in assemblaggio
frammenti di luce
dissolventi e sparsi
steli ingialliti e riarsi
di velenose viole
cieli di nuovo tersi
sogni indecenti
di amori dispersi
notti di maggio
sassi di torrente
volti ambrati
cicale assordanti
donne di passaggio
pensieri discordanti
neve di primavera
vagabondi erranti
Strascichi di vento
dimenano l’anima.
Il bello della vita:
un sorriso, una lacrima.
“Un contadino è più vero coi suoi indumenti
di garzato tra i campi, che quando va a Messa
la domenica con una sorta di abito da società.
Analogamente si può ritenere che dare a un
quadro di contadini una sorta di superficie liscia
e convenzionale risulti estrinsecazione di falsità.
Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo,
vapori che si levano dalle patate bollenti
non è malsano; se un campo sa di grano maturo
o ortaggi va bene”, dalle parole di Van Gogh.
Pertanto Vincent dammi un pennello e la tua
mano perché io le disegni un sorriso imperituro,
affinché l’ultimo raggio di sole ristia sul suo viso.
Ora che credo sia assopita sola con il suo sguardo
che avrei potuto tratteggiare come custode
di due scampoli di notte al posto degli occhi,
ma che è così tangibile e vero come la terra
che custodisce sotto la vanga le sue zolle sode.
Adesso che questi due ritagli di crepuscolo
al posto degli occhi sono pennellate d’autore,
sfumature leggere, dentro di me è una voce sola:
nella notte statica turbata dall’onomatopea delle
ciglia delle tue due zolle di terra coltiva al posto
degli occhi “Almeno in sogno vienimi vicino, vola…”.
Vivremo e ci perderemo emozioni importanti
Questo è il destino degli amanti,
e sotto ad una pioggia di perché
soffriremo nel non poter stare
sempre insieme io e te ,
privi di pudore e senza diritti
anneghiamo nelle lacrime e dobbiamo stare zitti,
saremo l’amore limitato
l’errore ed il peccato,
semineremo rabbia e dolore
sanguinerà il nostro cuore,
a sostenere le nostre follie
saranno sempre e solo bugie,
nel difenderci avremo sempre poco fiato
per urlare a tutti un amore sbagliato,
ci faremo inutili promesse
le cose resteranno sempre le stesse,
avremo sempre voglia di scappare
ma troppo vigliacchi per poterlo fare,
il nostro futuro sarà solo un miraggio
per fare delle scelte ci vuole coraggio,
e sotto gli occhi di tutti quanti
saremo sempre due squallidi amanti.
Ceppi recisi,
d'uve mature non amare.
Del nero, non nere d'amaro.
Risa distratte, perse nel filo
s'accomodano in cesti,
di sofferenze intrisi.
Canta l'aurora
del tuo risveglio,
risveglia profumi
d'un canto festoso.
Baccanali in fiore
sorgeranno in rosso,
tra calici colmi
e vuote essenze,
che del tutto
hanno la pochezza.
Va così in terre odorose,
il cuore a rimembrare gesta passate
d'un presente vivo.
Morte nel domani
d'un ieri reciso.
Ascolta tu che non sei,
che non sai,
che non vuoi.
Ascolta grappoli gocciolanti
d'un nettare umano,
che tristi raminghi
pendono della tua mano.
sento grida e schiamazzi
è notte o è giorno,
sono i soliti ragazzi?>
Ma che domanda,
pensai senza guardare,
e questo chi lo manda,
quand’ecco mi sentii gelare:
era un cieco.
Gli parlai per molto,
facemmo quattro passi
e feci il disinvolto.
Voleva che parlassi.
Descrissi il paesaggio,
narrai il passeggio,
gli instillai coraggio.
Delle delizie d'oggi non narrai,
a dire il ver poche ne trovai,
gli lasciai l’immaginario
e l’armonia di sottofondo
ideata dalla fantasia
onorando il diario
della sua malattia.
di sorridere alla vita
allontana i burattini
di un esistenza sfiorita.
Innocenza dentro il cuore,
non compresa
senza valore.
Ogni sogno è scacciato
da pensieri più crudeli,
rende il mondo più opaco
da milioni di rancori.
Ma i bambini sanno stupire,
una forza poco attesa,
sanno combattere,
sanno abbellire
la realtà disperata.
Aspettiamo solamente,
che la paura possa scappare
regalando improvvisamente,
una gioia
da non dimenticare.
Vitelli in costruzioni
d'esteriore immagine e somiglianza
sfoggio d'esternazioni d'altri tempi
- non andati
solo comodi tornanti -
Riempio di figure poesia anch'io
poco retoriche, "avantrograde"
spingo per l'élite
che al comprendere
preferisce inezie
un bel vuoto cotto
alla sostanza di vita cruda
- nudo che non s'addice -
ché trancia l'estasi
d'estate travestitasi.
Esco dal piattume
sparso tra la folla
sperso come foglie
che riempiono la valle
e su cime mi ergo, là
più vicino e affine a Dio
– anche se non ci credo
sono solo socio
... della tendenza -
Se vuoi essere mio amico io ti accetto
ma devi prima amare ogni mio difetto,
amare interamente tutto ciò che sono
prendendoti il brutto e il buono,
insieme per ridere e scherzare
ma anche se piango devi restare,
se sono arrabbiato non pesare ciò che dico
questo è quello che fa un amico,
io ad un amico non lo imbroglio
e non uso forme di orgoglio,
io ci sono col sorriso e col pianto
è questo l’amico che voglio accanto.
Rimpiangerai il Tempo
di quando i genitori erano in vita?
Non credo! se non sai più sorridere
e non apri le tue braccia
rimanendo impassibile, lì, a gridare come un ossesso
ogni tua frustrazione
- prigioniero in una maschera sgarbata -
Mi appare agli occhi e al cuore
il senso di meschinità; quel senso che ti contraddistingue
(Tu, che non ricordi le radici
che non ricordi il tempo in cui ti hanno cresciuto
coccolato, carezzato...
Che non ricordi i sacrifici
non ricordi più nulla perché il tuo cuore è pieno d’orgoglio
Tu, che li deridi
Tu, che li spaventi
Tu, che gli urli in faccia)
Tu, che lentamente li uccidi
Dimmi, come si può avvilire i tuoi genitori?
Come si può, continuamente, sottilizzare sul nulla
Come si può, insistere su povere ossa... vecchie...
che avrebbero bisogno di carezze?
Io, non ti riconosco più
- io... non voglio riconoscerti -
E va bene anche così
abbracciando la luna...
sul fianco spettinato di collina.
Pur assillante, il fiato di maggio
non ha scalfito l’attesa del rosso.
Ed è solo vento, intrepida brezza,
questo fruscio che spagina l’aria,
dimena le gote e l’ora confonde
senza riuscire a minare il cuore.
IL paradiso apre le sue porte per accogliere l’angelo del blues,
voce che incanta il mondo,
chitarra che trasmette suono profondo,
Napoli perde la sua icona
Quella carta sporca che piange e si emoziona,
l’inno di tutte le generazioni
il mito che vivrà con le sue canzoni,
la morte ti ha strappato a noi all’improvviso
per rallegrare gli angeli del paradiso,
un mare di lacrime bagna la Napoli bella
uniti per la perdita della più grande stella,
Ciao Pino ……sei un tatuaggio nel cuore
Simbolo indelebile che per noi non muore .

Cielo a rispecchiar sul mare e
veli di nuvole a specchiar onde..
Quando la tristezza trasuda di pianto
lo sguardo s'allarga audace e
l'acqua del mare appar equa alle lacrime..
Pianto a stracciar il cuore e
malinconia e tristezza a strozzar la gola e soffocare.
Non trovammo effimera sintonia nelle vie del cuore,
cademmo su un tappeto di foglie ingiallite e
fummo autunno a morir dentro l'inverno..











