con sé alla notte
E la domanda sorge più invasiva
è davvero tutto qui?
A questo mio destino
è cosa impersonale
Tu mi chiedi
Porgendo la mano
Forse lo sguardo lontano
Io non so che rispondere
È troppo solo parlarne
Il suo fulcro non è deciso
Il dubbio è mescolato all’amaro
Tu mi chiedi
Sapendo che son avaro
Di quanto vuoi sapere
Di quanto potrei ancora dare
Luccicante negli occhi
Provi
E mi tocchi
Senza incalzare
Tu mi chiedi
come certo ad imprevisto
come muto a sordo
come calma ad agitazione
come fatto ad illusione
come estate ad inverno
Tu mi chiedi
Non so che dire
Mi sento bruciare
Mi sento applaudire
Qui all’inferno
il buio in cui si trova tanta gente
Se fossi una medicina potrei curare
quel male che divora corpo e mente
Se fossi un fiume potrei trasportare
i sogni dei bambini fino al mare
Se fossi un ciclone potrei spazzar via
crudeltà tristezza e nostalgia
Se fossi un venticello potrei portare
un po' d'aria a chi sta per soffocare
Se fossi pioggia potrei lavar la terra
offesa e insanguinata dalla guerra
Se fossi un pagliaccio potrei strappare
un sorriso a chi ormai non sa più amare
Se fossi un serpente potrei avvelenare
chi non fa nient'altro che spettegolare
Se fossi un fulmine potrei colpire
chi tanto male agli altri fa patire
Ma io son solo umana e come tale
a volte faccio bene e a volte male
tanto tempo fa...
Sei una spina
nel cuore,
hai cambiato
per sempre
la mia vita.
Ma la guerra
si sa annienta le
persone, capovolge
valori e sentimenti...
Ma dentro al cuore
sento che torneremo
insieme,
ovunque tu sarai
amore mio...
Ho visto una margherita
la prima.
Aveva i petali di nebbia
e di un autunno dimenticato
l’odore di foglie secche.
Volevo strapparla
per rimirarla tra le dita.
Ma non ti faccio pena
sembrava dirmi
e poi tra un po'
ti inondo il prato.
Allora si
che potrai raccogliere
il mio fiore
ma ti rammento di una cosa
che con i miei petali
ti giocherai l’amore.
di suono di mare
più che odore
di violenta terra
d'inganno d'appartenenza
Ho sempre avuto in cuore il canto
d'abisso
Più che ossa su cui contare
passi maldestri
Camminare solo per
richiamare alla sfida
il canovaccio del fato
Che mi vuole
sconfitta alla legge
sotto il peso del rifiuto
Ed io lo trasformai
in sferica danza
per illuminare
l'assenza
Solo
per
me
Che appartengo
alla parola
Cosa lasceremo in questo mondo
solamente ricordi di vecchie foto sorridenti
di amici andati via molto prima
lasceremo questa bella immagine di vita
con in sole che nasce e poi tramonta
saremo invisibili come la nebbia
e freddi come il ghiaccio
è il destino di ognuno di noi
nascere e invecchiare
aspettando quella luna lassù nel cielo
lasceremo l’ultima parola
con un solo desiderio
quello di viaggiare nella fantasia
con un finale improvviso
quello mai immaginato.
Ecco cosa lasceremo
una bella avventura in prima visione
col biglietto già pagato
non potremo rivederla
perché non ci sarà una replica
solo vecchi ricordi nella mente di chi ci ha amato.
l'amore è veleno
prima ti illude e poi viene meno
dell'amore non fidarti
è lì solo per fregarti
è una spada affilata
che tanta gente ha trapassata
è un serpente a sonagli
è il peggiore dei tuoi sbagli
è inutile che insisti
è come dico io
fidati di me... dolce amore mio!
avrò il corpo disteso al sole,
avrò non so...
un mal d’amore!
Avrò un mare e un ombrellone
dove nascondere il mio rossore.
E poi avrò un sogno
tra la sabbia e la gente ignara,
tra castelli fatti di parole
e occhi attenti ma distratti,
ma ciò che conta
è che avrò un bel malincuore
che orgogliosamente ondeggerà
nell’oceano di questa estate
tra coralli, conghiglie, stelle marine,
e dei camaleonti nell’anima
a farmi compagnia in riva al mare,
mentre la vela del destino
va lontano dove l’orizzonte
fa l’amore col celeste immenso
riflesso nei tuoi occhi innocenti.
Avrò, avrò e ancora avrò
tutto questo in quel tuffo
nella mia vita,
ove ogni emozione
avrà solo il tuo bel nome
scolpito nel mio destino
per restarci in perpetuo.
Avrò con te,
solo se tu avrai con me
neve nel ciel d’agosto
a sorprenderci d’incanto irreale
nella stagione della felice libertà
che ci sospinge più in là
via dalla realtà.
Avrò ad occhi chiusi,
io libera nel cuore
viaggiando con ardore
sognando con stupore,
e tutto questo
nella sottopelle mia
che bramante sotto al sorriso
del sol che mi scalda
e poi ancora ne avrò
cuore e amore,
e sarà meraviglioso!
il canto melodioso
della notte
vedo le prime luci
dell’alba
colorare
gli alberi solitari
appoggiati pensosi
sulle case addormentate…
Immagino la voce del
risveglio,
mi trasporta lontano
nel tempo
quando i sogni
parlavano di giorno
e la mente alzava
lo sguardo
su un mondo
da scoprire…
Ascolto in silenzio
il canto melodioso
della notte
e i sogni svaniscono
lentamente
le luci della città
si accendono
anche oggi
ma forse
da qualche parte
nascoste
a mia insaputa
germogliano
coraggiose
le immagini
del passato
cariche
di antiche
promesse.








