attenzione, ma
se si esagera
forse, anzi
sicuramente
un campanello d'allarme
c'è, incorporato nell'anima
di chi le sta accanto
Lei è bugiarda, quasi sempre
gira i suoi tentacoli
rigirandoli alla perfezione
e punta dritto all'obbiettivo
guardando la preda
ingenua, fragile
che prende subito di mira
non perde tempo, se la spolpa
in pochi secondi, obbligandola
ad accontentarla, chiedendo
il sangue e tutta la vita sua
Non cercherò il tuo sorriso
nella tela di un pittore,
ma riuscendo ancora ad arrossire
ascoltandoti nel raccontarti con pudore.
E nemmeno tenterò di trovarlo
nelle figure retoriche di un poeta.
Sarà tra il granturco
baciato da un tramonto di seta.
Tra le onde di grano della campagna
cercherò di strapparti un sorriso,
perché poi sarà bello anche incollarlo
di nuovo sul tuo viso.
Quel viso dove sfogliandoti le labbra
ritroverei le parole mie più intime.
Labbra a cui mancava il sapore del mare.
Così agli occhi toccò inventare le lacrime.
Quelle parole devono essere fuggite
lì sulle tue labbra, con il vento.
Ti prego buon Dio dillo tu alla mia bocca
di accontentarsi di baciare il mio pianto.
Se un giorno quel sorriso che ha inizio sulle
tue labbra, appena sotto due occhi splendidi,
finisse sulle mie
non potrebbe che leggere tutti i miei brividi.
Ormai satura la mente
d’opinioni mai accennate
si piega all’imbrunire
nell’opaco dei tramonti.
Forse potevi parlare a qualcuno.
Si. Forse quel giorno…
Non era quello, però
Il momento giusto
e poi non lo fu mai.
Dio! Se esistessero gli angeli!
Allora si…
In un futuro d’eterno
Il tuo tono blando
su morbide orecchie
sarebbe melodia
a cullare sogni
mai bramosi di realtà.
Dove spazia il cielo,
la terra si ferma ed osserva,
controlla le nuvole alte che corrono veloci,
e del rumore dell'erba che cresce si circonda.
Così anche altri occhi osservano,
cercano spazi dove perdersi nel vento,
riempirsi di vento costante,
e sognare, un mondo nuovo,
dove il cuore fa capriole e l'anima sorride.
Gelsomini in fiore danno fragranza e pace,
i ricordi, sono rondini che volano lontano,
e si circondano di nostalgie.
Tranquille giornate d'inizio estate,
trascorrono senza interrompere.
Annuncio d'amore tra le mani vuote.
anche tu
coi fiori azzurri che tanto hai amato
dall'interno giallo che mi toccavan l'occhi
cullato ali in memoria
colorato meriggi di gambe corte
L'ostinazione d'esser belli seppur piccini
pargoli di noi e delle nostre ore
di racconti su lui, gli occhi verdi miei specchi
E nascevano rose a marzo
creature mistiche di natura
spose di Madonna, come i fiori
crepitava come un ciocco arso
che non si risolveva di morire.
Fedele riconobbe di soffrire
coi pugni di sale al cuore...
Quanti amori consumati
sotto il cielo azzurro d'erica.
Quanti amori sognati...
vendeva la libertà per un suo bacio.
chille 'e cicala so' assordante e rrumorose.
'E passe 'e ggigante vanno assaje luntano,
chille d' 'a lumaca vanno troppo chiano.
Cu e passe 'e tartaruga nun s'arriva maje,
cu 'e passe faveze può cadè addò vaje vaje.
Si faje passe stuorte vaje nfaccia 'o muro,
si faje nu passo 'a vota vaje cchiù ssicuro.
Passe e ripasse ma nun pruove spasso?
Dipenne 'a chi truove, dipenne d' 'e passe.
Passe ca vanno 'e pressa, passe nsistente,
passe ca rallentano quann'è 'o mumento.
Passe ca nun se fermene si 'e ssurpasse,
passe sempe eguale, ca pe cummurità nun lasse.
Passe luonghe na vita, passe 'e criature,
passe ca vanno nciampechianno 'int'o scuro.
Passe ca vide 'a luntano mentre cammine,
passe ca pe ccumpagnia vulisse vicino.
E mentre passe, t'aggire e arripasse,
vulisse turnà ncopp'e stesse passe.
Pigliasse 'a mana ca t'ha mparato 'e primme passe
e nsieme a essa te facisse ll'urdeme passe.
Traduzione
Passi
I passi di formica sono fertili e fruttuosi,
quelli della cicala assordanti e rumorosi.
I passi da gigante arrivano molto lontano,
quelli della lumaca vanno piano piano.
Con i passi di tartaruga non arrivi mai,
con i passi falsi cadi ovunque vai.
Se fai passi storti urti contro il muro.
Se fai un passo per volta, è più sicuro.
Passi e ripassi, ma non provi spasso?
Dipende da chi trovi, dipende dal passo.
Passi frettolosi, passi insistenti,
passi che rallentano quand'è il momento.
Passi che non si fermano se li sorpassi,
passi sempre uguali, che per comodità non lasci.
Passi lunghi una vita, passi di bambini.
Passi che vedi da lontano mentre cammini.
Passi che per compagnia vorresti vicino.
Passi che ti fanno tornare piccino.
E mentre passi, ti rigiri e ripassi,
se potessi torneresti su quei passi.
Prenderesti la mano di chi ti ha insegnato i primi passi
e insieme a lei faresti gli ultimi passi.
Chiaro e lucente è il suo viso,
sulle sue labbra
spicca un timido sorriso.
Lassù nel cielo
pare una regina
tra cotante stelle
che le fanno da comitiva.
Lei, col suo chiarore,
illumina ogni cuore
oltre al cuore degli innamorati.
Si desta di sera e va
contemplando la vita terrestre
e quella celeste;
indi, paga del suo vagare,
se ne va a dormire.
E così ogni giorno
ripete il suo percorso,
ripete la sua vita che pare
come quella di un pastore.
Sento odore di fumo e camomilla
ti ascolto salire i gradini accanto
a me, in un'espressione tranquilla
come la morte, che non ti lascio
guardare
Io volto lo sguardo, inetta e confusa
quella finestra alla mia sinistra,
Tu fai del mio stomaco una giostra,
Versione maschile di Medusa.
Guardare?
Non posso, non diventerei pietra
caldo riposo per l'aquila e il verme
Diventerei universo, inerme,
troppo grande, immensa, tetra
che guardare
non puoi. Ti volti velocemente
I miei polmoni imbevuti d'amore...
È finita, si risveglia la mente.
Uno sguardo banale... Era niente.
Guardavi.
Era quello sguardo
per una mosca schiacciata sul vetro?
Sicuramente non per me
la gioia penserebbe al resto.
Povertà di un sogno americano,
realtà che sto tenendo per mano.
Se dovesse dividerci l'amore,
non troverei che noia in un altro testo.
Ti racconto la mia storia
affinché collida con la tua;
così, dicono, si organicano le coscienze.
A notte fonda non sei più così sola:
ora sei il sole di un misero pianeta
a cui interessa l'essere scaldato.
E menomale che la serranda sia abbassata:
fino all'alba non voglio sentir parlare
di cose che si comprano.
Vi racconto la mia storia
senza lagna e senza boria.
Orfano di padre in adolescenza,
per disgrazia
e di madre, d’esser madre
presto sazia.
Notti di eclissi di luna
e giorni di sola bruma.
Dentro certo rabbia
e annientamento, e scorie
ma anche l’anima
di un cantastorie.
Se tenebra per la notte pare opportuna,
è l’ombra dei giorni che li accomuna.
E in un cratere imprecisato
del cuore, in una landa fuori mano
lo spirito sedulo
dell’artigiano.
Mentre l’ombra si intrattiene ad allunare
sul giorno, la notte gioca a farsi ritagliare.
Ecco perché in quelle notti
senza luna
ho il dovere di adottare
le parole una ad una.
Che sia una fase crescente o calante
e in quei giorni a guisa di falce,
il menestrello un po’ irriverente
armato di piuma,
riempiendola di continui vezzi
si diletta a solleticare la luna.
Una involuzione perpetua
E il candore di un' alba chiara sulla pelle?
Lasciami libera di esaudire i miei desideri
Lasciami il corpo
Le mani le gambe non devono tremare
Sento che il mondo ormai prova a vestirmi
..sarò baciata da una stella.











