sulla tela di un pittore antico.
Non affronto le tue labbra
per non restar ancor sospesa
su di un letto disfatto.
Per non aver il marchio
sulla mia pelle che nuda
si concede alla tua.
Non ti affronto a viso aperto
ma mi nascondo nel mio cuore
è li... che perdo ogni battaglia.
un bacio,
un appuntamento
e poi, ti ritrovi
fra bimbi piangenti,
piatti da lavare,
panni da stirare.
L'amore, la magia
di noi nascosta
tra strati di quotidianità
ma non dimentichiamo
mai, se possiamo,
un sorriso...
Anche di sera,
al buio, tra stanchezza,
ci aiuterà...
Solo un istante,
un momento,
un efflato,
un secondo,
tale è la felicità,
dura poco,
e finisce presto,
felicità,
effimera e caduca,
come le cose umane,
la cerchiamo nel nostro giorno,
per la strada,tra il traffico indifferente,
nella nostra vita quotidiana,
un po’ di felicità,
di serenità,
che fugge tuttavia,
a volte dura un po’,
a volte pochi istanti,
pochi.
Nuvole lievi, notturne trame
con lo sguardo perso a voi mi affido.
Sottili ghirigori
eburnee mani, dita di stelle
rilucenti in questa volta buia e silenziosa,
siate la guida dei mie pensieri
che cercano risposta.
Nel vento caldo di una notte estiva
vi affido i sogni ed ogni mio respiro.
Confusione
Ah piccola che confusione,
il mondo gira,
come un pallone,
tutto di corsa,
tutto di fretta,
e siamo schiavi della pubblicità,
dei media,
delle convenzioni,
e c’è bisogno di tutto,
qui ogni cosa è un esigenza,
e il mondo che confusione,
un minuto,
per fare l’amore,
per dirti parole,
per dirti qualcosa,
farti sorridere,
ridere,
mondo che gira,
come un pallone
E’ lì che mi piace giocare
ad acchiapparella
con la notte, nell’equilibrio
incerto di un’altra acrobazia.
Dove le parole scritte tremano su un filo
di voce, nel tono degli occhi di chi legge.
Dove il poeta fa dell'illusione
la sua calligrafia.
D’estate
andrò per i sentieri
solleticando la terra polverosa e secca
voli minuti convoglieranno le gambe
ma lasceranno volare ogni piccola creatura .
La rugiada
disseterà i miei frammenti d’anima
e il vento indisturbato
ne raccoglierà
il profumo.
da aspri tramutarsi in dolci curve
con i sentieri in ventre di collina
allungarsi fino alle più alte cime.
Di qua, l’oceano rimpiccioliva
e assieme a lui ogni altra cosa dentro.
Cos'è accaduto nella mia stagione
io posso raccontarlo, oltre che a me,
a chi nei sogni cerca il nuovo
e dell’amore più non si accontenta.
Ascolta! In meno d’una sola ora
davvero il tempo non si vergognò
di fare tutto e il suo contrario esatto,
perfetto esempio di saltimbanco pazzo.
Così, notai ciò che da sempre voglio,
la neve rossa cadere sull'azzurro,
sì azzurro, il mare, per via del fatto
che mai follia potrà inventarsi altro.
Cadeva, la neve, poca per fortuna
e appena giunta al suolo
si mescolava in dose esatta e pronta
nell'officina di colori e forme nuove.
Vidi la pioggia, la detestata pioggia,
come quando, da questa mia finestra,
io la vagheggio di consistenza scarsa,
punta di spillo in un’argentea tinta.
E cosa dire poi del vento,
ma non di quello che si conosce già,
bensì dell’aria che al suo passaggio
sgancia carezze sul viso di chi incontra.
In altra rapida sequenza, la nebbia...
Lastra compatta, volle oscurare il brutto,
non solo giovinezza di droga devastata,
non solo litorali cancellati dai cementi,
ma anche i ghigni di chi intanto muore
dentro una vita dedicata al male.
Poi, fu la luce a fare da protagonista
in ogni angolo del nuovo microcosmo.
Fermò i suoi raggi sulle prime rughe
della mia fronte rivolta alla sorgente.
Chi nasce tondo
non può morire quadro
e questo detto
proprio ti si addice.
Che stupide noi donne
si dice ancora che..
Chi di speranza vive
disperato muore
È qui che noi sbagliamo
sposiamo un tondo
e ci aspettiamo un quadro.
C'è poi chi dice
meglio soli
che male accompagnati
saggio l'adagio,
bando agli attriti
basta al livore,
nessuno più che si dispera,
basterà dirci
buongiorno e buona sera.
Un bacio
un letto
poi caffè e cornetto
e come dice il detto
Il matrimonio...
L'unica guerra in cui
si dorme
col nemico nel letto.
Più che uomini
… marionette
a puntare dito al niente
d’ignoranza, sempre pronte
sempre pronte a spunti
di guerra, sia calda sia fredda
in un feroce nazionalismo
travestito da gattino
dettato da semplice piacere
sopraffino
- che vorrebbe Orazio
prezioso e travisato alleato
nel suo “carpe diem
quam minimum credula postero” -
per dar peso
al proprio scarso pregio
che nulla trova di meglio
di una corda intorno al collo
per tirare l’altro verso il basso
… sinché
non raggiunga il vuoto.
è lì che al meglio sono i miei talenti,
il mio sottile sarcasmo,
le mie rime migliori.
C’è del conforto nell’esser triste:
è quando meno rido
che più forte è il mio scopo,
la mia spinta all’oltre.
C’è del conforto nell’esser triste:
è tempo perso quello in cui io non mi rivaluti,
è spazio vuoto quello in cui io non balli allo stremo.
C’è un nodo nel mio cervello
che si scioglie a mano a mano,
ma per ora cerco conforto
nei pochi momenti in cui sono umano.







