Stamane nonna è salita tirata in solaio, fienile
e poi legnaia negli anni, su d’una vecchia scala
a pioli che nonno, personaggio leopardiano,
ha salito e sceso dalla stessa scansia per tutta
la vita, e che ancora con l’indice e il medio
nel vuoto sembra voler raggiungere dal divano.
Stamane nonno nella sua demenza senile
ha forse poggiato la scala al muro di cinta
di casa, salendo fino quasi alle stelle,
e come lo spazzacamino nero di fumo di una
Milano lontana, con le mani aperte alte verso
il cielo ha riso per un’ultima volta a crepapelle.
Come un lampionaio stamane
ho girato, insieme alle code di rondine rimaste,
per i vicoli a spegnere gli ultimi lucciconi.
Mentre la gente che mi passava davanti
attonita guardava silente l’insania
nella sua canizie, la più bella marsina, carponi.
diventano un dono.
Porto nel cuore
il ricordo del tuo sorriso,
l'espressione del tuo volto.
Un'attesa lunga...
ma alla fine
la felicità dell'incontro
ci ha ripagate di tutto.
Il tuo abbraccio lo porterò con me
per il resto dei miei giorni.
Le nostre anime simili
anche a distanza
sentiamo quando una ha bisogno dell'altra.
abbiamo saputo superare momenti difficili
ma siamo qua...
Dalla vita ho imparato
che per ogni dolore ci sarà un sorriso...
Per ogni sogno ci sarà sempre una realtà che si avvera.
Ho imparato che quando meno te lo aspetti
dietro l'angolo arriva il cuore.
Ci sono momenti
che il mondo sembra caderti addosso...
Ma poi basta la tua voce,
un tuo messaggio
per far risplendere il sole.
Vorrei correre da te quando ho bisogno di parlare,
vorrei aprire la porta e suonare alla tua
per chiederti :beviamo un caffè: ?
Vorrei correre da te anche solo per un abbraccio,
ma nascondo tutto dietro un sorriso,
Penso al dolce ricordo delle nostre emozioni
e realizzo
che sei una parte importante di me.
E una lacrima di commozione bagna il volto
e...la vita continua...
Buon compleanno.
volgi lo sguardo all'infinito
sulle tue ciglia granelli di sabbia scossi da un vento tiepido
abbassa le palpebre un attimo ..ed ecco,
l'abbraccio del tuo sogno azzurro si disgrega,
in fragili cristalli fluenti tra le onde mendacil
lungo la smerigliata riva
in luoghi ormai lontani
ove parevi ,oh illuso,
scorgere l'IMMENSO.
sangue nero a zampillio
scemante nella cruda sera.
In alto c'era l'ombra
a fingersi luna.
Lo vedi quel punto
tra cielo e non cielo?
Svegliati! Ora che puoi.
Se ti lasci inghiottire
spariranno le montagne.
Ritroverai l'istante del tuo avvio,
senza memoria ROM
e la Luna, lo sai...
Ad ogni ciclo torna nuova.
immersi nel verde,
campi enormi da irrigare,
contadino,
quante ne hai da fare.
Con il tuo trattorino,
svelto lavori fino
alle luci del mattino.
Profumo d' estate,
farfalle volano nel cielo,
disegnando un cuore..
si posano su un fiore,
per poi riprendere il volo.
Profumo d' estate,
un papà e una mamma,
insegnano al loro bambino,
ad andare in bicicletta,
giorno dopo giorno.
Casco e sguardo protettivo,
assieme al bellissimo sorriso
di questa famiglia.
Cose semplici,
che ti fanno spensierare,
ed amare ogni piccolo gesto.
Ah anni! V'ho perduti
nella menzogna amara
dei sorrisi astuti
che mi tennero cara
E voi, furbe e impassibili Mosche,
vi siete nutrite dell'animo mio
come fosse sterco. Mafiose e losche
monache! Fasulle serve di Dio.
E pensavo, dopo aver vomitato:
Meritate forse una poesia
dopo il tempo che ho trangugiato
nella falsa gioia e nell'afasia?
Ma non è poesia
È solo verità questa,
Verità sulle labbra di Cassandra
In nessun luogo
Io sto bene
Questa parte di me che
non è come le altre persone
che sono sempre al posto giusto e al momento giusto.
Sto come un pesce fuor d’acqua in questo mondo.
Gente che ha sempre la parola pronta senza dire niente..
Soffro dentro.
Quest’estate così bruciante
fa morire i fiori assetati..
Non sono allegra
anche se rido per gli altri .
Sto in un angolo ,oggi
il mio cuore ha mille anni.
rido per gli altri
ma il mio cuore ha mille anni.
Sono una tempesta di sassi dentro la tua testa.
La notte fredda, la brina,
il ghiaccio, il vetro,
un bicchiere,
qualcosa da cui bere.
Un “urlo” -
un eco nella stanza che nemmeno ad Allen basta.
Sono riuscito a vedere
la pazzia,
Il rumore, la fantasia,
Immersa in acque profonde infrante sugli scogli dalla monotonia.
Sono l’antenna della comunicazione, la voce di mille generazioni,
la voce della nuova poesia.
dove ha inizio o finisce il mare.
Lo voglio immaginare senza età
nell'unico colore che può avere,
nato per caso o per un'alchimia
tra le magie della prima fiaba.
Con un respiro che mi sembra il mio,
quando le ansie rimuovono le onde
o un sorriso le ripiega al sole,
come il più giusto degli amori giusti
lui mi accompagna ad ogni passo nuovo.
La pelle bagna se la vede secca
e, poi, a scoglio tiepido la presta.
Con quel vestitino bianco appena sopra
il ginocchio ti adoro, seduta tra i fiori.
Ma quando rientri dalla spesa,
t-shirt madida sulla schiena e scarpe
da ginnastica legate insieme, a penzoloni
tra le borse, spossata e coi capelli in disordine
amo ogni attimo che mi ha afflitto nell’attesa.
Tocchi le gocce con due dita con disinvoltura,
ti sposti sotto il getto d’acqua con sicurezza
e sollevi appena la testa inclinandola indietro.
Ti versi un po’di bagnodoccia sul palmo della
mano e ti accarezzi sulle spalle e sul grembo.
Versi dell’altro bagnoschiuma sulle mani,
e scrivi TI VOGLIO TROPPO BENE sul vetro.
E dopo aver spostato una gamba leggermente
in avanti, sollevando sulla punta il piede
ti chini per insaponarti il polpaccio e la caviglia.
Ti aiuto col sapone sui fianchi, intanto stendi
le braccia in avanti fino a farmi sentire le tue mani
toccare i gomiti, e ti stringo forte per non perderti.
Mentre mi appoggi un TI AMO sulle sopracciglia.
Mi riporta nella sala il rumore della pellicola
che striscia sul bordo della bobina, e resta solo
l’odore tostato del cinema e sullo schermo il peso
del titolo NON C’E’ ALTRO, ALTRO CHE TE.
In platea non è rimasto più nessuno, e forse
ci stiamo già facendo del male, e mi sembra
di essere qui seduto da sempre con l’alter ego
di me stesso, e si spegne il proiettore.
La maschera che maschera non lo è mai stata
riaccende le luci prima del prossimo spettacolo,
ma è al buio che meriterebbe il giusto riguardo.
Questo film dove non è mai stato importante
come entri nella vita degli altri, non so quante
volte l’ho già visto finire di schiena in un vicolo.
se non ti vedessi
al mio risveglio
a rincuorarmi
senza brutti
presentimenti
sei la cosa che più
albeggia
che dai la vita
senza renderla grigia
E se all'improvviso
non ci fossi
se sparissi
affonderei
calerebbe un buio infinito
e travolgendomi
andrei nell'inconscio
lì vedrei, la nebbia
in ogni momento
Tu essenziale
per i miei giorni
per l'avvenire
pensando
cosa farei
se la medicina
non ti avesse creato
Partiture solari,
avanzi di solitudine
romanzati dal mare
ed un concetto pronominale
bussa al concerto dei naufragi,
scolpisce baci senza casa,
medica stelle da noi ferite.
Settembre è uno sguardo di brina,
un salvadanaio d’illusioni
sull'uscio del cuor sfocato:
resterà soltanto il cielo
del nostro animo spezzato.










