Sono qui sono al tuo fianco,
Per molti sono una donna
Bella Fata Bionda
Da guardare e perché no,
da corteggiare.
Per te la donna
è quella che guardi
con interesse
mentre nervosamente
schiaccia l'acceleratore
nell'auto affianco.
No...tu non mi vedi.
Fanciulla
gioiosa nel viso
Con la bocca piena
Ingorda del frutto
Mediterraneo.
E Matilde mi porgeva
I melograni,
Aperti e paffuti,
" li vuoi i melograni?"
Dolcissimi come te!
Ragazzi a gara
raccogliamo insieme.
Testardi e gaudenti
Disobbedienti
Anarchici
Noi"
Otto marzo ... una festa
fumo quello che resta
e la nebbia prodotta
ne impedisce la vista
spento il profumo donna
che ha preso sopravvento
lì ... femmina prevale
col maschio a guerreggiare.
Maschia attesa intanto
in qualcosa che accada
con mimose alla mano
- una nuova avventura? -
Ognuno al proprio ruolo
a sapor compensativo
con voglia di finirla
magari in pari patta;
l'uomo baratta l'otto:
amore a angolo giro e
quotidiana ribalta.
rosa nera evitata
Mila cento rime
composte di se stesse...
Guerrieri
prigionieri di battaglie
in una carneficina di parole
pronte a colpire in petto...
come l'attimo del giudizio finale.
Libertà di pensiero
e anche troppa di parola,
confusa nel valore
contrastante al verdetto.
Il primo sparo d'un fucile
scatena lacrime in petto
che mai ricorderà pace...
Parole scomposte...
composte da dinamite
scagliate in ogni dove
nell'ego sovrano di se,
urla di vittoria nelle menti.
Non vinsero nulla nel tempo...
ma persero l'anima!
debole e vaga.
❀
Sognami... come un diamante
luccicante e limpido,
che nelle tenebre da bagliore,
illuminandoti la via... quella persa.
❀
Sognami... come solo tu puoi sognare,
dove tutto è lecito senza permesso,
e puoi dar sfogo al tuo essere
invadente, esuberante...
sogna d'esser il mio amante.
intorno alle montagne.
Dipinti solari di rapidi pennelli.
Vorrei andare a ritroso
In tempi antichi e fanciulleschi
A ritrovar l'incanto di giorni liquidi.
Vorrei ascoltarti su una cima verde,
A gustare l'alba di mondi rinati.
E tu, viandante solitario,
che ascolti
Distrattamente,
sarai li' seduto su un cuscino
A pregar il rosseggiante tramonto
di non abbandonarci mai."
se pur corrosa dalla tormenta.
❀
Dammi una terra ferma
su cui trovar calda dimora...
dove un pensiero è libero d'uscire,
dove da una finestra socchiusa,
si può spiare il mondo.
❀
Dammi due ali per planare
su città sommerse dal tempo,
sugli oceani dove sprofondano cuori,
e tra le folate di vento e tra gli eventi,
fin dove la mia essenza, possa riposarsi.
❀
Dammi una storia d'amore
per poterti amare e vivere...
per poter prendere le tue mani tra le mie
per affondare coi miei occhi nella tua anima
per guardarti e perdermi nella tua immensità.
Nascondi le tue emozioni ,
per non dare soddisfazioni,
credi che amare sia debolezza,
mentre è la più grande fortezza,
spezzale queste maledette catene,
urla a voce alta che mi vuoi bene,
non è stupido chi lo riesce a dire,
lo è chi tace per non farlo capire,
preferisco essere stupido tra mille delusioni,
ma fiero di aver vissuto le mie emozioni.
...ero fatta per essere nuvola.
Mescolata di cielo e di vento
un lembo azzurro immenso e smisurato .
... ero fatta per essere donna .
Con obbiettivi e passioni ,
con giorni di rabbia e delusioni,
con sorrisi e pianti di istanti ,
con scontri di stelle e meraviglie ,
con bronci ed arcobaleni,
con occhi alla finestra
ed il cuore tra le mani.
... ero nata per essere madre .
Generando e al mio seno
nutrendo dolcezze .
Sono una figlia,
sono una donna ,
sono una madre !
Privilegiata con gratitudine .
le grida di un'emozione pura che
ad un passo da noi due, vibrava
silenziosa tra i granelli di una sabbia
umida di luna, secca di parole.
Ho udito...
la voce di un pensiero senza tregua...
al centro del cuore ormai freddo,
nel pieno di una notte struggente...
dove un faro s'è scontrato nel buio.
Ho udito...
l'accanirsi di foglie mosse dal vento
cadute nel mare dei mille "perché"
con le risposte delle tante lampare:
"Guarda che è bello anche amare"
Ho udito...
l'ammirare delle punte dei piedi
con occhi luccicanti, si sfioravano,
iniziando una vita d'amore e pace,
in un deserto arido d'amore.
Ho udito...
anche se non ho ascoltato.
Ora attendo la verità nell'anima
che passeggia fragilmente nella tua
facendo ancora tuffi nei tanti dubbi.
Vuoi le mie labbra
Vuoi baciarle
Assaporarle
La desideri davvero
Devi essere sincero
Perché nei tuoi occhi, si vede se non è vero.
Lo vuoi ancora, davvero
Allora avvicinati dolcemente
Libera la mente
Non essere troppo avvenente
Non essere assente
Allora le vuoi proprio assaporare
Baciare
Il nettare vuoi assaggiare
E così che hai deciso di amare
Ma il cuore, lo devi arare
Curare
Così se tutto hai fatto,
Quelle labbra che hai tanto desiderato
Vedrai che non potrai dimenticare il fatto
Di quel bacio che non hai mai dato
Nel nuovo capitolo del libro
che sto scrivendo l’ho lasciata
inginocchiare vicino a mio figlio,
con lei ho il cuore morbido
ma fa tanto freddo nel mio vuoto.
Perché le parole a volte tremano
ancor prima di esser scritte, forse
solo perché non è che una figura.
O come diresti tu angioletto, così
ti chiama lei, l’alone su una foto.
“Una presenza, è così che direi.
Che mentre tutti ridono con te
guarda negli occhi la tua tristezza.
Non è mai un appuntamento lei,
è un laccio con uno scopo preciso.
Non è esserci sempre, è non
andarsene mai… pss, l’amicizia.
Non chiederti chi sono io, solo
un perfetto sconosciuto… quando
io porto una lacrima, lei un sorriso”.
C’erano le rose bianche
e tra le dita i petali
che di velluto intrattenevano
meravigliati sguardi
C’erano le nostre arterie
a pulsare rossi incandescenti
così vivi - così vividi
da ossigenare sguardi mai dispersi
C’era tutta la magia
nell’incantato bosco
dove ogni humus
trovava la radice
- e i nostri umori, erano radici -
Ma un giorno infame
una tempesta vorticosa
così impetuosa - così impietosa
ti strappò via, violentemente, dal mio abbraccio… e da quel giorno…
c’è soltanto vento
a sussurrarmi le parole
- non dette -
Poi torneremo a incontrarci,
la stazione avrà nuovi lampioni
e panchine d’argento, riflessi
di sole sui binari e cicatrici
antiche. E’ il viaggio, l’amarci,
in ostaggio le parole delle canzoni,
i cori del convento e le eclissi
delle stelle binarie divoratrici
di polveri cosmiche. E si scioglierà
l’abbraccio nel perdono al fato
e sarà il bacio una nuova partenza
verso i sensi, le sinapsi della mente,
le arterie del cuore, le verità
pronunciate con gli occhi, l’afflato
di ogni voce, la luce a intermittenza
di notte, l’acqua che torna alla sorgente.
La mente incanta le sue rotte, fragranza
alla foce di ogni desiderio, mi tocchi
in questi diversi istanti, rarità e bellezza
sono solo rintocchi dell’anima,
galleria infinita di trucchi per sopravvivere
all’urgenza della voce, croce e dolcezza
sul trono dell’amore in crono.
Ieri ho lasciato la tiara, tra il sonno
e la passione, era bordata con l’oro
delle tue latifoglie alle soglie del sogno,
non mi è dispiaciuto lasciare la notte,
questo luogo deserto.








