alle luci dell' alba?
Prendimi per mano
e corriamo insieme
lungo quella via,
tra il sapore dei nostri baci
e risate profonde,
i primi raggi del sole
stanno arrivando.
Illuminano il nostro viso,
che rimane incantato,
ascoltando la melodia
dei nostri battiti.
Siamo miriadi stelle
nell' infinito.
Una barca
che ci raccoglie,
tra le acque splendenti
con cigni bianchi.
Una rosa splendida,
in un giardino,
da riconoscere
anche ad occhi chiusi.
dentro vortici di rabbia
Lenza tesa dentro il cuore
pronta a coglierne l'amaro
Sfugge mente dai confini
a cercare mondi ignoti
sopra oceani di mistero
come uccelli migratori
Ho svuotato le mie tasche
dai ricordi di una vita
consumati già dal tempo
in un limbo ormai confuso
Via col vento come sabbia
a disperdersi nel mondo
Via dal buio e dai suoi tarli
verso luce e mari aperti
Ebbi gocce salmastre ad
imperlar corolle e
falene ad impollinarle,
cantavano cicale ad ascoltarle e
sognai, prati immensi a
correr nell'erba fresca e mattutina,
boschi dalle risa fragorose in
cerca di funghi a
cuor d'autentica amicizia,
battito a tamburo a
scandir il tempo dell'amore
vortice a soffocar aria.
Ebbi e raccolsi emozioni sincere e
pensieri a vincere sul cuore,
buoni propositi da proporre e
condurli a destinazione..
Ebbi notti insonni e
sospiri a sospirar mattini e
vagabonda luna a sussurrar opinioni.
Oh luna parlammo e parlandoci ci comprendemmo!
Ebbi parole a completar opinioni
amorevoli sensazioni a fin di bene,
frasi ad enfasi serena e
spazi fioriti ad anima volatile.
Ebbi amore a coniugar anima e cuore,
mosaico a comporre ad incessante battito e
scandir umana sensazione.
Cuore avranno udito il tuo battito d'amore?
Ugual cura ebbi di te cuore che
disinteressatamente amor doni e ricevi!
Cosa volevi tu
da quel petalo
cercavi il suo sguardo
proteso altrove
reciderlo sarebbe significato
farlo morire
e lo hai lasciato li
austero tra le foglie
e ti parlava di vento
ti parlava di sole
girava le parole
affinché tu le ascoltassi
quanta meraviglia
in poche righe.
Il verde
il giallo
l’azzurro del cielo
appagato di stelle.
spera di vederla
colma di desideri
che addormentandoti
ti accontenterà
dopo tienila stretta
Nei sogni che farai
lei ti conquisterà
e sorridendole
saprà donare al cuore
la speranza nei tuoi occhi
sfiduciati quando ascolti
un presente affaticato
dove iniziano una serie
di complicazioni
trascorrendo il tempo
nei parchi solitari
Fotografa quella storia
e dimenticala.
Le tracce spariranno
solo piume resteranno
e felice sarai
senza sentirti inseguita
spinta dal vento
in bianco e nero,
palazzoni,
meta
di povera gente
che ogni giorno
lottava
per sopravvivere.
Quasi tutti
arrivati da piccoli
paesi,
dove la fame
faceva da padrone.
Tanti drammi nascosti
o dimenticati.
la speranza di una
vita migliore,
la speranza rivolta
verso il futuro.
Poche macchine
da molti desiderate,
un'organetto
regalava canzoni
in cambio di una
semplice moneta.
Come semplici
erano le speranze
dei nostri nonni,
senza pretese.
Con la voglia
di creare un
mondo nuovo,
migliore per tutti.
Vedo muri di pietra profumare
come degli alberi da frutto in fiore
E un mare verde di prati parlare
come un dipinto senza pittore
Dovrei forse io, stremata ragione
Veder quel che è tangibile e reale?
Un morto è un morto e il cielo un'illusione
e la vita uno scherzo ad un funerale.
Mia insana ragione, cosa puoi darmi?
Forse il fragore di macchine in corsa?
O quest'anima che bacia con armi
Cumuli di pensieri indotti a forza?
Almeno lasciami il silenzio
Dei miei occhi accecati
Sul pensiero medito mentre
Intrecci dei miei capelli si lasciano
Pigramente
Ammaliare dal
Vento.
Odo cio che non odo,
Le mie braccia distese sul prato.
Vedo formecoloriarcobaleni
Che incessantemente
Nella tela fluttuano.
Il mio volto disteso di lato sull'erba.
Tu solo,
Verdevero
Fresco e
Odoroso.
Noi in cerca di tesori, in vascelli e galeoni.
Noi che ci aggrappiamo a chimere per non affondare.
Noi sempre scontenti, ché nulla mai ci sa bastare.
Noi gabbiani in volo su spiagge e lidi.
Noi che simili a uccelli costruiamo nidi.
Noi che osserviamo il cielo, per capire fin dove possiamo arrivare.
Noi che guardiamo fin dove si riesce a guardare.
Noi che quando ci emozioniamo, le parole si bloccano in gola.
Noi che ci piace amar tanto...e non una volta sola.
Noi che ogni sera speriamo di ritornar domani
e lo facciamo tenendo giunte le mani.
Noi che quando invecchiamo, ci nascondiamo dietro le colline...come fa il sole.
Noi che quando piangiamo ci duole il cuore.
Noi che con gli occhi fotografiamo il mondo.
Noi che speriamo nell'amore più profondo.
Noi che conserviamo immagini negli album della memoria.
Noi che rinverdiamo coi ricordi qualche vecchia storia.
Noi che ci corichiamo quando il giorno va a dormire.
Noi che chiudiamo gli occhi più volte prima di morire.
Noi, che in balia di eventi che non possono mutare,
ci tuffiamo nella vita...e moriamo come le onde...nel mare.
e non c'è albero ov'esso non sia scritto
Vaghi ancor nella mia selva
come glicini in mese di timorosi soli
Vorrei il tuo lazzo catturar con mano
ferma
che mai da te mi indusse
e chiudermi ancor nido di sollazzi
cullandomi dell'afono mio sbiancare
Ho fatto L’Araba Fenice
e sono apparsa ancora.
Mi hai guardato con stupore
ed hai sorriso.
Non aspettavo coriandoli,
ma li ho avuti.
Perché ti sei tolto
gli occhiali scuri
per dire “ti trovo bene”
Non volevi mi perdessi
quello strano scintillio…
Tranquillo! L’ho intravisto
e registrato.
E’ da lì che tutto s’è confuso.
Quante volte vorrò risorgere
nell’istante che m’uccidi.
Canta placida luna
soave e la musica del tempo
tra fiorite stelle,
vaga lontano mio solenne sentire
drappeggiando nel cielo
l'enigma in fragorose fiammelle,
valicano sopra solitari monti e pendici,
e sotto lo splendore
dei sapienti salici,
giace muto l'acre odore
verso dormiente attico
tra buie stanze,
e di ronde festose rituali
anche mio animo prende le distanze,
risveglio ogni prospettiva
col fiato sospeso,
lasciando mio sogno
ad un filo di speranza
verso l'infinito appeso.












