sono sempre aspersi
dalle lacrime segrete
serbate dai padri;
rivoli che scorrono
a formare fili
su cui stanno i silenzi
d’una sensibilità
velata e indicibile
che nitida delinea
i profili d’un futuro
in immobile declino,
all’infinito.

Sei sempre stata mattiniera
ti ritiri nella più bell'ora della sera
perdendoti l'incanto del tramonto
e il bacio della luna sul tuo volto.
Le ore i giorni e le stagioni
s'allontanano senza condizioni
non potrai riscattarli in nessun caso
il tempo inclemente vola raso
svegliati o ti ritroverai col rimorso
di non aver assaporato il tuo trascorso.
E' un battito di ciglia una vita non vissuta
ti ritroverai stanca, rugosa e fottuta.
mentre una leggera e tenue calura
avvolgeva i vigneti.
Pietre e carri sapevano di polvere
e un nero cavallo
si districava tra le file d'uva,
lasciando dietro di sé orme profonde.
Nel tempo di giugno i versi
s'appuntavano nella bellezza del creato.
Potevo dipingere con la mente
e i miei sentieri portavano ad una chiesa abbandonata.
La voce del Signore
inondava i campi dell'animo
e una pioggia d'amore
bagnava ogni passo della vita.
Ancor oggi sono quello che ero,
con le mie mani
colme di passato e futuro...
E un Sole rosso mi prende per mano
tra mandorle e gazze
nel cruccio d'una cicala
che attaccata a un pino
canterina se ne sta.
per gli occhi,
diventa rosa antico o nero
cretti di sangue iniettato
sul foglio,aperto in due
mi spaventa il puntino sporco
a margine del deserto.
Possibile io non riesca
a correre ,neanche a prevedere
un'ora o due,
del lenzuolo si ricordano strappi e moscerini in barattolo
ma insisto a piantare rose sul viottolo
e una manciata di terra minacciosa.
Che cresca pure la rabbia cieca,
bianca,
oboli e strette di mano
per uomini di latta,
il cane ci accompagni
e poi fugga.
I miei pensieri fangosi
Incollano le vipere
Ai muri del mio spirito.
Nel mio respiro troppo fumo
Nel mio stomaco troppo vino.
Non è l'alterazione insana
È solo l'estasi del momento
Durato troppo, solo un secondo,
Che compensa un dolore cosmico.
Mai ho provato tanto ardore,
mai questa logorante gioia
di leccare la vita
Con il capo chino,
Fra i rovi ad avvolgermi
Un battito d’ali
Scopre il fango
In cui sono immerso
Sulle sponde , all’imbrunire...
Sono l’acqua che scorre
Fresca sulle pianure
Dove il pioppo e gli uccelli
Incontrano la vita
Sono l’aria che smuove le canne
e bagna l’erba tenera
con le sue lacrime di rugiada
Sono il pesce che nuota
Libero controcorrente
Alla foce dell’anima
Sono mio padre
E mio nonno prima di lui,
Il fiume.
il tocco silenzioso della tua mano.
Solo una goccia di sudore
a lavare il fremito della carne.
Portami...
no... ti porterò un bianco crisantemo
petali su petali sul pallido ventre...
Portami...
ti porterò una rosa screziata
di globuli rossi e piastrine
chè dipinga labbra sulle tue labbra.
La solitudine si fa speranza
non è che un odoroso vanto.
Hai scordato il mio nome
su accenti di pioggia,
su inchini di dolore,
su apostrofi di lune e garofani,
ed allor,
sfrattati dal petto dell’amor
cenammo in un volo d’illusioni,
apparecchiammo dividendi e sottraendi,
scucimmo l’alfabeto dei silenzi.
Inginocchiati sulle coreografie del cuor
eravamo parafrasi di cristallo,
forbice sensoriale d’un giorno
reciso da un bouquet di infinito:
eccomi a scrivere per te
il mio dolce inchino d’addio.
All'ombra d'un uomo morto da poco
Solo un vermiciattolo se ne stava
A questo talvolta il morto parlava:
''Rimpiango la moglie, il mattino, il fuoco''
Soavemente lo consolava il verme
Strisciandogli stanco sugli arti scarni,
E mentre ingoiava le sue carni,
Rispondeva al cadavere inerme:
''Porterò le tue spoglie al fango e al fiore;
Riciclo la carne per un motivo:
Ricomincia vita quando si muore''
E così, immerso nel tempo cadente
Chi vive al mondo è niente da vivo
Ma da morto sarà un mondo di niente
Il calore della sera
affonda colori e odori
assieme ai raggi del sole
all’orizzonte.
La dolcezza dell’aria impregna le cose di magia.
Sogno un cielo più vicino
ai dolori della terra
non più ore di piombo vissute.
Sogno strade libere, non labirinti.
Il cielo però resta muto e lontano.
Costringe a camminare senza risposte.
Vorrei credere al cielo
Per poter lasciare questa terra vuota di sentimenti.
Vorrei trovare il punto luce
là dove il sole declina e perdermi tra emozioni.
Soffro in tenebre profonde.
Non ho sgominato i tormenti dell’anima
nè ho lasciata libera questa tediosa malinconia.
I colori della sera d’estate continuano ad elargire promesse.
L’aria quieta e profumata dona serena solitudo.
Guardo l’oscurità avanzare
sono presa
dall’abbraccio freddo dei pensieri.
Vecchio leone, scalfito negli artigli, senza barba
la criniera cenere.
Bologna, sala d’attesa
l’agitazione del destino imminente.
Corto 1974
riccio di castagna o brace, 2019
Ancora un esperimento, Nicolò
sulle esplosioni e sul tritolo.
Il genio dei cuochi
ritorno delle schegge.
Una ad una dalle ferite, dagli uccisi, dalle piazze
impasto di chiodi e olio d’oliva.
Il Cristo senza luce, dunque
sigillato dai binari.
Via di fuga: scalini non attivi.
Cucina d’Italia il cuore nell’Appennino.
L’esercito cosacco sepolto per intero
cortei d’argilla a grandezza d’uomo.
Nitriti e comandi nella notte, marmo nelle fessure
mandate della luna -Étant donnés-.
Nessun allarme
odore di minestra.
L’equazione del vento
sussurrerà nuovo inchiostro di storie,
inchino di metafore
e cene d’orizzonte.
Sei con me
in questo capriccio di mondo?
Ho fame dei tuoi occhi amore
e ripenso a te,
t’annodo ad uno stormo di comete,
sei il cielo più bello
delle mie intramontabili promesse.
di un cuore ti arriva
come dolce carezza,
illuminando le giornate d' inverno,
è allora che si capisce
tutta la sua profondità,
il suo modo d' essere unico.
Incantata,
la ascolti come
una dolce canzone,
da canticchiare sempre più.
Entra dentro i tuoi pensieri,
sai che c'è e ci sarà,
in ogni momento.
I suoi occhi intensi,
assieme alle sue parole,
sono il ritratto di una donna,
che attraverso la finestra,
ama guardare ciò che la circonda
e sognare,
aspettando la tiepida luce dell' alba,
per poi donare un suo sorriso,
dentro il suo sole interiore.
Lei è primavera,
è quel dolce fiore che sboccia
con i suoi meravigliosi colori,
trasportandoti nell' infinità
della sua dolcezza.










