Una sedia vuota , un atmosfera inquietante
Brividi insolenti nel silenzio agghiacciante,
ricordi che accarezzano tra pensieri e foto
non bastano a colmare l’amarezza di quel vuoto,
più il dolore si fa forte e intenso
più ogni giorno sembra non avere senso,
una sedia vuota che adesso fa tanto male
quando era piena sembrava scontato e banale,
cosa non darei per rivivere alcuni momenti
dandoti abbracci, baci, carezze, tutti i miei sentimenti,
il rimpianto è crudele ed è terribilmente forte
ti fa capire che le cose si fanno in vita e non dopo la morte,
opinioni e parole vagano nell’ignoto
non cambiano la dura realtà di quel posto vuoto,
forse si sta bene nel regno di Dio
ma qui fa troppo male doversi dire addio,
molti dicono : gira per tutti la ruota…….
E capiranno che è lacerante vedere quella sedia vuota.
fu per mamma mia;
la scrissi a sedici anni
ma lei non la gradì.
<Hai altro da fare,
pensa a studiare.>
Amorosa e sensibile,
severa e inflessibile,
mia madre era così.
Ormai laureato,
un giorno me la chiese
e le si accese in viso
il segno d’un sorriso.
Mia madre era così,
l’avessi ancora qui.
è travolgente come un' onda.
Mi colpisce all' improvviso
e mi fa sospirare.
Il sole risplende,
ma il vero calore sei tu.
Le mie guance arrossiscono
al tuo tocco,
mentre le mie labbra ti desiderano.
Una volta che sono sulle mie,
diventano tempesta,
spazzando via tutto.
Rimane così solo l' immagine
di noi due
che sorridiamo,
amandoci sempre più.
Frammenti di luna
cadono sulla pelle.
Il tempo si culla
tra il petto e la gola.
Le mie ali di cera
sciolte sul pavimento.
La promessa di piume
era fasulla.
Morire sognando un volo.
Un cielo ostile
si fa soffitto e carceriere,
Sento un pianto di ricordi.
Come venisse
dalle mie vite precedenti.
Una danza lenta
in punta di piedi sulle spine
o forse una pioggia
di petali secchi nel vento
di cui cerco invano
l' antico profumo.
E il mio spirito ritrova
vecchie solitudini
con occhi ormai vuoti
e senza calore.
Stagioni passate
che non torneranno
e bianche nostalgie
come fantasmi.
Ancora giungo le mani
a un sentore di sacro.
La trascendenza velata
di un'anima.
Io so che sempre si risorge.
tra il cantore e il menestrello.
Voce melodiosa
e toni alterati:
sintassi armonica
incompatibile.
Episodico litigio
formale,apparente
La diatriba rientra
in un disegno biblico permanente.
Il cantore
ha stentorea voce
e canta l'onestà.
Menestrello infame
stecca ogni strofa,
sbandierando malvagità.
La sinfonia
latita nell'ombra
e scade nello stridore.
Come una profonda ferita
che non conosce
il sollievo dell'oblio.
un alto anno che va via
una nuova pagina della storia mia,
un respiro un po più affannato
un vuoto nel cuore più pronunciato,
gli anni che avanzano abbastanza evidenti
questo mio compleanno con molti assenti,
è stata una giornata con addosso il peso ed il rimpianto
perché non c’era chi ho amato tanto,
quelle candeline erano tanti istanti
e li ho rivissuti tutti quanti,
il mio compleanno una voce all’orecchio:
sei ancora giovane c’è la fai non sei vecchio!
anni devastati da tante delusioni
nuove speranze che riaccendono emozioni,
il mio compleanno ,malinconico,suggestivo
mi sono sentito metà morto e metà vivo.Non ho badato se destro o sinistro
ma, senza che l'occhio volesse parte
o si fosse schierata la mente,
al mio orecchio ha esordito una pulce:
come fa, di due papi ... o mami
irreprensibile figlio
a rispettare il Decalogo
non avendo
un padre e una madre
da onorare?
Ché
- considerato dai maggiori versanti -
ivi non pare
ne fossero stati disposti altri;
ma si potrebbe
anche sbagliare ...
forse sincere,
un po' di fretta.
Quel lineamento di volto;
non riuscirò
ad impararlo a memoria.
Incontro a lungo cercato,
avuto di recente;
proposito prudente,
soverchiato
da animo dissennato.
La fragilità impera
su un corpo malato
Sapere che il tempo ti invecchia senza poesia
e un pezzo di vita ogni giorno va via,
vedere un mondo cosparso di paure
di loschi individui e cattive figure,
non è cosi facile vivere in un presente
dove lotti come un cane senza ricevere niente,
la gente è brava quando deve ferirti o mentirti
ma quando cerchi conforto non ha nulla da dirti,
c'è troppo vento ed è più gelido e forte
arriva prepotente lasciando odore di morte,
qualcuno per favore mi indichi l'uscita
voglio andare via,questa non è vita!
vorrei parlare con colui che comanda
fatemi salire,voglio fargli qualche domanda,
desidero dire a chi è cosi onnipotente
perche mai tace,purché non fa niente!
ha lasciato a noi il compito di credere e pregare
ma si è tenuto le ali per non farci volare,
hanno scritto un libro che parla di doveri
saranno poi giusti,saranno poi veri?
io non ti giudico,ma credere a tutto non posso
voglio fidarmi di te avendo il tuo profumo addosso,
con esso ogni notte lavo la mia pelle
poi guardo il cielo e ti cerco tra le stelle,
ovunque tu sia,ti prego fa qualcosa
il mio cuore è stanco,da troppo tempo non riposa,
si avvicina per lui la parola fine
ormai non regge più a tutte quelle spine,
ti chiedo aiuto,ne ho davvero bisogno
fatti vedere,anche solo in un sogno,
sono troppe le cose che non riesco a capire
forse per riuscirci dovrei morire,
siamo in tanti a cercarti avanti guardaci!
stiamo annegando per favore salvaci
Non vi ristuccherò con
parafilie ecclesiastiche.
Vi chiedo bensì tedio
per una bolla che in fondo
è cenere, di scomunica.
A monte del Castelvecchio
tra una manciata di case
e di abitanti, in ciabatte
sorseggia caffè in bicchieri
di carta, nudo della tunica,
quello che un tempo
bambino pianse a dirotto
per l’emozione il giorno
della Prima Comunione.
Resta un sacerdote che prega
per il bene della sua gente
che sale fin quassù, da un
sentiero in mezzo al bosco
che ha visto ridiscendere
prima di andare a bottega
tapini rinfrancati, e tornar
sani tossicomani e malati,
ortodossi come apostolici.
Nell’abito talare estolle il rito
per qualsivoglia congrega.
Refuso refuso
figlio della fretta
e distratto occhio
- o del ripasso -
a volte
l'aiuta asincronia:
destra e sinistra
dall'unisono si spostano
- e qualcuno
vuol giocar d'anticipo -
ma del leone
fa parte rilettura
che d'assuefatta mente
rimane infetta.
Macchia
che contenuto offuschi
dove passo
si fa maldestro
e con fatica
prosegue testo
pel suo traguardo.
Raramente, però, pare
sia figlio
di enne enne.







