da stanza a stanza
sono oceani trascorsi
vaghi di neve.
al suo posto ogni linea
-perfezione del gesto o
primigenio spazio difeso,
complice lo sguardo
che taglia lembi oscuri.
se potesse, la forbice,
creare campi rossi di papaveri
in posizione zen un minimo
cielo che basti, se potesse
anche il grano che arride al sereno
e tutto l’ordine tutto compreso
in un semplice foglio di luce.
Non pensate a me
come la figlia di mio padre.
Non pensate a me neanche
come la madre dei miei figli.
Per favore non pensate a me.
Non dite – ah sì, quella tipa con il cane nero.
Oppure – ridicola, sempre con
la testa tra le nuvole.
Non mi additate,
ve lo chiedo in ginocchio,
come l’ex di quel tale
che da anni non si vede – che sia morto…?
Ecco, lo ripeto con le buone, non pensate a me.
Ho declinato
il carillon dei silenzi
in un bacio senza casa
ed ho appeso
un inutile tramonto
al filo delle mie nostalgie
ed ora che l’anima s’appresta
all’inchino dei giorni
raccolgo anagrammi di luna,
colleziono ore scalze
posate su un soffio di margherite.
E sporcai di solitudine
il senso impassibile
d’un’eclissi di dolcezza
ed arenai la mia ombra
pettinata di rugiada
fra l’ortografia sgrammaticata
d’un eco riflesso:
son qui, amor,
a ripensarti nel vento.
in evirato sogno
Apro una finestra
come aprire uno scrigno
.. chiarore soffuso
svela ombre di cose
pensieri compressi
rilasciano molecole di memoria
simulacri di un tempo passato
Confusione
stupore
anima appannata
Il sentimento è denso
come un fiume d'olio
ma la foce è ancora lontana....
… a scrivere sulle nuvole
quand’è in arrivo un temporale
(ché poi le mie parole, andrebbero disperse
nel turbinante cielo
ingannevole quanto un aquilone
vestito a festa)
- Bastano pochi secondi
a cambiarti la vita
- Basta lo sputo di un santo
a prenderti a schiaffi
- Basta così… ma così poco
se sulle tempie hai una cinica pressa
che incasina le idee fino a farti impazzire
Sarà, di certo, meglio l’oblio
che lo stillicidio della goccia che mai trabocca
ma scava
scava
s
c
a
v
a
.
.
.
Verrà la fine del mondo
sulle bianche perle
sui colli affusolati
e su gentili mani.
Verrà sui cieli dell’estate
sui camini appena accesi
sulle onde frantumate
su scogli annichiliti.
Verrà sopra le guerre
che siano perse o vinte
su occhi fissi all'orizzonte
sulle labbra dolci di sorrisi.
Verrà su ogni sogno
che giace tra i cuscini
distruggerà ogni alba
uccidendole i tramonti.
Verrà sulle piazze e le fontane
sulle chiese e le campane
su ogni cosa che si muove
su tutti i nidi e sulle alcove.
Verrà su ogni croce ed ogni Dio
su ogni forma di preghiera.
Guai! Se già non sei perduto
nel momento che ti trova.
ora ne ho più bisogno,
sono fragile,
mi sembra pesante il mondo.
Vorrei vibrare leggera
come il petalo di un fiore
che vola su un
leggero soffio,
che danza intorno al sole.
Abbracciami stringimi forte,
non voglio vedere il buio.
Se tu mi tieni stretta
Il freddo non mi prende e
viene presto il giorno.
Posa le tue labbra
sulle mie irrigidite,
riscalda il mio futuro,
spazzando via
le tristezze infinite.
Come una magia
il tuo amore mi guarisce,
dalla malinconia
dalle ore che passano
Insulse.
t'ho cercata per nominarti guida
e averti come saldo appiglio
nel mio sprofondare sempre più strenuo
ma tu, selenita indifferente
a canti che per me hai intonato
anziché incuneata nel cuore
per chieder se corretto il cammino,
stavi rintanata tra i crateri
nelle perenni dimore del senno
dove quel che è vacuo s'accumula
poi, dimenticato, freddo scompare.
Prossima alla fine provi ora
l'irato sentimento d'abbandono
che nutre il petto dei disperati;
e a riempire la stanza c'è solo
il silenzio di chi sa che il pianto
è denaro che dev'essere speso
con l'aspra parsimonia del cordoglio,
quest'oggi assente al tuo cospetto.
Sei cresciuto nella pancia
della mamma, e dentro il mio cuore.
Ho interrato una betulla laddove
chiunque altro avrebbe timore
ad attecchire le radici, coperto
di stoppia la terra e cercato
di ripararla dal freddo, e lei
in segreto accostandosi mi ha parlato
direttamente nell'anima.
“Nessuno potrà costringerti a cambiare pelle,
e nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.
Tranne tuo figlio nel provare a toccare le stelle.
Un figlio ha la sbalorditiva abilità di mancarti,
farti sorridere, intenerirti, e farti infuriare.
Un uomo è veramente ricco quando rincasando
a mani vuote riceve l’abbraccio di suo figlio”.
Sogno di vederti un giorno arrampicare
su quella betulla.
Avevo la mano della forma giusta per contenere
la tue, e riscaldarle.
Adesso sei cresciuto,
e le mie mani hai imparato ad ascoltarle.
in quegli istanti
in cui versi reprimono
il desiderio
avrebbe senso
se il vento
scrivesse parole
che facessero capire
quale verbo può suonare
tra le righe dove
regna un disordine
continuo. Se si vedesse
solo povertà, i pensieri
volerebbero, li prenderebbe
la natura e come acqua
scivolerebbero lungo i pendii
di teneri ricordi
ricorderesti quante risate
ti facevi senza rallentare
la durata della vita
se corre adagio
la pioggia bagna sempre
ed ogni volta
prenderesti l'ombrello
Mondo pazzo
In questa società
Classista e discriminante,
appena esci dal seminato ,fanno
presto a farti diventare matto,
e a metterti all'indice;
ma in realtà. A ben guardare,
tutto
il mondo è pazzo,
e il sistema si regge sulla demenzialità,
l’ottusità e la stupidità
generale,
dei mass media,
dei messaggi pubblicitari,
sugli spot e i luoghi comuni idioti
e spersonalizzante,
che ci martellano ogni giorno,
in modo subliminale
e ci rendono schiavi
di noi stessi e delle mode
imperanti, di costumanze
livellanti e di tentativi
di omologarci sempre,
e di renderci tutti uguali,
come gallinacci da cortile;
un mondo sociale,
dove prevale il cretino,
e l’imbecillità è la norma.
al sorriso nella notte
aspettando l'alba.
Mi sento defraudata
della vita, dell'amore
dai sentimenti,
aspetto l'orizzonte
forse
mi riporterà la ragione,
forse
tornerà il sole,
le nuvole se ne andranno
oltre la vita.
Cercherò rifugio
oltre il tramonto
da questo mondo
grande come un’arancia.
O muse di gran bellezza fulse
ignorate me e altre cose insulse.
In questa città odor di cipressi
come imo pensieri regressi
...E bianco spirar di glicini
tra il sole di luglio e il vento
...E bianco tintinnar di ossicini
nell campo santo mossi dal vento
...E un museo di farfalle
tra il lor tintinnio nei pensieri e tra i pensieri
che rifulge una idea con ali gialle
e un dover morale mi domina:
Cercare tamerici tra gli arbusti
Versificare e scolpire busti.
Pure l'ombra mi teme
e ancor più da me è temuta
C'è stato un tempo, un'altro e un'altro ancora
ma non ho mantenuto il giusto ritmo del solfeggio
quando vedevo la notte a sfera
Le fate non sbattono ali -compiuta è l'essenza-













