Siamo tutti sconosciuti
che abbracciano spigoli
d'ossa che formano angoli,
accoglienze perfette
di arguti piani
di desideri sopiti negli anni
in cuori chiusi,
scrigni di sogni
di libertà.
Siamo acqua corrente
e diluvi incessanti
che piovono lacrime
sui corpi sudati,
distillati di assenzio
fra assi di bastoni
trecce di donne
e odore di marinai.
Siam prigionieri
di case di carta,
maldestre simulazioni
di vite perfette,
orditori di trame
per ricever consenso,
tenere e illuse carni,
vacui disegni futuri,
ripetuti cicli di memorie.
Sarebbe l'ora dell'amore, questa
di sfiorar le mani
per trattenere il presente
e allestire giacigli sotto le stelle
per non piangere più
e divenir giocatori sinceri
sulla spiaggia,
in riva al mare,
guardando il faro.
è mio padre
il ricordo di un uomo
curvo e impegnato
che ha limato la vita
e la vita lo ha consumato
La mia festa del lavoro
è il ricordo di un uomo
che mi ha insegnato a soffrire
e mi ha cucito con forza
sulla pelle e sul cuore
la saggezza e un mestiere
per tirare a campare
Ed io in questa Festa del Lavoro
non sventolo bandiere
non festeggio con gite fuori porta
non canto a squarciagola
inni alla gloria
io guardo solo questa fotografia
il suo sguardo piegato
su un pezzo di ferro duro a morire
e le sue braccia sulla morsa
sporche di grasso e sudore
ma limpide di onestà e dignità
di una vita che mai nulla riconosce.
Sono come tu mi vuoi,
nel silenzio solo noi,
sono pronto per tacere,
sarò chi ti può piacere,
la tua notte desiderata,
la tua pazzia conclamata,
sono sorriso e pianto,
la magia senza rimpianto,
l’impeccabile sensazione,
la tua calda emozione,
sono rabbia e tenerezza,
uno schiaffo e una carezza,
quel trofeo per gli eroi,
il premio per tutti voi,
sono più di un sentimento,
ti darò amore e tormento,
brillo dove tu non puoi,
per sempre come tu mi vuoi.
nella spirale del foglio
dove l'essenza trafigge
il fluire del varco
Tu aria e figlia
fiorisci
dal solco di un lume
in un lento fluire di stormi
nel ritrarsi del Manto
E mi appari
nel chiarore dei sensi
lontani
da orizzonti squarciati
nel moto di vedove lune
Diniego al merito
di predette speranze !
Nostalgie di persone
si prendono la parte del cuore,
la occupano come casa,
ed è faticoso farle andar via.
L'anima sta ad ascoltare,
le loro voci sommesse,
e freme di un moto restio,
calma apparente sul viso,
devia il pensiero, ma è solo
illusorio destino.
Trasportano le onde dei fremiti
e sarà un uragano dei sensi,
poi tutto tornerà normale,
dietro al moto perpetuo del tempo,
che scorre sul giorno,
scorre e porta lontano,
quello che è già vissuto sulla tua pelle.
Cenere nera ora vola sollevata
dal vento.
– Alice: Per quanto tempo e’ per sempre?
– Bianconiglio: A volte, solo un secondo.
Ancora
e ancora
e poi ancora,
saremo guazzetto
di atomi elementari,
un pugno di elementi
che si combinano
nuovamente
insieme,
che si
faranno
pietra dura,
e poi nel tempo
torneranno polvere
aspettando che l’acqua
li sublimi in qualcosa di più.
Che li trasformi in fiore d’arancio,
in albero, in funambolico parassita,
o in un altro esemplare perfetto
di uomo vile e pensieroso,.
Io mi guardo attorno,
e resto attaccato
alla pochezza
della vita,
come
se
non
lo sapessi affatto
che anche il per sempre
è comunque e soltanto
un infinto apparente.
Sono nato, vivo nel tempo e ignoro cosa sia il tempo; sto in un punto tra due eternità, e non ho nessuna idea dell’eternità; penso, e non ho mai potuto capire come si produca il pensiero. Io non so perché esisto.
(Voltaire)
per sfuggir alla brama dei ricchi.
Son diventato brutto,
per evitar la contaminazione
di una suprema beltà;
ho messo a nudo la mia stupidità,
per confondere la somma intelligenza
di dotti e sapienti.
Ho scelto la debolezza,
per distruggere
la sicurezza dei forti;
reso pellegrino in patria
e straniero in famiglia.
Sordo alle dichiarazioni di guerra;
cieco alle barbarie di una società;
muto ai più vili oltraggi.
Mi riempi di panni dentro
tutto preciso tutto perfetto
con me hai fatto centro
in alcune cose mi sento stretto
riempito davvero davvero troppo
ci sono cose che non ti ho detto
ma le calze le vedo come un intoppo
le butti in basso, spesso non le prendi
secondo me non hanno uno scopo
ed è inutile che i tuoi pensieri difendi
io sono un armadio e vedo tutto
se continui a nascondere poi mi offendi
non sono poi così distrutto
vedo ciò che metti ciò che indossi
vedo tutto ciò che nascondi
ma i peggio li ho rimossi
non preoccuparti per i gusti orrendi
le cose che non metti, non le troverai più
sono un armadio, cosa pretendi
continua a mettere le cose, mettile giù
ma non lamentarti, l'armadio non nasconde
sei tu che le cose ti perdi...
Se continui a gettare questi panni
io non voglio più tenerli
non farò mai danni
ma non voglio più vederli
sono pieno, rischio di esplodere
butterò fuori tutti i tuoi vestiti
ora smettila di urlare
in fondo mica è strano
un armadio può tossire
lanciando fuori un asciugamano
se tu lo metti ancora umido
io rischio un raffreddore
non parlo, sono timido
ma posso starnutire
ora smetto, non ti spaventare
ma tu togli un po' di vestiti
se non riuscirò a respirare
poi vedrai le mie cicatrici
il legno si può rovinare
ma la mia anima resta
questa è la mia stanza
la mia storia è questa
spero ti porti un po' di speranza
però mi piace piacerti,
mi diverte stuzzicarti,
litigare e poi cercarti,
ti lascio sfiorare un po' la follia,
astute le tattiche che usi per
non farmi andare via,
mi affascina il tuo essere audace,
la tua determinazione mi piace,
a volte mi spiazzi e mi stanchi,
ma se non ti vedo mi manchi,
nell’imperfezione vai bene così,
finisce il gioco se ti dico di si,
voglio andarmene ma resto,
ti adoro e ti detesto,
quando voglio ferirti uso dure parole,
vorrei allontanarmi ma il cuore ti vuole,
sembrano uniti i nostri destini,
siamo grandi ma anche bambini,
se ti arrabbi mi eviti e taci,
è tutto surreale e folle però mi piaci.
che bella invenzione.
La uso per scrivere,
le mie emozioni.
La uso per ricordare
i tempi passati,
assieme ai presenti.
La uso per sorridere,
perché a volte mette
anche allegria.
La mia mente cosi vola,
attraverso la fantasia.
Grazie musica,
amica mia.
Crepuscolo notturno,
buio greve che sovrasta ogni cosa,
stanza in penombra,
oscurità incipiente,
incombe come una cappa,
in ogni dove,
silenzio profondo
ed immoto,
occhi pesanti,
carichi di sonno,
che faccio sveglio,
cerco pace,
ristoro,
calma ,che non viene;
tutto fermo,
immobile,
nessun rumore da fuori,
tenebra caliginosa,
com'è lontano il giorno,
giorno.
Bello e potente con l’inganno nel sorriso,
attirato dal male hai lasciato il paradiso,
le anime pure le vorresti catturare,
usando il tuo fascino per farle innamorare,
hai ali grandi e forti e con gli occhi puoi fissare,
chi perduto nel buio non sa più cosa fare,
domini nel tuo impero colmo di finti eroi,
ma sotto questo cielo siamo più forti noi,
nel silenzio dell’angoscia usi tatto e maniera ,
ma per allontanarti basta una preghiera,
il male è solamente una sconfitta atroce,
ti pieghi e sei nulla davanti ad una croce,
semini spavento e nel tuo regno di dolore,
dannato sarai sterile innanzi al nostro signore.










