se respiro o forse sono morto,
se tutta, intorno, l’aria è piombo,
odiosa pressa sull'anima indifesa.
So solo che si sente il silenzio,
di quelli propri d’una cattedrale
nell'ora che solo l’altar si ostina
a custodire i dolori degli uomini.
Mi staccherò da questo cerchio?
Se mi vedrete ancora arzillo
o, meglio, sorridere a più non posso
sarà il segno che non ho perso,
che ricomincio dall'alfabeto antico.
I tuoi occhi
son matite accese del mio avvenire,
i tuoi abbracci
lettere di mille parole
perdute in un campo di girasoli,
il battito del nostro vivere
luce dello stesso mare
ad ogni compleanno d’universo.
Caro papà
siam plettro della stessa anima,
nuvole dello stesso cielo,
una canzone d’inverno
ad incidere il ricordo
del nostro bellissimo tempo.
moduli aerei sopra le nuvole
sperimentano insofferenze
un subissare di piume oro...
frammenti di un ritiro sacro
vanitoso e borioso
nelle fattezze d'un volto
impegnano l'età tarda...
è del corpo la perdita
di bocca e labbra
una pelle serica nuda
nei pressi d'una riva.
Da un oblò la terraferma
ondeggia più del mare.
Non è aria
di neve di marzo
che fangosa si scioglie
nelle strade smorte
prive di gente
- nascondono i volti dietro le maschere
che maschere erano prima della tragedia -
fantasmi, col peso di ore da perdere
quando il cielo non scarica nulla:
è forse rimasto infettato
o morto in un vicolo cieco?
per occhi invadenti che spogliano i sensi
persi nella follia di un amore impossibile .
◊
Tutto tace mentre muoio per quella voce
che lascia una scia di lividi profondi
nelle pieghe di un dolce pensiero.
E non c'è pace, nell'insistenza
della volontà... senza forza alcuna.
◊
Cerco pace, nella pazzia in cui mi perdo...
in un grido d'amore che non tace,
in un soffio di vento adagiato sulla pelle.
Quella pace rassegnata, che ancora grida;
Resta, non c'è pace se tu non ci sei.
sopra la mia testa
senza nuvole e senza vento.
Ma poi vorrei anche le nuvole
di quelle soffici
intorno alle montagne.
Oppure di quelle che sovrastano il mare
con le pennellate di arancio.
Non sopporto il pulviscolo che filtra le tende
dove ai vetri
l’inverno ha lasciato l’umidità.
Ma se guardo fuori
il cielo mi dona mille carezze .
Pari ad una madre
la Primavera adesso che
ridesta l’alito
adesso che in dolce attesa
i rami hanno
fertili le gemme e
avanza l’incanto .
come nostra é la Madre
che dall'odio ci tolse
E di Anime fuori luce
la vita
lontana
da parole di morte
e sentenze
sulle nostre vergogne
La luna di mezzo supplisce
il freddo distante
di un cielo non più celeste
al di là delle Alpi
Assieme a COLUI
che in lotta ci vede
contro un volere invisibile
ritroveremo l'abbraccio
per inchinarsi all'inizio
che non cede alla fine
Ora che gli spettri
non hanno più voce
Ora che é tutto più umano
che strano...
se non fratelli o nemici
il mare non vuole tradirci
Alzate lo sguardo
L' ITALIA NON VUOLE MORIRE !
muro baluardo del loro scandire,
volevano intessere ruote nel cuore
pensare alle gabbie come atto d'amore.
Frequenza nutrita dagli organi
diamante scandito dagli angoli,
gregario giro di cicale,
clessidre volteggiano al tempo solare.
❀
Verrà un giorno... la malinconia
che fermerà le mani da un morbo
ed i piedi cammineranno di nuovo
e senza supporto andrò avanti.
❀
Verrà un giorno... quel sole
a riscaldare questa stanza
asciugando le sue pareti ingiallite
e mi libererò dalle mie ossa.
❀
E poi... poi verrà un giorno...
dove la mia anima levigherà,
respirerò senza polmoni e...
soffierò s'un silenzioso stantio.
❀
Verrà un giorno che
chiamerò "Eternità".
nell'ombra scruta il verde
dell'innocenza
che tuttavia
non proprio innocente è
lati nascosti ha
e son quelli cattivi
che si mascherano
e rivivono una nuova identità
sforzandosi di essere
quello che non sono
indossando abiti
per niente adatti
all'immagine che indossano
sempre in tutte le occasioni
di finte espressioni
destinate ad impazzire.
Riconosce che è come un sogno
e si illude di poter cambiare
vestendosi d'aurora resuscitata
fra terreni incontaminati.
Li fa suoi camuffandoli
senza esserne sicura
che accolta verrà
facendola sentire
comodamente
a casa sua
non era prevista
a rincorrere il tuo odore
nella mia testa
la tua carne
nelle mie unghie
il tuo sapore
nelle mie pupille
il tuo orgasmo
nelle mie mani
le tue carezze
nelle masturbazioni.
Isolati come i cani
nelle gabbie dei canili
a leccarsi le ferite
i vuoti e le parole.
Se potessimo
almeno vederci
per pochi minuti
e consumarci
come clandestini
in cerca di una patria
o dell’amore
come i fiori
dentro ai muri
che bramano liberazione.
No, una Primavera così
non l’avevo prevista
mentre il sole ci chiama
l’aria ci brama
il cielo ci guarda
e non chiede.
E noi rinchiusi in un bocciolo
aspettiamo l’Estate.
sopravvivere al dolore
di questa tragedia che tutti
stiamo vivendo...
si muove piano, tra stanze
ascettiche, passi affrettati,
pianti, lacrime..
si posa sui cuori,
cercando speranza,
spesso nascosta.
Amore tenace che
combatterà fino alla fine,
per sconfiggere dolore.
per il coraggio che mi dai.
Riempi la mia mente,
con progetti futuri.
Una pedalata in bici,
mangiare il gelato su una panchina,
allontanando per un attimo il presente.
Dimenticando quei numeri,
che ogni giorno
sono sempre più pesanti.
Amore, mi manchi in ogni istante.
Fuori è quasi primavera,
le violette colorano i prati,
mentre tu dipingi la mia vita.
Affido un bacio ad un gabbiano,
in attesa di poter di nuovo abbracciarti.
Quest'anno la sogneremo
scrutando a distanza
ci accorgeremo di quanto è bella
lei principessa radiosa
col suo abito colorato ed armonico
di rondini svolazzanti
che solo a guardarli mettono allegria
Gli umori migliorano
e si scrutano danzando
ed i fiori brillano
mentre il vento canta
Ci trascina conducendoci a lui
leggerissimi siamo
I brutti pensieri ci lasciano
respirando nelle case










